U.D.O. – Intervista a Udo Dirkschneider

Pubblicato il 15/12/2001 da

Il passare del tempo e alcuni acciacchi fisici non sembrano intaccare l’ormai solida scorza di Udo Dirkschneider. Personaggio cardine della scena metal europea, per vent’anni ci ha regalato gloriosi dischi con gli Accept, per poi passare alla nuova creatura U.D.O.! Altra gloria, altre soddisfazioni, ed ora il momento della celebrazione che ogni band raggiunge al culmine della carriera: il live album. “Live From Russia” è da qualche tempo nei negozi e sembra già riscontrare quel successo che la band guidata dall’arzillo “papà” del metal teutonico ha meritato grazie ad una coerenza e ad un lavoro fuori dal comune. E’ proprio Udo in persona a parlarci della sua bella esperienza in Russia, di vent’anni di heavy metal, del suo lavoro da discografico grazie alla sua Breaker e di tante altre cose.
ALLORA UDO, PER UNA BAND ARRIVARE AL LIVE ALBUM RAPPRESENTA SEMPRE UN TRAGUARDO MOLTO IMPORTANTE…
“E’ verissimo ciò che dici, ormai la nostra band conta sette studio albums e i fans continuavano a chiederci un disco dal vivo, così abbiamo preso la decisione di soddisfarli!”

MI FARESTI IL PUNTO DELLA VOSTRA CARRIERA?
“Siamo molto soddisfatti della nostra attività. Il precedente disco, “Holy”, è stato un traguardo molto importante per gli U.D.O., il pubblico lo ha decisamente apprezzato e ci ha dato la possibilità di fare anche un disco dal vivo. Ho sempre avuto molte soddisfazioni, prima con gli Accept, ed ora nel secondo capitolo della mia vita grazie agli U.D.O.”

ACCEPT CONTRO U.D.O.:CHI VINCE?
“Hey, questa è una domanda cattiva! Il mio approccio compositivo e il mio modo di suonare non è cambiato molto dai tempi degli Accept, anche perché c’è una latro reduce che mi accompagna da tempo, Stefan Kaufmann, e il feeling tra noi è sempre il medesimo. Il nostro stile attuale, quello di “Holy” per intenderci, è molto vicino alle cose che proponevano gli Accept, ed è anche lo stile che abbiamo intenzione di proporre nel futuro. E’ un paradosso, ma non siamo mai stati così tanto vicini al passato…”

COME MAI LA DECISIONE DI REGISTRARE QUESTO ALBUM IN RUSSIA?
“Vedi, prima di questo tour eravamo già stati un paio di volte in Russia e in quel paese abbiamo sempre trovato un’atmosfera particolare, molto calda anche a dispetto del clima eheh! Ci siamo trovati benissimo, anche perché il pubblico ci ha dimostrato tutto il suo supporto, inoltre c’era un sacco di gente venuta da altri paesi proprio per vederci. In queste condizioni è stato naturale decidere di registrare i nostri concerti in Russia per poi trasformarli nel disco che hai fra le mani.”

QUALI SONO LE PARTICOLARITA’ DEL PUBBLICO RUSSO, RISPETTO AD ESEMPIO ALL’AUDIENCE ITALIANA O TEDESCA?
“Non c’è una grandissima differenza dal lato pratico, è una cosa molto difficile da spiegare. L’atmosfera da quelle parti è particolarissima, non è facile descriverla a parole…se in futuro ti capitasse di trovarti in Russia capirai anche tu di cosa sto parlando.”

DAL PUNTO DI VISTA DELL’ESECUZIONE DEI BRANI, E’ PALPABILE LA COMPATTEZZA DELLA BAND: POSSIAMO DEFINIRE L’ATTUALE LINE-UP DEGLI U.D.O. COME LA MIGLIORE IN ASSOLUTO?
“Senza ombra di dubbio! Mi trovo benissimo con i ragazzi, sia per quanto riguarda l’aspetto musicale, ma anche dal lato umano. In passato ho avuto parecchia sfortuna con i vecchi membri, difatti ci sono stati non pochi cambiamenti di line-up, ora sono tre anni che la formazione è la stessa. Giorno dopo giorno diveniamo sempre più affiatati e uniti e…sì, sono d’accordo con te, su ‘Live From Russia’ si sente la compattezza e il grande feeling fra di noi. Sul nuovo album che stiamo preparando anche Igor e Fitty (secondo chitarrista e bassista, ndJR) stanno dando un notevole contributo e sono molto più coinvolti che in passato. Finalmente siamo tutti uniti!”

E’ LECITO QUINDI PENSARE AGLI U.D.O. COME AD UNA BAND, PIUTTOSTO CHE AL TUO PROGETTO PERSONALE?
“Gli U.D.O. sono una band. Probabilmente in passato questa idea di gruppo era meno forte e si pensava ad un progetto di Udo Dirkschneider, ma ti assicuro che non è così. Tutte le decisioni da prendere vengono ampiamente discusse insieme, nel song writing i ragazzi danno il loro contributo, non sono io che decido. Queste caratteristiche sono tipiche di una band, gli U.D.O. sono una band!”

CAMBIANDO DISCORSO, ULTIMAMENTE SEI STATO RICOVERATO IN OSPEDALE: NIENTE DI GRAVE SPERO…
“Non preoccuparti, non è successo nulla di grave! Ho solo avuto una crisi di nervi, sai, si trattava di un periodo in cui ero molto sotto pressione, comunque fatto sta che nel bel mezzo della notte sono stato portato in ospedale. Lì sono rimasto un giorno e una notte per fare dei controlli, poi sono tornato all’aria aperta eheh! Credimi, nulla di grave…hey, sono un vecchietto ormai, non ho più vent’anni!”

FARAI DEI CONCERTI PER PROMUOVERE “LIVE FROM RUSSIA”?
“No, al momento siamo già al lavoro sul nuovo disco, che uscirà il 5 Marzo del 2002. L’album si chiamerà “Man And Machine” e il tour di supporto comincerà a fine Marzo, con grosse possibilità di passare anche da voi. Al momento però niente concerti, siamo tutti concentrati sui nuovi pezzi.”

SARA’ UN DISCO STILE “HOLY”?
“Non ci saranno grosse differenza dal punto di vista del sound, le caratteristiche degli U.D.O. ci saranno tutte. L’unica cosa è la nostra intenzione di avvicinarci ulteriormente ai vecchi lavori degli Accept, vi troverete davanti ad un disco molto metal! Non sarà un concept, ho però raccontato una storia su uomini e macchine, intese come computers. Prima questi prevalgono sulla razza umana, alla fine però gli uomini riusciranno ad avere la meglio. Ho voluto evidenziare il fatto che se clicchi un bottone il computer si spegne, mentre l’uomo pensa ventiquattro ore al giorno e può provare emozioni.”

RIMANIAMO IN TEMA DI COMPUTER: UN GURU DEL CLASSIC METAL COME TE CHE NE PENSA DEI COMPUTERS APPLICATI IN AMBITO MUSICALE?
“L’unico modo in cui li vedo è nel processo della registrazione di un disco. La tecnologia digitale è molto comoda e vanta grandi risultati. Dal punto di vista prettamente musicale c’è qualcosa di interessante, ma non la sentirai mai dagli U.D.O., formazione heavy metal, noi useremo sempre e solo chitarre, basso e batteria!”

E DEI COMPUTERS INTENSI COME MEZZO DI SCAMBIO DI MP3?
“Anche qui ci sono aspetti interessanti e altri meno. Purtroppo le bands e le labels non prendono una lira dai dischi scaricati completamente da internet. Il problema è il gruppo emergente: se infatti vende poco, in più molti dischi vengono scaricati da Internet, la label non guadagna il tanto che basta a coprire le spese. Il risultato è che la giovane band rimane a casa senza contratto. Se invece fossero disponibili due o tre mp3 per disco, il discorso lo si potrebbe pensare come ad un’interessante valvola di promozione. Internet ha il grosso pregio di far fluire in pochissimo tempo una grande quantità di informazioni praticamente a circuito mondiale. Un mp3 potrebbe in questo modo diffondersi a tappeto, avvantaggiando e facendo conoscere una determinata band.”

COME VA IL LAVORO CON LA TUA LABEL, LA BREAKER?
“Molto bene, è ancora una piccola etichetta, ma piano piano stiamo crescendo. Il mio scopo è quello di aiutare le giovani band ad emergere, tra le altre cose nella mia scuderia vanto una band italiana, i White Skull, che ritengo molto bravi e promettenti. Ovviamente grazie alla Breaker gestirò i lavori futuri degli U.D.O.. E’ molto importante questo aspetto, perché gestire contemporaneamente musica e affari della propria band equivale ad avere la libertà più assoluta nelle scelte da intraprendere. Essere indipendenti è di importanza vitale per un artista, che spesso deve scendere a compromessi con la propria casa discografica per i più disparati motivi.”

IL METAL ATTUALMENTE STA VIVENDO UN PERIODO CARATTERIZZATO DA REUNIONS MOLTO IMPORTANTI…
“Ehehe ti fermo subito, niente Accept! Con loro ho passato momenti indimenticabili, ma ora abbiamo voltato pagina. Gli U.D.O. sono la mia unica band, non vedo reunion né ora, né in futuro. Seguo costantemente l’andazzo della scena metal e ti dirò, senza fare nomi, che alcune reunions sono dettate dalla passione, ma altre sono solo business.”

UDO, QUALI SONO I TRE DISCHI CHE UN METALLARO D.O.C. DOVREBBE AVERE?
“Bella domanda, spesso me lo chiedo anch’io eheh? Per quanto riguarda i miei gusti direi ‘British Steel’ dei Judas Priest, ‘Holy Diver’ di Ronnie James Dio e il black album dei Metallica.”

UN DISCO DAL VIVO CONTIENE OVVIAMENTE I MIGLIORI SUCCESSI DI UNA BAND: QUAL E’ IL TUO CAVALLO DI BATTAGLIA PER ANTONOMASIA?
“Ce ne sono tanti…parlando degli U.D.O. il mio pezzo preferito è sicuramente ‘They Want War’.”

UNA CURIOSITA’: QUANTO HA VENDUTO “HOLY”?
”E’ andato molto bene! Non so dirti le cifre precise, ma in tutto il mondo dovrebbe essere arrivato ad oltre centomila copie vendute.”

UDO, E’ VERO CHE SEI UN ECCELENTE TENNISTA?
“Eheh ma chi te l’ha detto? Comunque mi piace molto giocare a tennis e prima intraprendere l’ultimo tour ho giocato parecchio con mia figlia! Ma ti dirò di più, sono anche un buon nuotatore, spesso vado in piscina nei momenti di relax! Tennis e nuoto sono praticamente i miei unici hobbies, poi tutto il tempo libero che ho adoro trascorrerlo in famiglia!”

BENE! PURTROPPO SIAMO GIUNTI ALLA FINE. HAI ALTRO DA DIRCI?
“Sì, ci vediamo in Italia, perché farò di tutto per venire a suonare nel tuo paese! Nel frattempo ascoltateci dal vivo tramite ‘Live From Russia’.”

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