THE HEROIN DIARIES

Pagine: 408
Anno: 2010
Casa Editrice: Chinaski Edizioni
Lingua: Italiana

Avete mai desiderato sapere cosa si prova a essere tossicodipendenti da eroina e cocaina senza però tuffarvi di persona in questa pratica? Se la domanda vi incuriosisce, allora la lettura di questo libro può essere una buona risposta.  Le pagine dei “Diari dell’eroina” fanno riferimento alla parte di vita vissuta totalmente fuori controllo – se non quello esercitato dalle droghe sopra citate – da parte di Nikki Sixx, bassista dei Motley Crue, nel periodo di maggior fulgore del gruppo. E badate bene: non si tratta di una mera pubblicazione di storie e storielle confezionate oggi (epoca in cui l’artista ha cambiato direzione di vita rispetto ad allora) o magari su ricordi sbiaditi dell’epoca che fu, ma della trascrizione esatta delle pagine del diario che l’artista quasi giornalmente scriveva all’epoca. Parliamo del periodo che intercorre fra il Natale del 1986 e quello successivo, in giro per America e Giappone promuovendo l’album “Girls, Girls, Girls”, dove si intrecciano storie da brivido che hanno come protagonista la vita di una rockstar, in azioni che una persona comune può solamente immaginare. E a volte anche una fervida immaginazione può non bastare per pensare a storie che invece Nikki Sixx ha materializzato. La formula narrativa è quindi interessante, e più di una semplice biografia: ad ogni nota dell’artista fa riferimento un commento attualizzato dei co-protagonisti dello scritto in questione, fra i quali troviamo Slash, Bob Rock, Tommy Lee, Vince Nail, Mick Mars e Rick Nielsen, ed infine Vanity, la schizofrenica fidanzata dell’epoca. E quindi nelle oltre quattrocento pagine (che comprendono anche uno scritto di Lemmy dei Motorhead che dà la sua versione del dizionario del tossico) si ricostruiscono scenari orgiastici con droghe a non finire, party selvaggi e suicidi sfiorati per puro caso vista la nonchalance con cui le armi da fuoco giravano nelle stanze degli artisti americani. E poi i classici tentativi di smettere, infiniti e puntualmente abortiti, la dovizia di particolari su tutti gli annessi e connessi della pratica, le secrezioni multiple e contemporanee da bocca e orifizio che Sixx non riusciva a trattenere né in camera né sul palco, i vestiti di un mese sporchi dopo pochi giorni, le migliaia di dollari sperperate inconsapevolmente e i pannolini regalati a un incontinente Slash ma che lui non volle mai usare. Racconti sinceri, nudi e crudi di un periodo vissuto sempre con il piede sull’acceleratore, fedeli al motto “sesso droga e rock and roll”. Un libro interessantissimo, un acquisto obbligatorio per i seguaci della band anche perché scritto nell’epoca d’oro dei Motley Crue e aggiornato con commenti di numerosi personaggi del mondo musicale. Sembra di essere lì a leggere con passione i racconti di Nikki. Oggi lo ritroviamo come uomo d’affari, prodigo nei riguardi della famiglia.  Ma lui non è altri che un sopravvissuto. Così si definisce da buon rocker.

“Ho sempre pensato che la mia biografia l’avrebbe scritta qualcun altro e invece sono io, vivo e vegeto, a farlo”.



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