10/05/2003 - DISMEMBER + Handful Of Hate + Gospel Of The Horns + In Aeternum + Infernal Poetry + Captivus Diaboli + Razor Of Occam @ Thunder Road - Codevilla (PV)

A cura di Luca Pessina
Dismember in Italia…in quanti aspettavano questo momento? Certamente non in pochi, visto che l’affluenza al Thunder Road di Codevilla per il secondo show italiano nella storia degli dèi svedesi del death metal è stata più che ragguardevole! Finalmente, dopo tanta attesa, tutte le aspettative dei fan della band sono state ripagate…i Dismember ha offerto uno show intenso e privo di sbavature, una performance che rimarrà scolpita nella mente di coloro che hanno avuto la fortuna di essere presenti. Death metal forever!

RAZOR OF OCCAM

L’apertura del mini festival di quest’oggi è stata affidata agli australiani Razors Of Occam, band fautrice di un old school black-thrash potentissimo ma anche parecchio monocorde e scontato. Il già discreto pubblico presente ha seguito la performance della band con un certo distacco, forse per risparmiare le energie per i ben più attesi act che da lì a poco si sarebbero esibiti. Indi per cui i nostri hanno portato a termine lo show senza un gran coinvolgimento e lasciando il palco solo tra qualche timido applauso.

CAPTIVUS DIABOLI

Stessa storia per i Captivus Diaboli, band nostrana che ha proposto un classico power-death alla In Flames/Children Of Bodom condito da tastiere. Decisamente carente per quanto riguarda la presenza scenica, la band ha comunque mostrato di saperci fare sotto il punto di vista dell’esecuzione ma alla lunga ha stancato anche i più volenterosi spettatori a causa di una proposta che, pur formalmente ineccepibile, ha davvero il grosso difetto di essere totalmente impersonale e sin troppo debitrice nei confronti dei succitati gruppi scandinavi. Le capacità tecniche sembrano esserci, ma servirebbe un po’ di personalità in più.

INFERNAL POETRY

Gli Infernal Poetry, ormai considerati degli stakanovisti visti i ripetuti concerti che li vedono protagonisti in quasi tutta Italia, hanno offerto il solito show compatto ed aggressivo, proponendo le composizioni migliori della loro ancor breve discografia. Nulla da dire sulla loro tenuta del palco e davvero esaltante la loro preparazione tecnica. Una band che non ha proprio nulla da invidiare a certi pompatissimi gruppi stranieri e che in futuro avrà senz’altro modo di regalare grosse soddisfazioni alla nostra scena. Bravissimi!

IN AETERNUM

Un gran bel concerto per gli svedesi In Aeternum, band a volte etichettata ingiustamente come clone dei Dissection ma che invece ha davvero molto da dire e che si è già resa artefice di tre album di buona qualità. Lo show di quest’oggi è stato incentrato sui brani del nuovissimo “Nuclear Amageddon”, ma non sono mancati un paio di estratti da “The Pestilent Plague” e dal debut album “Forever Blasphemy”. Curiosamente presente senza bassista, il trio, guidato dal barbutissimo cantante/chitarrista, ha dimostrato di saperci davvero fare nel maneggiare dal vivo il proprio black-death vagamente melodico, infiammando i presenti e coinvolgendoli ripetutamente in un furioso headbanging. Un gruppo forse non fondamentale, ma che continua a rivelarsi più che rispettabile. Da tenere d’occhio.

GOSPEL OF THE HORNS

Ormai in piena serata è poi toccato esibirsi agli australiani Gospel Of The Horns, altra black-thrash band australiana considerata di culto da più di un fanatico della scena. Onestamente non ho gradito moltissimo il loro show il quale, pur essendo stato nettamente superiore a quello dei loro connazionali Razors Of Occam, alla lunga ha suscitato in me non pochi sbadigli, se non altro perché i brani mi sono parsi praticamente tutti uguali! Nulla da dire comunque sul coinvolgimento generale che hanno suscitato: si tratta infatti di un’ottima live band  che, a mio modestissimo parere, dovrebbe solo cercare di variare un po’ il proprio songwriting. Rimandati alla prossima volta.

HANDFUL OF HATE

La penultima band a suonare quest’oggi è stata quella degli Handful Of Hate, black metal band nostrana in attività già da diversi anni e ormai rodata da decine di concerti nella penisola. Personalmente non ho mai gradito più di tanto il loro genere – un black metal profondamente legato alla matrice svedese portata in auge dai vari Dark Funeral e Marduk – ma sarebbe stupido non riconoscere la qualità della maggior parte dei loro pezzi e la grande carica e convinzione con cui tutta la band li esegue. E’ evidente che i numerosi concerti tenuti negli ultimi anni abbiano rodato la band e ne abbiano migliorato l’affiatamento, trasformandola in una vera e propria macchina da guerra. Un concerto per me un po’ noioso ma di indubbia qualità, che ha esaltato buona parte dei presenti raccogliendo un gran bel numero di applausi.

DISMEMBER

Dominatori della serata in tutti i sensi, i Dismember hanno offerto uno show momorabile! Pur essendo passati anni dal loro ultimo tour vero e proprio, la band, oggi accompagnata da un giovanissimo chitarrista che sostituiva il dimissionario Magnus Sahlgren, ha dimostrato di avere una coesione ancora incredibile e di essere rimasta quella grande live band di cui tutti decantavano le lodi. Tutti i pezzi della setlist sono stati eseguiti con una precisione chirurgica e con un coinvolgimento da far invidia a tanti giovani gruppi, denotando una passione e una gioa di suonare che hanno dell’incredibile. E’ stato semplicemente assurdo vedere una leggenda quale Matti Karki passare buona parte del pomeriggio dietro un tavolo a vendere magliette e cd, salire sul palco a sbraitare per tutto il concerto e poi rifarsi la coda ai capelli, mettersi degli occhialini da vista e tornare al tavolo per riprendere il suo lavoro… un grande! Ma il resto della band non è stato meno umile, tutti hanno elargito sorrisi, incitamenti e strette di mano a tutti i presenti, i quali, ancora più motivati, non hanno smesso un secondo di pogare e acclamare i nostri che, decisamente soddisfatti, hanno risposto una setlist da infarto che non ha trascurato nessuna pubblicazione della band, passando dal primo ed indimenticabile “Like An Everflowing Stream”, rappresentato da “Dismembered” (posta in apertura), “Soon To Be Dead”, “Bleed For Me” e “In Death’s Sleep”, all’ultimo “Hate Campaign”, album da cui i nostri hanno estratto la funerea title track. Non sono poi mancate perle quali “Of Fire” e “Misanthropic”, entrambe estratte dal penultimo ed autocelebrativo “Death Metal”, la coinvolgentissima “Casket Garden” e la monumentale “Dreaming In Red”, tratta da “Indecent & Obscene” e per chi scrive canzone simbolo del gruppo, carica di un’atmosfera assolutamente unica e che rappresenta uno dei brani cardine della storia della band e del death metal. Uno show privo di pause, intensissimo e violentissimo che ha dimostrato che la perseveranza e la coerenza alla fine pagano. Grazie Dismember… grazie!!!

Un ringraziamento a Gatto per la foto!

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