I 100 migliori dischi della NWOBHM

Recensione a cura di Fabio Galli

Pagine: 224
Anno: 2011
Prezzo: 15€
Casa Editrice: Tsunami Edizioni

NWOBHM, l’acronimo sicuramente meno leggibile e ricorrente dell’interastoria dell’heavy metal: a poco più di trent’anni dalla sua nascita ecco arrivare la guida definitiva del genere, o almeno un libro il cuiobiettivo sembra quello. Nato dalla collaborazione tra Rock Hard eTsunami Edizioni, questo nuovo episodio della serie “I tifoni” mette sul piatto cento tra i migliori album della New Wave raccolti tra passato e presente: com’era logico prevedere è il passato a farla da padrone,dominando un buon tre quarti dell’intero lavoro e affiancato da unadiscreta quantità di lavori pubblicati dopo il 2000, segno di una chiara volontà di molte band di far ritornare in auge il genere. Il libro,come si evince dal titolo, mette sul piatto cento recensioni raggruppate per band e firmate da cinque carismatiche penne del mensile Rock Hard:l’avvio dell’opera è affidato a una breve – e un po’ scontata, a dire il vero – introduzione che porta la firma di Stefano Cerati, principaleautore dell’opera, affiancato per l’occasione dal “nostro” AndreaRaffaldini, e poi da Daniele Purrone, Edoardo Tepes e Nikola Grukevich,abili scribacchini che si dividono in maniera equa la critica deglialbum inclusi nell’opera. Oltre alla presenza degli immancabili classici che si spera tutti conoscano (Iron Maiden, Angel Witch, Tygers Of PanTang, Girlschool tra i tanti) il principale punto di forza del lavorosta nella buona quantità di opere spesso passate inosservate nel passato e che costituiranno un incentivo di notevole entità per chi vorràmettersi alla ricerca – e soprattutto all’ascolto – di tali lavori. Tracopertine improbabili – i BattleAxe e gli Handsome Beasts vincono a mani basse – e qualche improbabile accostamento al genere – con la NWOBHM iVenom condividono solo la provenienza – la lettura del libro scorre inmaniera piacevole anche grazie all’indiscutibile abilità dei recensoricoinvolti nella realizzazione del lavoro. Buona la quantitàd’informazioni e retroscena inclusi ad ogni recensione: sarebbe statacosa gradita l’inclusione di qualche flyer ed immagine dell’epoca, cheavrebbero costituito un piacevole intermezzo nella lettura dellerecensioni, presentate in maniera continua e senza interruzioni.Presenti anche la formazione dell’epoca della registrazione e tutte leristampe che sono state pubblicate nel corso degli anni, utili per avere qualche informazione in più sulla reperibilità degli album. Come avrete ben compreso, “I 100 migliori dischi della NWOBHM” rappresenta unlavoro degno di nota e che piacerà a tutti quelli che voglionoseriamente scoprire in maniera dettagliata e approfondita tante piccolegemme che non hanno avuto la dovuta esposizione al momento della lorouscita: acquisto obbligato per tutti coloro che hanno gli anni Ottantanel cuore.

 


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  • gORE70hp

    non vorrei essere polemico
    ma ne esistono davvero 100 di buoni?
    ok che dice i 100 migliori
    ma quanti superano il 7 in pagella?