LA STORIA DEI MOTORHEAD

JOEL MCIVER – La Storia Dei Motörhead

Autori: Joel McIver
Anno: 2012
Casa Editrice: Tsunami Edizioni
Pagine: 255

“We are Motörhead and we play rock’n’roll”! Quante volte abbiamo udito questa schietta dichiarazione sputata dall’ugola abrasiva di Ian “Lemmy” Kilmister, durante una delle innumerevoli esibizioni dal vivo? A quasi dieci anni di distanza dalla pubblicazione de “La Sottile Linea Bianca”, il celebre autore inglese Joel McIver ci offre con la sua consueta bravura questo libro che ripercorre come l’obiettivo panoramico di una macchina fotografica professionale la carriera di una delle band simbolo del nostro genere preferito: i Motörhead. Il libro è introdotto da una piacevole prefazione scritta da Glenn Hughes, raffinato compositore e virtuoso musicista lontano anni luce dalle urticanti sfuriate soniche del trio inglese, ma un tempo pericolosamente vicino agli eccessi tipici del selvaggio stile di vita del rock’n’roll. Sin dalle prime pagine veniamo conquistati da uno stile di scrittura scorrevole, ma dotato di una sobria eleganza narrativa, tratto distintivo di McIver ulteriormente affinato in questo lavoro. I decadenti e affascinanti anni del dopoguerra fanno da cornice alla quieta e tutto sommato felice infanzia vissuta da Lemmy nel rurale Galles, prima di essere rapito come tanti suoi coetanei, dai primi vagiti elettrizzanti del rock’n’roll. Nel giro di qualche anno, la futura rock star si imbarcherà a capofitto in una serie di avventure vissute nella stimolante e caleidoscopica Londra degli anni’60. L’ingresso negli Hawkwind, autentici prime mover del più sperimentale space rock lisergico, sembra essere l’inizio di una carriera in ascesa, purtroppo stroncata dal suo licenziamento dopo qualche anno di militanza. Tenace come un cobra, Lemmy decide di costituire una sua band e, dopo qualche iniziale problema di line up, arruola il batterista Phil Taylor ed il chitarrista Eddie Clarke, centrando l’obiettivo di riportare il rock allo stato brado, spogliandolo dai sontuosi orpelli che ne avevano caratterizzato la struttura sino a qualche tempo prima. Inizialmente osteggiati dalla stampa, ignorati dalle label, ma amati da un crescendo di fan sempre più fedeli, i Motörhead girano in lungo e in largo il Regno Unito, sfornando dischi su dischi e, nonostante i vari cambi di line up ed i numerosi problemi avuti con le case discografiche, Lemmy prende in mano il timone, portando avanti sino ai giorni nostri questo progetto. Il libro assume un valore aggiunto assoluto grazie alle numerose massime del leader, estrapolate dalle sue inquantificabili interviste rilasciate negli ultimi trent’anni. Dotato di una sagacia e di un sense of humour che ha pochi eguali, Mr. Kilmister ci offre con cinismo e disincanto il suo (opinabile) punto di vista sulla droga, sulla politica e sulla Storia della seconda guerra mondiale, innegabile passione che l’ha portato a divorare tonnellate di libri sul genere. Nonostante questa macchina schiacciasassi stia continuando la sua prolifica attività da quasi quarant’anni, apparendo eterna ai nostri occhi, siamo purtroppo consapevoli che la band stia lentamente esaurendo la benzina nel serbatoio per ovvi motivi anagrafici, ma, indipendentemente dai gusti, bisogna riconoscere che i Motörhead hanno attraversato tutti i trend più importanti della musica contemporanea, evolvendo con coerenza il sound e unendo generazioni di punk, rockers, metallari semplicemente con un basso, una chitarra ed una batteria. Leggendari.



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  • dee zed

    hats off to Motorhead.
    Complimenti per la recensione, White Line Fever è in assoluto il più bel libro che abbia mai letto. La vera bibbia del rock n roll.
    Forse questo libro ricalca un po quello che è raccontato nella biografia visto che Lemmy e i Motorhead sono praticamente la stessa cosa..