21/03/2005 - Cradle Of Filth + Moonspell + The Haunted @ Rolling Stone - Milano

A cura di Maurizio Borghi
 
L’inizio primavera porta per le strade di milano un full temibile, internazionale (inghilterra, portogallo e svezia sul palchetto del rolling) ed eterogeneo nella proposta musicale. Interessante passare alle 18:30 e vedere gli spazi vicino al locale tinti di nero, ovviamente dai molti vampirelli monocromatici presenti in assetto assolutamente pacifico e gioviale che sono potuti uscire prima dalla tana grazie agli esigui raggi solari. Un altro evento dal bill competitivo che parte ad orari allucinanti…

THE HAUNTED

…sono le 19:05, nemmeno il tempo di una pizzetta scadente cheentrando nello storico tempio del rock milanese si sentono le notedegli svedesi: corsetta di rito perchè qualcuno era lì esclusivamenteper il combo, e ci si trova dinanzi ai suddetti vampiri impavidi dellaluce annidiati sui gradoni del Rolling, mentre uno sparuto gruppetto diesaltati thrasher pompa i The Haunted, presenti in versioneassolutamente anonima. Luci semiaccese, amplificazione scarsa e orarioindecente (come si fa a fare iniziare un concerto alle 19:00???)giocano sulla performance complessiva, i fratelli Bjorler infatti nonfanno nemmeno headbangin (il bassista sembra sia lì lì peraddormentarsi invece), mentre il redivivo singer Peter Dolving trae illa maggiore energia dai pochi ma fedeli fans assiepati, dando anche perun centinaio di persone il 110%. Tempo zero ed è già tempo dei saluti,mentre molta gente entra e bestemmia (scena che si ripeteràpuntualmente per tutta la serata: “han già suonato? stai scherzando???)

MOONSPELL

Il tempio del rock meneghino è oramai ricolmo di nerovestiti, è tempoora di far salire sul palco i portoghesi, che a dire il vero hanno unseguito fedelissimo e composito. Ordinati e pacifici si riversano daigradoni per assistere alla performance sulfurea del gruppo, che senzaaver dischi da promuovere o esposizione mediatica da parecchio temporiesce a smuovere e trarre a rapporto i suoi fedeli. La situazionecambia radicalmente per i Moonspell, sebbene il palco resta spogliofumo, luci e i suoni ben settati fanno grande atmosfera: Ribeiro èassoluto mattatore sul palco, fisicamente dominante sulla band in ombradecanta e predica il verbo con assoluta teatralità e presenza scenica,attira su di sè in maniera spontanea tutti gli sguardi dei presenti perguidare l’audience attraverso le migliori composizioni della band.Ovviamente il pathos tocca il culmine con gli estratti dal masterpieceIrreligious. “Mephisto”, “Opium” e “Full Moon Madness” aprono unosquarcio negli inferi, l’odore di zolfo si fa acuto e inebriante, ilfrontman predica posseduto con uno scettro vodoo, la band lo accompagnain maniera ottima con suoni piu che discreti. Performance che lasciatutti con un sorriso beffardo sulla faccia.

CRADLE OF FILTH

Tempo di sfoderare i canini per tutti i presenti, tutti in percentualedifferente fan del combo inglese che ha portato il black melodico alivelli impensabili. Mattone su mattone e con una prolificitàammirabile (vogliamo fargliela comprare questa Ferrari a Dani?) lecreature notturne si sono costruite un invidiabile status, che li fatranquillamente sconfinare dai cultori del genere per abbracciaresimpatizzanti ovunque, vuoi per l’iconografia gotica, vuoi per laspettacolarità dello show, vuoi per Dani Filth, oramai vera e propriastar, oggetto del desiderio per moltissime e stupende presenzefemminili. Guardandosi in giro il frontman, seppur basso e con un belfaccione tondo, è riuscito a diventare un sex symbol per moltissime, enel panorama attuale si può dire secondo solo al mielosissmo VilleValo, in barba ai numerosissimi hater sparsi per il globo. Tralasciandoqueste discutibili argomentazioni lo show dei COF appare oramairodatissimo, ma la complessità delle composizioni o il caos scenico nongarantiscono ancora una volta una resa sonora degna: una volta che isuoni appaiono quasi puliti eccoli in un batter di ciglio cheripiombano nel caos più totale. I Cradle però compensano deliziandol’occhio, impeccabili e teatrali come pochi con poveri e semplicistratagemmi incollano i presenti e li lasciano sempre svegli controvate sceniche d’effetto. Prima due golem ai lati del palco (immobiliper parecchi minuti) prendono vita e cominciano a muoversisinuosamente, sullo sfondo vengon proiettati i video in accompagnamentoche aggiungono impatto visivo, arriva successivamente una morte altaalmeno 4 metri e magistralmente animata, che tornerà verso la fine perfare headbangin coi vestiti sdruciti, infine (direttamente dal DavidLetterman) una ragazza e un ragazzo ai lati del palco, entrambi con unamola in mano, si segano il ventre metallico producendo una pioggia discintille incandescenti (effetto devastante, qualcuno se li ricorderànel video degli At The Gates “Blinded by Fear”). Ma veniamo al giàcitato protagonista Dani che, sempre super energico e saltellante, ciregala una performance vocale al limite come al solito, decisamentebrillante e superiore alla media. Gli acuti inumani, da sempre suotrademark, risvegliano fantasmi e creano atmosfera, mentre passa condisinvoltura da growl acutissimo a bestialità recitate il pipistrellodimostra di sapere intrattenere alla grande; in seguito per aggiungerecredito alla sua fama di amatore non si rispormia nel dedicare una songa Cristina dei Lacuna Coil, presente con tutto il gruppo (in realtà lastessa cosa l’ha fatta mezz’ora prima Ribeiro). La scelta dei brani sidimostra perfettamente bilaciata tra passato e presente.
Tanto fumo e poco arrosto? A mio avviso i musicisti restano talentuosie lo spettacolo è stato decisamente sopra la norma. A presto Dani, trapoco riuscirai a comprarti una Ferrari, vedrai.

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