SWEDISH DEATH METAL

Forse i più attenti fra i nostri lettori si ricorderanno del nostro vecchio speciale/monografia sugli Entombed, pubblicato ormai quasi quattro anni fa (lo trovate qui). Già in quell’articolo accennamo a “Swedish Death Metal”, opera di Daniel Ekeroth che tratta appunto la nascita e i primi importantissimi vagiti della scena death metal svedese. Bene, oggi il libro in questione è stato tradotto in italiano e pubblicato ufficialmente nello stivale grazie alla solita, attentissima, Tsunami Edizioni. Avendo letto l’edizione originale a suo tempo, il sottoscritto può riconoscere come il lavoro di traduzione sia stato ben svolto, tanto da mantenere intatti sia il tono che lo spirito con cui Ekeroth ha originariamente redatto l’opera. Lo stile appassionato e privo di fronzoli del Nostro risulta incontaminato in questa edizione Tsunami, tanto che, alla fine, è stato un piacere rimettersi rileggere da capo a fondo tutta l’epopea. Partendo dai primi flirt con il thrash e il punk-hardcore di alcune sgangherate band locali e dalla improvvisa manifestazione degli ormai mitici Bathory, passando per l’intraprendenza di alcuni ragazzi di periferia, concerti DIY e il fenomeno del tape-trading, Ekeroth narra come si sia arrivati alla creazione, allo sviluppo e all’affermazione di un genere musicale così brutale e complesso come il death metal in una nazione che sino ad allora era stata tutto fuorchè un punto focale della scena metal internazionale. Grazie soprattutto all’aiuto dei veri protagonisti della scena – tra i quali è impossibile non ricordare Nicke Andersson e Ulf Cederlund dei Nihilist/Entombed, Tomas Lindberg dei Grotesque/At The Gates, Orvar Säfström dei Nirvana 2002, Anders Schultz degli Unleashed e Johan Edlund dei Treblinka/Tiamat – l’autore sfodera una sequela impressionante di storie, aneddoti e leggende, condendo il tutto con foto dell’epoca, volantini, locandine di concerti, copertine di fanzine e tutto un armamentario di memorabilia underground che solo una persona direttamente coinvolta nei fatti descritti potrebbe possedere. Il bello di un libro come “Swedish Death Metal” è che chiaramente non ha alcuna pretesa di risultare aulico o di far apparire il death metal come qualcosa di astruso o di “superiore”, giusto per darsi un tono: Ekeroth, così come le altre voci, non si prende mai troppo sul serio e l’argomento viene descritto solo ed esclusivamente per ciò che era all’epoca – ovvero un micro-fenomeno con protagonisti dei semplici teenager – senza esagerazioni e sempre con la linearità e l’entusiasmo di un vero appassionato. Tra tutte le pubblicazioni sul death metal e la musica estrema uscite negli anni, “Swedish Death Metal” è probabilmente la più accurata e sentita: a differenza del comunque apprezzabile “Choosing Death”, il libro in oggetto si concentra esclusivamente su una singola scena e un singolo filone ed è appunto stilato da una persona che ha vissuto in prima persona quelle vicende. Di conseguenza, il numero di dettagli e di episodi esposti è a dir poco impressionante: solo un individuo altrettanto coinvolto avrebbe potuto concepire qualcosa di simile. Niente è insomma riportato “per sentito dire” e non vi è traccia di quel distacco tipico di autori che apprezzano sì la materia, ma che effettivamente hanno sempre visto quest’ultima da lontano. “Swedish Death Metal” è una descrizione molto personale, a tratti anche caotica, di un fenomeno, ma ha il pregio di essere assolutamente sincera e intensa, oltre che appunto indubbiamente accurata. Quasi superfluo quindi aggiungere che chi si sente attratto dalle sonorità a cui si fa riferimento dovrebbe provare a confrontarsi con l’opera: ne ricaverà tante informazioni preziose, oltre a una prospettiva sinora inedita sul genere e sui musicisti. Tutte cose che probabilmente finiranno per rinverdire l’amore per il leggendario death metal made in Sweden.

“Swedish Death Metal – La Vera Storia Del Death Metal Svedese”

Autore: Daniel Ekeroth
Anno: 2012
Pubblicato da: Tsunami Edizioni
Pagine: 464



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