ENTER NIGHT – La Storia Dei Metallica

Metallica - Book - 2012

Insieme agli Iron Maiden, i Metallica sono la band più grande della storia dell’heavy metal, non necessariamente la migliore, ma sicuramente la più importante e influente degli ultimi trent’anni. Poche storie, i ‘Four Horsemen’ hanno raggiunto nel tempo una popolarità planetaria pur suonando musica veloce ed aggressiva, ben lontana dai laccati standard radiofonici dei principali network mondiali.
Data l’enorme quantità di informazioni facilmente reperibili su svariati canali ufficiali e non, comprendiamo che sarebbe superfluo nonchè facile scrivere un’altra, ennesima, enciclopedia sui Metallica, se non si avessero delle appetitose chicche da offrire in pasto ai fan per saziare la loro infinita sete di conoscenza. “Enter Night – La Storia Dei Metallica” si rivela altresì un tomo eccellente, scolpito con la perizia certosina di un abile artigiano del linguaggio come Mick Wall, esperto e illustre giornalista britannico classe 1958 che esordì a soli diciannove anni per il magazine Sounds. Dopo aver accumulato una notevole mole di esperienze, maturate in diretta seguendo l’ascesa di star dell’heavy metal come Judas Priest, Tygers Of Pan Tang e Iron Maiden, in seguito si fece travolgere dalla miscela innovativa profusa da queste nuove promesse della musica pesante. Allacciati i rapporti con questi quattro scapestrati desiderosi di conquistare il mondo intero, Mick ha assorbito, catalogato e pubblicato tonnellate di aneddoti riversati con la precisione chirurgica tipica dei migliori giornalisti d’inchiesta.
Ogni capitolo viene introdotto da una serie di ricordi personali che fotografano un preciso istante vissuto a contatto (diretto o indiretto) con i quattro cavalieri di San Francisco. Affrontiamo così con entusiasmo la storia di una solida celebrazione del sogno americano, doverosamente arricchita da sedici pagine di foto ad alta risoluzione, nelle quali ci imbattiamo in succose testimonianze elargite oltre che dai Metallica stessi, anche da manager, produttori discografici, musicisti, giornalisti, fans e mille altri che forniscono la propria preziosa testimonianza nei confronti di queste leggende viventi. La realizzazione di questo libro completa in maniera simbolica il lavoro svolto da Joel McIver nell’altrettanto interessante “Justice For All, La Verità Sui Metallica”, grazie alla comprovata destrezza narrativa di un Wall sugli scudi sin dalle prime battute, meritevole di esprimersi con un linguaggio fluido, dettagliato, ironico, mai altisonante, accademico o peggio ancora ampolloso. Riga dopo riga, pagina dopo pagina, la nostra attenzione viene imprigionata da una fitta ragnatela di eventi tessuta con dovizia di particolari dall’autore. E’ difficile, financo impossibile, non rimanere attratti come mosche sul miele da un mirabolante ottovolante di eventi, circostanze e continui imprevisti che contro ogni previsione ci ha catapultato ai giorni nostri quattro signori di mezza età sani e salvi, indubbiamente consapevoli di aver donato un contributo fondamentale alla recente evoluzione della musica rock.



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  • Nicola Salerno

    Ho letto questo libro e l’ho trovato pessimo. Risente troppo delle “personalissime” – per quanto legittime – opinioni dell’autore e manca totalmente di obiettività, specialmente riguardo ai fan. Si può riassumere in poche righe: “I Metallica sono il frutto della personalità dispotica di Lars e dei traumi infantili di James. Cliff Burton era l’unico musicista bravo. Kirk Hammett e Jason Newsted sono solo due nerd che fanno parte della band per puro caso. A parte Master Of Puppets, tutti gli album dei Metallica sono mediocri e i fan una massa di rimbambiti pronti a idolatrare qualsiasi lavoro dei Four Horseman per seguire la massa”. Come fan (rimbambito) dei Metallica, ho trovato il libro un insulto alla mia intelligenza. È un saggio sulle idee di Mick Wall, non una biografia. In ogni pagina si avverte il “complesso del critico” che muore dalla voglia di stare su quel palcoscenico che può solo guardare da lontano. E quindi critica…

  • Gennaro Dileo

    Le opinioni (contestabili, ovvio) di Wall sono semplicemente dovute al fatto che lui ha vissuto sul campo una serie di esperienze (dirette o indirette) con il gruppo ed è naturale che la ‘presunta oggettività’ vada a farsi benedire. Lo stesso McIver, il quale viene visto di recente come un guru del giornalismo internazionale, è decisamente più radicale nell’esprimere un giudizio (ti rimando al libro degli Slayer edito per Tsunami). Al tempo stesso, credo che l’autore abbia avuto il merito di sconfessare molti luoghi comuni, o seghe mentali, costruiti nel tempo come un castello di sabbia dai fans. Una su tutte? Il concerto di spalla ai Saxon nel 1982 in quel di Los Angeles fu “benedetto” dai Motley Crue. Intanto Mick Wall fa giornalismo in ambito internazionale da 35 anni con successo e solo per questo merita rispetto. Dubito fortemente che abbia voglia di salire un palcoscenico (fa un altro mestiere), dato che il suo compito, appunto, è quello di criticare in maniera costruttiva pregi e difetti del gruppo, non di piegarsi a novanta solo perché si chiamano Metallica ;)