I 100 MIGLIORI DISCHI POWER METAL

Pubblicato il 08/12/2016 da

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Gaetano Loffredo è firma ben nota all’interno del giornalismo metallico tricolore; lo ricordiamo in passato nella redazione di Truemetal.it e lo conosciamo attualmente nel ruolo di direttore di Spaziorock.it, ma di lui abbiamo già letto, uscita in passato per Tsunami, “All’Ombra Della Luna”, la biografia dei Blackmore’s Night. Bene, oggi, ancora per Tsunami, esce a sua firma un volume che potenzialmente può risultare interessante per molti: “I 100 Migliori Dischi Power Metal”. Una premessa da fare è che qui si parla di quel power metal spiccatamente europeo che, nato nella seconda metà degli anni Ottanta fece fuoco e fiamme nel decennio successivo, per poi tramontare con il nuovo millennio, e non dello US power, genere tipicamente americano già attivo molto prima e con risultati valutabili da band a band e non a livello di genere intero.

Quando chi vi scrive fece richiesta per avere questo libro da recensire una sola fu la domanda: ‘Come si può scrivere un libro sui 100 migliori dischi power?’; si, perchè fondamentalmente non esistono 100 capolavori all’interno di questo genere. Esistono moltissimi buoni album, alcuni ottimi album, pochi capolavori, ma parlare di 100 dischi power vuole dire chiamare in causa lavori che forse non meritano molta attenzione. Loffredo mostra di essere conscio del problema ed affronta il discorso direttamente nell’introduzione, motivando per questo l’apertura fino a tre dischi per gruppo, non sempre i più belli, ma, nelle intenzioni, i più significativi per comprendere chi li ha composti; e sempre per questo motivo viene aperto un dialogo con album e band che propriamente power non sono, ma che nella loro carriera e nelle loro opere hanno offerto ibridi tra altri generi ed il principale in tema di dibattito. Qualche perla minore, a fianco dei nomi scontati, esce allo scoperto esplorando le pagine di questo libro, ed ecco che troviamo quindi, ad esempio, commentati “Underworld” degli Adagio a poche pagine dagli Angra, “Universal Migrator pt2” di Lucassen direttamente prima dei Blind Guardian, o ancora gli Elegy, dimenticati da tempo, tra Edguy ed Elvenking; i complimenti sono dovuti per aver ricordato “Hastings 1066” dei Thy Majestie, classe pura, ed il folle “Far From The Madding Crowd” dei Wuthering Heighs, o anche per il ricordo del capitolo migliore degli Athena, con un grande Fabio Lione pre-Rhapsody. È ovvio, ognuno ha le sue idee quando va redatta una lista del genere, e chi vi scrive avrebbe messo giù almeno 50 nomi differenti, omettendo band quali Conception, Pagan’s Mind e Symphony X, davvero troppo progressive, o i Mago De Oz, per non parlare dell’album su Paperone di Tuomas Holopainen, decisamente meno rappresentativo di altri.

Ad ogni disco viene affiancata una scheda, mediamente abbastanza piacevole da leggere, che integra non solamente l’introduzione storica ma anche spezzoni di intervista e dichiarazioni dei musicisti coinvolti. Da notare anche la prefazione, ad opera del cantante dei Luca Turilli’s Rhapsody e Trick Or Treat Alessandro Conti. Un libro che dichiaratamente dall’introduzione non vuole essere (e non è) la Bibbia del power metal, ma che si lascia leggere con curiosità ed interesse.

“I 100 MIGLIORI DISCHI POWER METAL”
autore:
Gaetano Loffredo
anno:
2016
pubblicato da:
Tsunami Edizioni
pagine:
211

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