From The Minds Of Madness: The Origins Of Heavy Metal Band Names

“From The Minds Of Madness: The Origins Of Heavy Metal Band Names”

Autori: Blair Gibson
Anno: 2012
Pubblicato da: Armand Rosamilia (http://rymfirebooks.wordpress.com)
Pagine: 238

Lo sapevate che il nome degli Hammerfall era stato ideato da Oscar Dronjak su ispirazione di un pezzo dei Warlord, ma anche per via di uno specifico passaggio letto sul romanzo “Tommyknockers” di Stephen King? E che l’autunnale monicker dei Leaves’ Eye è stato ideato in una romantica notte di passione tra Liv Kristine e suo  marito Alex Krull quando, durante il loro viaggio di nozze sulle coste irlandesi, lui esclamò improvvisamente “Aaahhh, i tuoi bellissimi occhi blu!”? E ancora che ai Lion’s Share il nome lo suggerì il tizio che scriveva i testi per la band? Probabilmente, se siete fan delle band citate, lo sapevate già; ma noi che magari proprio fan non siamo, o almeno non di tutte, lo abbiamo scoperto proprio sul libro che stiamo recensendo: “From The Minds of Madness: The Origins of Heavy Metal Band Names“. L’opera in questione, introdotta per noi da Aaron Stainthorpe dei My Dying Bride, è proprio quello che a questo punto potete immaginare, ovvero un’enciclopedica raccolta di testimonianze da più di trecento band, ognuna motivante la scelta del rispettivo monicker all’immaginario microfono dell’autore del libro Blair Gibson. Autore che tra l’altro scrittore non è affatto, ma ‘solo’ un trentacinquenne appassionato di heavy metal che, con calma e impegno titanici, ha raccolto (via mail e tramite citazioni di interviste rilasciate sui media) le origini dei nomi di un così considerevole numero di band. Un lavoro certo enorme e per il quale non manchiamo di fare i nostri complimenti all’autore, ma anche noi il nostro lavoro lo dobbiamo fare e alla fine un giudizio su quest’opera lo dobbiamo tirare valutando il risultato e non solo l’impegno. Sotto questo punto di vista, in realtà, siamo molto combattuti. Sulla carta un prodotto del genere è certo interessante per tutti i fan del metal, ma c’è da dire anche che molte delle motivazioni riportate sono assai scontate, oppure trite e ritrite. Esempi? Tutti potevano immaginarsi che il nome Jag Panzer provenisse dal nome del carror amramto in uso nella Seconda Guerra Mondiale. Oppure che la Orphaned Land della band omonima fosse la terra di Israele. Insomma, trecento band, ma ovviamente non tutte hanno storie interessanti da raccontare. Un’altra piccola nota di sfavore proviene dal fatto che molte band hanno fornito risposte simili, del tipo: ‘Abbiamo scelto questo nome perché rappresenta la violenza e la pesantezza dell’heavy metal!’. Di tutto ciò non possiamo fare una colpa al povero autore, ma lo notiamo comunque perché appesantisce la lettura di queste 240 pagine, che poche non sono, considerato poi il formato così particolare della proposta letteraria. La stesura delle testimonianze sui vari nomi è riportata in ordine rigorosamente alfabetico, e ad ogni band è associato un’immagine con la grafica del monicker originale e una piccola scheda riportante genere suonato, anno di formazione e provenienza geografica. A proposito di genere suonato segnaliamo con approvazione che nessun genere è stato discriminato, come nessuno è stato favorito… le band black/death sono rappresentate nella stessa quantità di quelle power, delle band hair metal, di quelle provenienti dalla scena thrash come di quelle punk. In definitiva, “From The Minds Of Madness” è un lavoro dall’idea intrigante, ‘scritto’ (sarebbe meglio dire raccolto e messo insieme) da un vero fan dell’heavy metal e che contiene una serie di racconti sui nomi delle band a volte interessanti e a volte meno. D’altronde, se qualcuno ha fatto lo sforzo immane di raccogliere così tante testimonianze sulla nostra musica preferita, noi possiamo anche fare lo sforzo di leggerle. Prima di chiudere, poniamo in calce a questa recensione un ultimo, personalissimo, parere, che siamo certi farà la felicità di qualcuno qui in redazione: facendo un bilancio, le band che quasi universalmente presentano le motivazioni più interessanti e profonde sulle origini del proprio nome sono quelle della scena gothic-doom. Profondità della musica che si riflette anche sulla profondità delle scelte quali il nome o la grafica, potremmo dire…



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