VAREGO – Space metal truckin’

Pubblicato il 27/12/2016 da

L’ottimo stato di salute musicale del nostro paese è fuori discussione, specie se rivolgiamo l’attenzione verso sonorità sludge, heavy psych e dintorni. Ma ci sono band che il salto di qualità paiono averlo spiccato con esiti particolarmente brillanti, e di certo vanno annoverati in questo  gruppo i Varego, autori con “Epoch” di uno dei migliori ascolti di questo 2016. Abbiamo parlato di questo lavoro, di progetti futuri e delle loro radici musicali con Gero, chitarrista della band ligure.

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CIAO A TUTTI E BENVENUTI SU METALITALIA.COM. PARTIAMO SUBITO DAL VOSTRO NUOVO LAVORO E RACCONTATECI LA GENESI DI “EPOCH”.
“Ciao e grazie per questa bella opportunità di parlare un po’ del nostro nuovo album.La genesi di ‘Epoch’ è tutta concentrata nei dodici mesi precedenti all’uscita. Poco più di un anno fa abbiamo aggiustato la formazione in seguito al fatto che il nostro bassista e membro fondatore si è trasferito all’estero per ragioni lavorative. Il nostro cantante Davide ha così imbracciato il basso (essendo già stato bassista in un’altra band in precedenza) e in quattro a testa bassa ci siamo messi al lavoro su pezzi nuovi di zecca, abbandonando ciò che era già pronto e composto tempo addietro. Questa nuova situazione ci ha dato forza per non perdere ulteriore tempo e far nascere un album che dire essere fortemente voluto non rende appieno l’idea”.

RISPETTO ALLA PUBBLICAZIONE MOLTO RAVVICINATA DEL PRIMO ALBUM E DEL SUCCESSIVO EP, VI SIETE FATTI ATTENDERE UN PO’; MA SE GIÀ I PRECEDENTI LAVORI ERANO MOLTO INTERESSANTI, LA SENSAZIONE CHE QUESTO ALBUM RAPPRESENTI UN SALTO NOTEVOLE IN TERMINI DI PRODUZIONE E COMPOSIZIONE È FORTE, SIETE D’ACCORDO?
“Intanto ti ringraziamo per i complimenti, diciamo che con il senno di poi ci piace essere d’accordo con te, il risultato ottenuto sembra anche ricevere ottimi riscontri, per cui bene così. Ultimamente ci siamo imposti alcune regole rigorose per quanto riguarda attitudine e obbiettivi condivisi. ‘Epoch’ è indubbiamente un album di svolta, il nostro punto zero, da cui ripartire con rinnovato entusiasmo e consapevolezza”.

ABBIAMO AVUTO ANCHE LA SENSAZIONE, PUR IN UN APPROCCIO CHE RESTA SFACCETTATO E COMPLESSO, CHE ABBIATE TROVATO UNA MAGGIORE OMOGENEITÀ MUSICALE.
“Sicuramente sì, molto deriva dal fatto che i pezzi sono stati scritti tutti in un arco di tempo relativamente breve. E poi anche perché volevamo fortemente dare una connotazione specifica al nostro lavoro che, seppur appunto non catalogabile in un genere definito, potesse risultare compatto e omogeneo, sia come atmosfere create sia per l’impatto di ogni singolo pezzo”.

IN PARTICOLARE, PUR IN UN AMBITO MUSICALE POCO ETICHETTABILE COME IL VOSTRO, SI SONO ACCENTUATE ENORMEMENTE LE ATMOSFERE SPACE, CHE FORSE PRIMA ERANO PREVALENTI PIÙ NELLA RESTITUZIONE LIVE. È IL RISULTATO DI UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA COME MUSICISTI O UNA NATURALE EVOLUZIONE DEL VOSTRO SUONO?
“Entrambe le cose; da una parte ci siamo detti che con questo lavoro avremmo dovuto osare, senza preconcetti e dare risalto a tutti quegli aspetti che più ci piacciono ed ispirano. Questa impostazione ha così alimentato una certa evoluzione del nostro suono che è andata a confluire in quei richiami space da te citati”.

CI SONO COMPONENTI SLUDGE, SPACE-ROCK, POST-ROCK, PERSINO QUALCHE SPRUZZATA DI DOOM QUA E LÀ: VOI COME VI DEFINIRESTE?
“Tutte queste componenti musicali da te citate sono ben presenti sia nei nostri pezzi che nel nostro background a livello di ascolti e influenze. Una definizione che abbiamo sentito di recente e che sostanzialmente ci ha trovato d’accordo è stata data da un portale statunitense che ci ha definito Progressive Sludgers, e direi che potremmo essere contenti così”.

IN SEDE DI RECENSIONE ABBIAMO CITATO NOMI COME HAWKWIND O TOOL, PER CITARNE UN PAIO, QUALI RIFERIMENTI – CON DIFFERENTE PESO – DEL VOSTRO SUONO. CHI CITERESTE, VOI, COME VOSTRI INDISCUSSI MAESTRI?
“Sì, quando abbiamo letto Hawkwind ci siamo commossi (ride, ndR)! I Tool penso che ormai abbiano influenzato un po’ tutte le band di oggi, è davvero difficile non trovare elementi ‘tooliani’ almeno all’interno di una certa scena. Nello specifico dei Varego direi che i nostri padri e mentori sono stati e sono tuttora Voivod e Neurosis, i primi per le loro intricate trame musicali, i secondi per le atmosfere oscure con cui riescono a permeare ogni loro lavoro”.

NELL’ALBUM ABBIAMO PARTICOLARMENTE AMATO “PHANTASMA”, PROPRIO PER QUESTA CAPACITÀ DI SINTESI TRA ATMOSFERA E POTENZA. QUALE BRANO DELL’ALBUM FARESTE ASCOLTARE A CHI NON VI HA MAI SENTITO?
“’Phantasma’ è stato il primissimo pezzo composto per questo album e porta con sé ancora alcuni elementi dei lavori precedenti, come è nella logica delle cose. Secondo noi il pezzo che oggi più ci rappresenta è ‘Dominion’, dove ad un ascolto attento si possono riscontrare tutte le nostre caratteristiche di oggi, dalla psichedelia fino al prog sludge più d’impatto”.

POSSO CHIEDERVI QUALCOSA DEI VOSTRI TESTI? DA QUELLO CHE SI RIESCE A COMPRENDERE, PARREBBERO AMPLIFICARE, IN QUALCHE MODO, L’ATTITUDINE ‘COSMICA’ DELLA MUSICA.
“I testi sono per noi una cosa fondamentale da sempre, infatti siamo soliti adattare la musica alle ‘storie’ che trattiamo nelle lyrics. Ed infatti come dici tu, sono proprio i testi, con l’uso di particolari parole e in secondo luogo di vocalizzi, che amplificano questa nostra componente cosmica. Tra i nostri punti di ispirazione infatti citiamo solitamente anche scrittori come Evangelisti, Dick e Asimov. La voce vuole dare vita a momenti e situazioni specifici, che rimandano ad un’idea circolare di energia cosmica e coscienza collettiva”.

DOPO L’EP “BLINDNESS OF THE SUN” AVETE CONFERMATO LA COLLABORAZIONE IN STUDIO CON BILLY ANDERSON. COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LUI? COM’È LAVORARE CON QUESTO ‘PESO MASSIMO’ DEL GENERE?
“Ormai Billy Anderson è un componente aggiuntivo della band, ci segue da sempre, fin dai tempi in cui gli inviammo ormai quasi sette anni fa il nostro primo demo. Da lì siamo sempre rimasti in contatto, in quanto lui si disse da subito interessato a lavorare con noi. Ed infatti poi tutti i nostri lavori portano la sua firma. Inutile dire che ci siamo sempre trovati benissimo, non ha manie di onnipotenza, ma anzi con estrema umiltà va incontro a quelle che sono le esigenze della band. A noi per esempio non piacciono i lavori iperprodotti, volendo puntare tutto su una nostra peculiarità più live che da studio. Billy Anderson si è subito dimostrato più che disponibile a gestire e curare assieme a noi questi aspetti. Siamo sempre rimasti più che soddisfatti di ogni suo lavoro”.

A PROPOSITO DI COLLABORAZIONI, SEMPRE NEL PRECEDENTE MINI ALBUM AVEVATE COME OSPITE JARBOE. AVETE IN MENTE NUOVE, FUTURE COLLABORAZIONI?
“Sì, ancora oggi avere collaborato con Jarboe ci sembra un sogno, tanto è stata incredibile e ricca da un punto di vista professionale questa collaborazione. In futuro certamente avremo nuove collaborazioni, anzi qualcosa è già in un fase abbastanza avanzata per il nuovo album a cui stiamo lavorando in termini di idee. Ci piace molto collaborare con altri artisti, per ‘Epoch’ ci siamo presi una pausa esclusivamente per ragioni di tempistiche, ma nuove collaborazioni sono all’orizzonte”.

ASSIEME AD ALTRE OTTIME BAND, COME DIVERSI VOSTRI COMPAGNI DI ETICHETTA SU ARGONAUTA, STATE DIMOSTRANDO CHIARAMENTE CHE ESISTE UNA VIA ITALIANA AL ‘POST-METAL’ DI GRANDE PREGIO. COM’È RECEPITO IL VOSTRO LAVORO ALL’ESTERO?
“Fortunatamente all’estero sembra esserci un certo interesse. Con la fortuna di avere il terreno spianato da band come Mastodon e Baroness (parlo di quelle band che possono essere più vicine al nostro sound, almeno come impostazione), stiamo ricevendo un discreto numero di feedback positivi e anche qualche interessante invito in sede live, per cui direi che al momento siamo davvero soddisfatti”.

PROGETTI PER IL FUTURO? QUANDO TORNERETE ON THE ROAD?
“Abbiamo messo su un mini-tour italiano di dieci date ci cui già cinque alle spalle. Ci siamo anche tolti qualche soddisfazione suonando con band come Mondo Generator, High Fighter, Suma e facendo alcune date con compagni di etichetta che stimiamo tantissimo. Poi si ripartirà nel nuovo anno con altre cinque date già pronte e altre da pianificare. Insomma, ora vediamo di promuovere al meglio ‘Epoch’ qui in Italia per poi affacciarci anche all’estero. E ovviamente a brevissimo metteremo già mano al nuovo album, perché abbiamo tantissime idee e le vogliamo sfruttare al meglio giocando d’anticipo”.

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