METALION: The Slayer Mag Diaries

Pagine: 724
Anno: 2011
Casa Editrice: Bazillion Points
Lingua: Inglese

Provate a immaginare un mondo senza internet, email, siti e blog. Beh, a dire il vero, se si è abbastanza grandi, basta ricordarsi di come fosse la propria vita una ventina di anni fa. Provate quindi a ipotizzare come fosse lavorare a una rivista o a una fanzine senza l’ausilio di questo tipo di tecnologia. Se non ci riuscite, allora sfogliate e date una lettura a “Metalion: The Slayer Mag Diaries”, libro che, con oltre 700 pagine, racconta la travagliata storia del norvegese Slayer Magazine e del suo principale autore, Jon “Metalion” Kristiansen. Zine seminale nella diffusione del verbo della primigenia scena black e death metal, soprattutto a cavallo fra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, Slayer Magazine divenne in breve tempo una vera e propria Bibbia anche – e, in certi casi, soprattutto – per gli stessi artefici di quelle infide sonorità: da Jon Nodtveidt a Faust, da Tomas Lindberg a Euronymous. Armato di carta, macchina da scrivere, penne, colla e una tonnellata di francobolli, Metalion confezionò e diffuse Slayer Mag (e il suo precursore Live Wire) per oltre due decenni: quasi mai a intervalli regolari, ma sempre con la medesima competenza, ironia e passione, tanto che si devono a lui le primissime recensioni e interviste a band oggi leggendarie come Bathory, Mayhem, Nihilist/Entombed, Emperor o Dissection. La riproduzione quasi integrale dei numeri della zine occupa buona parte delle pagine del libro, tuttavia i tratti più interessanti sono quelli in cui Metalion introduce il proprio lavoro e ne spiega i retroscena, non risparmiando assolutamente cenni alla propria vita privata e alla sua amicizia con le più rilevanti personalità della scena underground. Molto avvincenti, in particolare, le pagine dedicate al famigerato periodo dei roghi e degli omicidi in Norvegia nella prima metà degli anni ’90, in cui il nostro venne involontariamente coinvolto proprio a causa dei suoi legami con alcuni dei colpevoli. Scritto in un inglese molto lineare e ricco di immagini e fotografie rare o inedite, “Metalion: The Slayer Mag Diaries” è, in sintesi, un libro imprescindibile per chiunque si dichiari un cultore della vecchia scuola black e death metal: un’opera mastodontica sia per cura nei dettagli che per semplici dimensioni. Perfetto complemento all’ascolto dei tanti classici estremi che la Scandinavia ci regalò una ventina di anni fa.



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