ZAKK WYLDE – Il Metal Spiegato Ai Bambini

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Una cosa è certa: è difficile che questo libro, firmato a quattro mani dal giornalista Erik Hendrix e dal noto chitarrista Zakk Wylde, vi lasci indifferenti. Divertiti, forse. Un po’ schifati? E’ probabile. Magari potrebbe lasciarvi addirittura incazzati o scontenti, anche se certamente non ve lo auguriamo, ma di sicuro non vi lascerà indifferenti. Questo perché, al di là di contenuti più o meno divertenti e più o meno condivisibili, “Il Metal Spiegato Ai Bambini” è sicuramente uno dei prodotti letterari più fuori di testa su cui abbiamo mai posato gli occhi fin’ora. Scritto (a sentire gli autori) con lo scopo di indirizzare giovani band nel famelico mondo del music business, questo lavoro in realtà non si mostra con obiettivi o con una fisionomia ben precisa. Non possiede la struttura schematica ed esauriente di un vero e proprio manuale, non ha l’esaustività e la scansione cronologica di un diario autobiografico e non segue la struttura di un lavoro che descrive vita o storie di una band. Anzi, per la verità ha sì un po’ di ciascuna di queste cose, ma di fatto non aderisce ad alcuno schema preconfezionato. La struttura che il libro segue è più che altro quella che potrebbe avere un discorso fatto nel vostro bar preferito con un amico abbastanza sbronzo: il ‘succo’ del discorso rimane sempre più o meno incentrato su un unico argomento (il music business e lo stile di vita rock), ma la successione dei pensieri, dei fatti e degli aneddoti è assolutamente aleatoria e indefinita. Ammettiamo che fin qui potremmo avervi dato l’impressione che si tratti di un libro veramente di merda ma in realtà, una volta abituatisi a questa totale mancanza di un senso logico, emerge prepotente la vera forza di questo lavoro, che è quella di essere totalmente, assolutamente e al 100%, sincero. Una sincerità che traspare non tanto dal contenuto del libro stesso e nemmeno dai frequenti interventi che diversi volti orbitanti attorno al biondo chitarrista effettuano all’interno di capitoletti loro dedicati. E’ piuttosto una sincerità che si coglie nel modo stesso in cui l’intero lavoro è stato scritto e che, più di tante parole, finisce per dipingerci la vera natura di Wylde: l’essere cioè uno dei più scanzonati cazzoni della scena metal. Con tutto il rispetto che nutriamo per le dita d’oro del chitarrista e per i suoi riff immortali, la definizione che abbiamo appena dato calza a perfezione; questo fatto vi sarà ben chiaro una volta letto questo libro, il quale vi fornirà appunto l’immagine di una persona fondamentalmente felice di dove sta e assolutamente incurante di ciò che gli succede, sempre pronto ad affrontare la vita di ogni giorno con una missione nella testa, una chitarra in mano ed una battuta volgare pronta da scaricarvi addosso, se solo passate lì di fianco a lui. Una volta capito quest’approccio, solo allora potrete davvero apprezzare la comicità greve e scatologica, ma irresistibile, che risiede in queste duecento pagine e, volendo, con un po’ di fortuna, anche trarne qualche spunto su come (non) farcela nel mondo della musica rock. Abbandonata ogni aspettativa di leggere un libro ‘normale’, comincerete ad apprezzare i vari aneddoti che riguardano un po’ di tutto: da pantaloni che si strappano sul palco lasciando il proprietario con palle e cazzo ciondolanti davanti a migliaia di persone ad un fattissimo Ozzy che spacca su una lussuosa limousine delle fialette puzzolenti facendo finta di soffrire di terribili disturbi gastrointestinali dovuti alla paura di volare. Metal, orridi cessi su orridi tour bus, palchi enormi, alcool, whisky, troie, fighe da paura, travestiti e pompe per ingrandire il cazzo si fondono tutti in una serie di racconti farseschi, esagerati ed incredibili, che però finiscono per mostrarci Zakk Wylde secondo un’ottica che mai avremmo immaginato, cioè quella di un ragazzo (prima) e uomo (adesso) che tutto sommato mai ha voluto crescere veramente, e al quale è successa la cosa più pericolosa di tutte: essere investito durante la giovinezza da quell’inarrestabile treno chiamato Rock’n’Roll, che l’ha trascinato con sé in una folle corsa senza ritorno. Non sappiamo se questa disamina, altrettanto sconclusionata, di “Il Metal Spiegato AI Bambini” vi avrà convinto o meno a leggere questo libro, ma una cosa possiamo dirvela in tutto sincerità: voi fatelo, scoprite il volto più umano e divertente di una grande rock star, e dopo decidete se il libro vi è piaciuto o meno. Noi l’abbiamo fatto, ed è andata bene.

“Il Metal Spiegato Ai Bambini”

autori: Zakk Wylde, Erik Hendrix
Anno: 2013
pubblicato da: tsunami edizioni
pagine: 295



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  • Amedeo Tinti

    Io non ho mai riso cosi tanto leggendo un libro.

  • Antonio Cappa

    Purtroppo devo dire che buona parte del libro è spazzatura. Pagine e pagine di idiozie scritte in modo sconclusionato e zeppo fino all’orlo di parolacce. Sono un metallaro sporco e cattivo, ma il cervello mi funziona, e qualche battuta sconcia qui e lì può funzionare, ma 1/3 del libro scritto così, da un tredicenne sconclusionato ad un altro, onestamente no. E’ vero, in tanti passi si ride, diverse scene ci mostrano lo Zakk dietro le quinte, ma è poco davvero. Mi spiace proprio. Sconsigliato.