04/06/2010 - BLESSED BY A BROKEN HEART + LOVEHATEHERO + THE MORNING AFTER @ Tunnel - Milano

Report a cura di Gennaro “Dj Jen” Dileo

Sabato 5 giugno 2010 non è un un giorno qualsiasi, perché l’Alcatraz ospita lo show dei Megadeth che registra il sold out, mentre il sottoscritto – dalla mai celata passione per tutto ciò che è tamarro – preferisce recarsi al Tunnel a vedere i coloratissimi Blessed By A Broken Heart. Infatti, il locale a fine serata ospitava un centinaio scarso di persone, ma la gang di Tony Gambino & C. è stata capace di incendiare gli animi dei presenti con un paio di chicche da urlo. Ma prima parliamo dei due opening act…

 

 

THE MORNING AFTER

Incuriositi dal nome apparentemente anonimo, visitiamo il loro Myspace e dopo aver letto la seguente descrizione – "Think; dual guitar solos hotter than a night with Angelina Jolie, beatdowns that could take your head clean off and bridges so epic and tough, you’d form a six pack and pecks with one dangerously infectious listen." – abbiamo capito di trovarci di fronte ad un’altra gang spaziale. Il quartetto ha affrontato una discreta performance regalandoci cinque brani dal sapore fortemente "maideniano" (leggasi terzinate a go-go, e doppi guitar solo in simbiosi) con qualche stacco "core". Il chitarrista/cantante Sam Ryder è stato capace di scaldare il pubblico fin dall’inizio richiamandolo sotto il palco per poi scendere in pista in un paio d’occasioni per qualche stacco mosh. Certo, manca ancora una discreta quantità di coesione tra i membri stessi, dato che gli impasti vocali, le accelerazioni/decelerazioni strumentali non sempre sono state impeccabili, ma sono giovani e hanno tempo per maturare. Piacevole sorpresa.

LOVE HATE HERO

Il combo americano dal 2005 ha già sfornato tre lavori e ci aspettavamo la prova del nove in sede live, ma il loro mix tra metalcore, screamo ed emocore si è rivelato assai indigesto e inconsistente. Innanzitutto, i nostri si presentano sul palco indossando t-shirt rosse di dubbio gusto (grottescamente ci hanno ricordato i personaggi dell’anime Cyborg 009, i Nove Supermagnifici) assolutamente incapaci di regalarci un riff di chitarra decente o uno stacco mosh da infarto. Il songwriting si è rivelato decisamente fiacco e non c’è stata neanche una canzone in grado di rimanere incastonata nella nostra corteccia cerebrale. Discorso a parte va fatto per lo zoccolo duro dei fan radunati nelle prime due file, che saltavano e cantavano a squarciagola ogni singola parola. Nota di merito: a fine serata la band si è dimostrata assolutamente disponibile nel farsi fotografare con il pubblico, firmare autografi e scambiare quattro chiacchiere con tutti. Tanto simpatici come ragazzi, quanto imbarazzanti come band. Tutto da rifare.

BLESSED BY A BROKEN HEART

Dopo un cambio di palco assai lungo, arrivano le ore 23 ed i BBABH salgono finalmente sul palco al buio accolti dal "fungo atomico" emesso dalla smoke machine presente sul palco. Durante l’intro fanno capolino ai lati del palco le luci laser verde e rosso fluorescenti sparate dagli aggeggi infernali che fanno da preludio a "She Wolf" che presenta una band in forma smagliante. Il cantante Tony Gambino (merita un 10 solo per il nome) è un autentico animale da palco capace di aizzare in maniera disarmante la folla al circlepit, moshpit, stage diving e mazzate assortite. "Show Me What You Got" e "To Be Young" sono degli esempi assoluti di cafonaggine messa in musica, ma sia chiaro che i nostri sanno suonare come si deve: notevoli le ritmiche al cardiopalma dettate dal fantasioso batterista Slater ed i guitar solo spesso eseguiti in tapping da uno Shred Shan in grande spolvero. C’è spazio anche per un brano inedito di grande impatto, graziato da un coro facilmente memorizzabile che dovrebbe figurare sul prossimo lavoro dei nostri (varie voci di corridoio su internet danno oramai confermato lo split con la Century Media). Arriva poi il momento della prima chicca della serata: salgono sul palco quattro ragazzi del pubblico e parte "Livin On A Prayer" dei Bon Jovi e, ovviamente, tutti i presenti intonano il famosissimo ritornello scatenando una sorta di bolgia vocale. I cinquanta minuti scarsi dello show volano troppo in fretta e ci troviamo con la consueta chiusura affidata all’hit "Move Your Body" mutando il Tunnel da una rockplace a una dancefloor, ma il meglio deve ancora venire: come bis viene ripescata dal dimenticato debut album "All Is Fair In Love And War" la folle "Mic Skillz" (abbiamo visto il collega Morrizz lanciarsi nel pit con lo stesso entusiasmo di un bambino quando deve scartare i regali a Natale), giostrata tra pesanti parti ‘groovy’ e deliranti campionamenti usciti direttamente dalle vecchie sale giochi, mischiati al "theme" tratto dal cult movie Beverly Hills Cop con Eddie Murphy. Mister Gambino ci invita sul palco a fare baldoria concludendo così un concerto da tramandare ai posteri. Esperienza definitiva.

Link


Ultimi contenuti correlati

Consulta l'archivio per: BLESSED BY A BROKEN HEART, LOVE HATE HERO, THE MORNING AFTER

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.