PROFONDO ESTREMO

Pubblicato il 08/09/2016 da

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“Profondo Estremo” non è all’apparenza un libro per tutti, ma è consigliato a tutti gli appassionati di Death Metal. Anzi, correggiamo il tiro: è un libro che dovrebbero leggere tutti coloro che vivono di musica, a prescindere dal genere. Per tutte le persone che hanno conosciuto o desiderano conoscere meglio il percorso di una band, tra sudore, entusiasmi, fregature e aneddoti apparentemente stupidi che segnano una vita. Se poi, come chi vi scrive, avete una certa età e ricordate sulla vostra pelle la febbrile ricerca di nuove cassette copiate fino a non avere più una parvenza di suono, le fughe di casa per andare a vedere un concerto infrasettimanale, magari tornando a casa a piedi dopo aver assistito a una performance con trenta spettatori, beh, più di un sorriso vi si dipingerà sul volto. L’idea è semplice, a metà strada tra la fanzine e il flusso di coscienza; il libro raccoglie infatti centinaia di testimonianze a cuore aperto, senza titoli roboanti o domande dirette da parte dell’autore, in cui tantissime personalità del mondo death e grind ci raccontano in ordine sparso le loro esperienze, le amicizie e gli scontri vissuti, la vita on the road, la scoperta di come si lavora in studio. Con il valore aggiunto che Jason Netherton non è solo un appassionato, ma anche il bassista e cantante di band del calibro di Dying Fetus e Misery Index: un insider affidabile, insomma. Il tutto, naturalmente, non si limita ad essere una raccolta di dichiarazioni prive di un senso logico, anzi. Innanzitutto il volume è suddiviso in cinque capitoli, dedicati rispettivamente alle origini del Death Metal, alle diverse scene analizzate e commentate dall’interno, alle esperienze nei vari studi di registrazione, agli episodi vissuti in tour e, infine, a una veloce analisi retrospettiva con riflessioni sul futuro del genere. Ma non si perde mai la freschezza del racconto vissuto, del musicista o produttore direttamente coinvolto, che sa benissimo e ricorda con candore di essere “partito da Buffalo che ero un ragazzino qualunque, e la gente in Europa mi chiedeva autografi!” (per citare Alex Webster). Scopriamo così come miti del calibro di Scott Burns (storico collaboratore dei Morrisound) abbiano iniziato con un bagaglio fatto più di voglia che di tecnica, creando dei veri e propri trademark grazie a invenzioni nate caso per caso e poi affinate; tour europei svoltisi davanti a venti persone, musicisti bloccati alla frontiera inglese perché non potevano dimostrare né di essere turisti, né lavoratori semplicemente perché… non pagati. I racconti e i ricordi narrati sono veramente tanti, magari difficili da leggere di un sol fiato, ma divertenti e illuminanti; e, quale splendido corredo, un’ottima raccolta per immagini di flyer, copertine di fanzine e foto d’epoca, in rigoroso bianco e nero DIY. Se, come detto, amate il death metal, ma soprattutto la veracità, non fatevi scappare questo succoso tomo.

“Profondo Estremo – Extremity Retained”
autore:  Jason Netherton
anno: 2016
pubblicato da: Tsunami Edizioni
pagine: 512

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