24/11/2014 - Epica + Dragonforce + Dagoba @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 04/12/2014 da

A cura di William Crippa
Fotografie di Francesco Castaldo

Il tour degli Epica a supporto di “The Quantum Enigma” passa da Milano lunedì 24 novembre. A supporto della band guidata da Marc Jansen, gli pseudo-metalcorer francesi Dagoba ed i multietnici Dragonforce, apprezzatissimi con l’ultimo album “Maximum Overload”. Da giorni è annunciato il sold out, quindi Metalitalia.com non può assolutamente mancare. Purtroppo un inaspettato problema di viabilità ci rallenta e, al posto degli usuali quaranta minuti scarsi per raggiungere il locale di via Valtellina, ci ritroviamo in coda da Vimercate alla volta dell’Alcatraz, mettendoci quasi due ore per arrivare. Al nostro arrivo i Dagoba hanno praticamente finito ed è per questo motivo che non scriveremo nulla a proposito della loro prestazione; ci scusiamo con tutti i lettori ma purtroppo succede. Arriviamo però in tempo per il set dei Dragonforce che, osservando le magliette che ci scorrono di fronte, stasera è davvero atteso!

epica - locandina milano 2014

 

DRAGONFORCE
Giù le luci e, dopo una intro, ecco partire le note di “Fury Of The Storm”: dal pubblico si alza forte il coro ‘Dragonforce-Dragonforce!’; sono in molti infatti coloro che stasera sono qui all’Alcatraz principalmente per la band inglese. Purtroppo, per i primi brani i suoni non saranno ottimali, con addirittura le chitarre quasi indistinguibili durante il primo episodio. Marc Hudson prende la parola e ringrazia i presenti, prima di introdurre la sua canzone preferita dal nuovo album “Maximum Overload”, ovvero “Three Hammers”, durante la quale il cantante si diverte ad istigare i fan al circle-pit e a saltare di continuo. È giunto il momento di presentare al pubblico italiano il nuovo batterista della band, Gee Anzalone, torinese, il quale si lancia in un discorso di ringraziamento che si trasforma in raccomandazione ai musicisti a tenere duro e a non mollare mai la passione, prima di passare a quello che a conti fatti è il pezzo più rappresentativo del nuovo cd, “The Game”, accolto dal pubblico con un boato di approvazione. I Dragonforce al solito si muovono davvero molto sul palco, con i soliti Li e Totman su tutti, i quali regalano per tutta la durata del set salti coreografati ed evoluzioni notevoli con le chitarre in mano; ma anche Vadim e Fred non si fanno pregare e spesso rischiano di rubare la scena ai due chitarristi; al solito non manca la scena del tecnico che infila in bocca a Fred Leclercq una bottiglia di Jack Daniel’s, con lui che ne beve metà senza perdere una nota (questa goliardia l’abbiamo vista per la prima volta nel 2002, quando venne in Italia con gli Heavenly di supporto ai Kamelot, e non ci abbiamo mai creduto che ci sia davvero whisky nella bottiglia, suvvia!), cosa che come sempre fa esultare i fan del gruppo. È il turno di “Seasons”, che si conclude con un nuovo, possente coro da parte di tutti i presenti, prima dell’esecuzione di uno dei brani più sfiziosi di “Maximum Overload”, “Symphony Of The Night”, molto apprezzata dal pubblico. “Cry Thunder” abbassa nuovamente il ritmo, ma ci pensa l’accoppiata “Valley Of The Damned”/“Through The Fire And The Flames” a dare la sferzata finale e a chiudere in bellezza. Gran concerto da parte della band , alla quale forse si può solo contestare la presenza nella setlist di entrambi i mid-tempo dei due album più recenti, “Three Hammers” e “Cry Thunder”, che hanno spezzato il ritmo e la tensione per due volte, togliendo spazio a hit come “Operation Ground And Pound” o “Heroes Of Our Time”. Ma si tratta di dettagli a margine di una grandissima prestazione.

EPICA
Giunge quindi il momento degli Epica, che dopo l’intro “Originem” si presentano sul palco B dell’Alcatraz di fronte al loro tutto esaurito di questa data milanese; partenza obbligata con la bellissima “The Second Stone”, da brividi, alla quale segue l’intensa “The Essence Of Silence”, dopo la quale Simone, davvero in forma dopo essersi ripresa alla grande dal parto, rivolge un saluto in italiano ai fan, cosa che fa esplodere in un boato di approvazione l’audience. Si riprende con l’accoppiata di singoli “Unleashed”/“Storm The Sorrow” e nuovamente Simone, la quale ringrazia i presenti per questo sold out a sorpresa, aggiungendo di amare l’Italia ed i fan italiani degli Epica, generando ovviamente un fortissimo applauso da parte del pubblico. Da constatare l’estrema efficacia dell’impianto luci della band, davvero imponente e capace di creare effetti luminosi incredibilmente suggestivi ad accompagnare la musica del gruppo. Il concerto prosegue con “Fool Of Damnation” e con il singolo di “The Quantum Enigma”, “Victims Of Contingency”, al termine delle quali forte si alza il coro ‘Epica-Epica!’ da parte di tutti i presenti. La formazione olandese stasera è davvero perfetta, musicalmente non sbaglia nulla e sembra essere maturata molto anche dal punto di vista visivo, con una tenuta di palco incredibile, con Isaac Delahaye e un incontenibile Coen Janssen continuamente impegnati a coprire la posizione di Simone ogni volta che la cantante si sposta dal microfono; Marc Jansen al solito è statico ed ammicca al pubblico quando non è impegnato nel cantare, con il solo Rob costantemente nelle retrovie a fianco della postazione di Arien Van Weesenbeek. ‘Non vi sento!’, strilla Marc in italiano per caricare il pubblico per “The Obsessive Devotion”, alla quale segue una apprezzatissima “Cry For The Moon”, durante la quale la rossa cantante si diverte a giocare con il pubblico e a farlo cantare a comando, e che nel finale si trasforma in un drum solo di Arien. “Sancta Terra” e “Natural Corruption”, splendide, prima che Simone riprenda la parola ricordando che la band ha lavorato molto negli anni per essere qui stasera, e che quindi non bisogna mai abbandonare i propri sogni, altra frase ad effetto che ottiene una autentica ovazione da parte dei fan e che introduce al meglio “Design Your Universe”, pezzo che porta alla pausa. L’encore, introdotto da Coen, si apre con “Chemical Insomnia”, e poi “Unchain Utopia” precede ovviamente “Consign To Oblivion”, che manda tutti a casa dopo la classica foto di rito per il gruppo davanti ai fan raggianti di felicità per il concerto appena terminato. Esibizione perfetta da parte degli Epica, forse la migliore di sempre in Italia, secondo noi che abbiamo avuto la possibilità di assistere ad ogni concerto che la band ha tenuto nel nostro paese in questi anni; suoni perfetti, una band in forma strepitosa, un pubblico partecipe ed una Simone Simons mai così ispirata. Fa piacere constatare anche quanto sia cresciuto Coen a livello di personalità e carisma, davvero strepitoso sotto questo punto di vista. Uno dei migliori concerti dell’anno.

 

7 commenti
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