TONY IOMMI – Iron Man

TONY IOMMI – Iron Man – Il Mio Viaggio Tra Paradiso e Inferno con i Black Sabbath

Autori: Tony Iommi e J.T. Lammers
Anno: 2011
Casa Editrice: Arcana Edizioni
Pagine: 390

C’è un musicista che più di ogni altro viene oggi riconosciuto come il padre fondatore dell’heavy metal e questi è Tony Iommi. Il chitarrista dei Black Sabbath grazie al suo grande talento ha il merito di aver sviluppato un sound proprio fatto di riff sinistri, cupi e pesanti che hanno posto le basi per un intero genere. Come spesso capita, serve anche un briciolo di fortuna e tutti noi amanti del metal saremo sempre grati a quella pressa sotto la quale questo grande artista perse due falangi. Da quel momento la vita del chitarrista operaio nato da famiglia modesta e desideroso di dimostrare al padre il suo valore, cambiò radicalmente. Abbassata l’accordatura per rendere le corde meno difficili da premere e costruite due protesi artigianali, Iommi creò quasi senza volerlo il sound dei Black Sabbath, a cui ovviamente contribuirono in maniera determinante anche gli altri membri Geezer Butler, Bill Ward e Ozzy Osbourne. Una rivoluzione nella musica accompagnata da un grande successo dei primi fondamentali album. Poi la vita estrema fatta droghe, alcol e totale sregolatezza, le mosse sbagliate dei manager e il logorio dei rapporti interni alla band portarono alla rottura del quartetto. Innumerevoli cambi di formazione, tra cui quella di maggior successo con Ronnie James Dio alla voce, e album più o meno riusciti in un lungo cammino che ha portato il gruppo a riunirsi prima a fine anni ’90 e poi nel 2011. Questa emozionante storia ricca di retroscena finora ignoti è puntualmente raccontata nella qui presente autobiografia firmata Tony Iommi, una voce differente con cui le vicende vengono raccontate rispetto alla già edita bellissima autobiografia di Ozzy Osbourne, “Io Sono Ozzy”. Il taglio scelto da Iommi a differenza del libro di Ozzy è più serio e volto ad una lunga cronistoria condita con eventi che hanno dell’incredibile. Troviamo così una bellissima parte dedicata all’infanzia per certi versi non facile dell’artista, la sua evoluzione musicale, le prime band, l’incidente con la pressa e la nascita dei Black Sabbath. Da qui in poi il racconto diventa quello che solo un leader può dare e dunque non solo aneddoti curiosi, scherzi, party, sbronze e tutto quello di cui può essere contornata la vita di una grande band ma anche le difficoltà nel tenere le redini di un gruppo in cui la droga e il carattere dei membri stessi non rendevano tale compito tra i più semplici. Dalla lettura di questo libro, molto scorrevole come scrittura e strutturato in novanta capitoletti cronologicamente consecutivi ognuno incentrato su un argomento o episodio, si evince come Iommi rivendichi la propria centralità nella composizione dei pezzi, nelle decisioni riguardanti album, tour e soprattutto nella gestione dell’avvicendamento dei vari membri che nel corso dei decenni hanno costituito il gruppo. Un libro quindi che assieme a “Io Sono Ozzy” (recensione) costituisce una testimonianza fondamentale sia per i fan dei Black Sabbath che per i cultori della musica heavy indipendentemente dal sottogenere. Per capire quale incredibile concomitanza di eventi diede a tutto un inizio e a quale inestimabile valore ci riferiamo dal punto di vista artistico quando parliamo di Black Sabbath, recuperate questi due libri e non ne rimarrete certo delusi.

Per un’analisi ancora più approfondita, consigliamo anche “Black Sabbath And The Rise Of Heavy Metal Music” di Andrew Cope (recensione).



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