BLACK SABBATH – I Padrini Dell’Heavy Metal

Pubblicato il 07/11/2016 da

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Le biografie pubblicate sulla storia dei Black Sabbath sono tante, in primis la stessa autobiografia di Tony Iommi (intitolata “Iron Man”): tuttavia, anche Mick Wall ha voluto dire la sua, raccontando la storia della band praticamente fino ai giorni nostri, ovvero fino alla preparazione del trionfale tour che ha visto sul palco Iommi e Geezer di nuovo insieme ad Ozzy (la versione originale del libro è del 2013). Ciò, forte della conoscenza diretta che l’autore ha avuto con i protagonisti, avendo lavorato, a fasi alterne, come giornalista, addetto stampa e PR per quasi trentacinque anni, sia con i Black Sabbath, sia seguendo Ozzy e Ronnie J. Dio nelle loro carriere soliste.

In verità, non tutto deriva da una conoscenza diretta e, assai correttamente, l’autore cita tra le sue fonti diverse altre biografie e interviste. L’opera è suddivisa in due parti: la prima, “Children Of The Grave” parte dagli anni giovanili dei quattro membri originali della band, descrivendo il loro incontro e poi via via tutte le difficoltà iniziali, raccontando come siano riusciti ad emergere grazie soprattutto all’impegno, alla caparbietà e alla tenacia del loro leader, Tony Iommi, il quale, come viene ricordato, rinunciò ad un proficuo contratto con i Jethro Tull per dedicarsi invece alla sua band, allora ancora totalmente sconosciuta. Tra le altre cose, viene anche sottolineato come la loro carriera sia stata tuttavia pesantemente condizionata, nel bene e nel male, dall’uso costante e massiccio di sostanze stupefacenti, che a lungo andare hanno finito per minare seriamente i rapporti tra i vari membri, dando inizio ad un certo punto ad un’inesorabile parabola discendente, con Iommi che non riusciva più a sopportare sulle sue spalle il peso di tutte le responsabilità. L’unica soluzione sembrò allora di cercare di portare una ventata d’aria fresca, allontanando Ozzy e sostituendolo con un cantante di grande talento, carisma e spessore come Ronnie J. Dio. Nella seconda parte, dunque, “Unlucky For Some”, Wall racconta del nuovo corso della band, che segnò inizialmente la rinascita con un grandissimo capolavoro come “Heaven And Hell”, con tutte le successive vicende che portarono poi negli anni seguenti ad una girandola di cambiamenti continui, sempre attorno alla figura di Iommi. Dal canto suo, Ozzy, beneficiò dell’allontanamento dal gruppo in quanto, dopo un primo periodo di smarrimento, fu preso sotto l’ala protettiva della sua manager e futura moglie Sharon, che lo guiderà in una fortunatissima carriera solista, fino a farlo diventare un’autentica superstar, al punto che saranno poi i Black Sabbath dopo tanti anni a implorarlo quasi di organizzare una reunion, per dare un’impennata decisa alla loro carriera che, salvo il periodo con Dio, non sembrava ormai più in grado di spiccare il volo. L’autore, grazie alla sua esperienza diretta e alle sue testimonianze, svela così diversi retroscena e racconta diversi aneddoti, alcuni ben noti, altri meno, soffermandosi, altresì, a volte in maniera quasi impietosa ma comunque alquanto obiettiva, su degli aspetti caratteriali e della personalità dei musicisti che li mostrano in tutta la loro umanità e persino nelle loro intime fragilità.

“Black Sabbath – I Padrini Dell’Heavy Metal” è dunque l’ennesima biografia sulla band britannica, che però si rivela sin dalle prime pagine assai interessante, sia per le davvero buone capacità di scrittura di Mick Wall, sia perché consente di guardare alle vicende che hanno affrontato i musicisti con un occhio esterno ma da parte di uno che ha avuto modo di essere a stretto contatto con loro, raccogliendone le ansie, le frustrazioni, ma anche i desideri e le speranze: parliamo, d’altronde, di persone che più volte sono passate dalla miseria alla gloria ed alla ricchezza, toccando davvero il fondo del baratro per poi riuscire fortunatamente però sempre a risalire, fino alle stelle. Venticinque anni fa, si arrivò forse persino a considerarli ormai quasi come dei ‘dinosauri’ dell’heavy metal: oggi, paradossalmente, le cose sono cambiate al punto che sono reputati delle leggende e parecchia gente è disposta a pagare fior di quattrini pur di assistere ad un loro concerto. Non sono molti forse i gruppi che hanno avuto nella storia così tanti alti e bassi nella propria carriera, perché pur essendo una grande band, hanno commesso parecchi errori, rischiando sempre di rovinare tutto, a volte manovrati dai loro manager ma più spesso per l’incapacità di affrontare determinate situazioni. Eppure, i Black Sabbath sono riusciti, nonostante tutto, a sopravvivere, e così, inevitabilmente, il mondo ha finito per ricordare quanto grande sia la loro musica.

Voto: 8

“Black Sabbath – I Padrini Dell’Heavy Metal”
Autore: Mick Wall
Anno: 2016
Pubblicato da: Edizioni BD
Pagine: 330

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