17/02/2006 - Dismember + Debauchery + Infernal Poetry + Requiem @ Tempo Rock - Gualtieri (RE)

A cura di Luca Pessina

Ennesima, apprezzatissima, calata in Italia per i Re del death metal svedese! Metalitalia.com ha assistito al concerto dei Dismember nello splendido Tempo Rock di Gualtieri (Reggio Emilia), uno spettacolo che – come vedrete – ha regalato numerose sorprese ai fortunati presenti!

REQUIEM (SWI)

Il compito di dare il via alla serata è spettato agli svizzeri Requiem, death metal band assolutamente mediocre che ha esordito di recente su Massacre con il full-length “Government Denies Knowledge”. Bisogna ammettere che in sede live il quintetto ha saputo sprigionare una carica e un groove che non erano rintracciabili nel succitato disco, ma alla lunga il loro breve show ha comunque annoiato, complici anche dei suoni non certo eccelsi.

INFERNAL POETRY

Il concerto degli Infernal Poetry è ovviamente stato di tutt’altra categoria: suoni migliori, una presenza scenica di tutto rispetto e soprattutto un lotto di canzoni semplicemente fantastico. “Hell Spawn” ha dato fuoco alle polveri, subito bissata da “I Always Lay Beneath”. Dopo questa violentissima doppietta è stato quindi il turno di quello che è, a modesto parere del sottoscritto, il capolavoro assoluto della band nostrana: “Crawl”. Suonata in maniera impeccabile e supportata da un pubblico finalmente partecipe, la canzone ha portato l’intero show su livelli d’eccellenza, in quanto da lì in poi gli Infernal Poetry e, in particolare, il frontman Paolo Ojetti, hanno davvero dato spettacolo, tenendo il palco alla grande e suonando con una partecipazione e una precisione allucinanti. “The Unpurifier” e “The Frozen Claws Of Winter” sono stati due altri momenti indimenticabili nel breve show, che è purtroppo stato concluso anzitempo per dare spazio alle altre band, ma che ha comunque confermato gli Infernal Poetry come una delle realtà più belle del death metal nazionale e non.

DEBAUCHERY

Vedere i Debauchery – una formazione che altro non è che una cover band dei Six Feet Under e che nel 2006 pensa che sia ancora shockante ricoprirsi completamente di sangue – suonare dopo gli Infernal Poetry è stato a dir poco ridicolo. E’ vero che il quartetto ha una discografia più corposa del combo nostrano, ma, almeno in Italia, le parti potevano essere tranquillamente invertite. Non solo infatti il gruppo tedesco si è dimostrato assai meno valido ed interessante sotto il profilo tecnico/stilistico degli Infernal Poetry, ma non è stato nemmeno in grado di coinvolgere il pubblico, che al momento della sua esibizione era già molto nutrito. La folla ha assistito allo show senza quasi muoversi; ha sì risposto agli incitamenti del frontman, ma lo ha fatto giusto tra un brano e l’altro, con timidi applausi e qualche urlo mai troppo convinto. Giusto la cover di “Stripped, Raped And Strangled” dei Cannibal Corpse ha acceso un po’ gli animi, ma nel complesso si è trattato di una performance mediocre sotto ogni punto di vista.

DISMEMBER

Con l’arrivo degli headliner la serata è naturalmente entrata nel vivo… e non poteva essere altrimenti, visto che i cinque svedesi si sono presentati sul palco del Tempo Rock più carichi che mai e hanno attaccato con “Fleshless”, brano mai suonato negli ultimi anni! Come prevedibile, il pit ha subito iniziato ad animarsi sulle note di questo mitico pezzo, cosa che – come ovvio – è andata avanti anche con le successive “Where Ironcrosses Grow” e “Soon To Be Dead”, due canzoni ormai immancabili in ogni show dei Dismember! Bisogna elogiare la band di Stoccolma perchè questa sera non solo si è resa protagonista di una performance molto convincente sotto il profilo esecutivo (Fred Estby a parte, che quando suona la sua batteria è il re dell’ignoranza!) ma anche e soprattutto perchè ha proposto una setlist estremamente varia, colma di brani che non venivano suonati da tantissimo tempo. In effetti sarebbe stato un po’ noioso sia per il gruppo che per i fan italiani sentire per l’ennesima volta in tre anni le solite “Of Fire” o “Bleed For Me”, quindi sono state più che benvenute le esecuzioni di perle quasi dimenticate come “Reborn In Blasphemy”, “Life – Another Shape Of Sorrow” o “Trendkiller” (come, del resto, quelle delle nuove “Autopsy” e “Trail Of The Dead”). Non potevano poi mancare le classiche “Misanthropic” e “Skin Her Alive”, ma sentirle tra i succitati brani ha fatto un altro effetto… non hanno annoiato e sono state acclamate dai numerosi presenti come se fossero state eseguite nello stivale per la primissima volta. Merito anche del modo di stare sul palco dei membri della band, che – come noto – non si atteggiano minimamente da rock star e, anzi, suonano sempre col sorriso stampato sul volto, incitando i fan e scherzando fra di loro. Forse è proprio per questo motivo che i Dismember si stanno ritrovando ad avere un seguito sempre più vasto e fedele: chiunque abbia modo di vederli suonare dal vivo non può fare a meno di prenderli in simpatia… più che una leggenda del death metal sembrano un gruppo di ragazzini che suona per gli amici! Il concerto si è concluso sulle note di “Dreaming In Red”, tra gli applausi di tutti, fan e non… applausi meritatissimi, perchè i Dismember hanno per l’ennesima volta dimostrato di essere una band vera, che suona per passione e che non si risparmia mai, in qualsiasi situazione essa si trovi. Massimo rispetto.

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