21/06/2012 - GODS OF METAL 2012 – MANOWAR @ Arena Fiera Milano - Rho (MI)

GODS OF METAL 2012 – giorno 1
21/06/2012 – Arena Fiera Milano – Rho (MI)


Running order:

Apertura porte: 10.00

10.30-11.00 – CLAIRVOYANTS
11.30-12.00 – ARTHEMIS
12.30-13.10 – HOLYHELL
13.40-14.25 – CANNIBAL CORPSE
14.55-15.45 – UNISONIC
16.15-17.25 – ADRENALINE MOB
17.55-19.05 – AMON AMARTH
19.35-21.00 – CHILDREN OF BODOM
22.00-24.00 – MANOWAR

 

CLAIRVOYANTS – 10.30-11.00
Provenienza: Como, Italia
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Tocca ai Clairvoyants aprire il Gods Of Metal 2012 sotto un Sole che già alle 10 del mattino mette a dura prova la bianchissima pelle dei pochi metallari presenti di fronte al palco. Il gruppo lombardo attacca con “No Need To Surrender” con dei suoni ancora in via di sistemazione e un Gabriele Bernasconi inizialmente con la voce un tantino ‘fredda’. Le cose migliorano con “I Don’t Believe Their Lie”, nella quale la band suona più compatta e precisa; il secondo brano estratto dal nuovo “The Shape Of Things To Come” riesce a fare una buona impressione. In realtà, la mezzora a disposizione della band viene impiegata proprio per la promozione dell’ultima uscita, con le successive “Endure And Survive” e “To Heaven And Back” a ben rappresentare il lavoro. Unico brano estratto dal primo disco “Word To The Wise” è il singolo “Journey Through The Stars”, pezzo che rispolvera la vena maideniana della band. Una brevissima scaletta che non ha certo permesso ai Clairvoyants di dimostrare tutto il loro potenziale, ma che quantomeno ha consentito al gruppo di calcare il palco del festival metal più ambito d’Italia.
(Alessandro Corno)

 

ARTHEMIS – 11.30-12.00
Provenienza: Verona, Italia
Sito ufficiale

La canicola procede impietosa sulle note della seconda band italiana in apertura di giornata, i veronesi Arthemis. I ragazzi paiono esaltatissimi dalla possibilità di esibirsi al Gods Of Metal e dalla grinta che mettono on stage pare proprio vogliano demolire il palco. La band è decisamente esperta, non per nulla ha all’attivo ben sette full-length album, e la sua lunga militanza sulle scene viene bene espressa dall’esibizione vigorosa di quest’oggi. Il nuovo disco “We Fight” è uscito da poco più di una settimana e gli Arthemis ci propongono un bel terzetto di pezzi tratti da esso, fra cui segnaliamo le valide “Empire” e “Still Awake”. I suoni si rivelano ottimi, nonostante la cassa della batteria sovrasti un po’ tutto il resto, ma nulla di cui potersi lamentare seriamente. In definitiva, il classic metal contaminato da sane dosi di thrash anthemico e robusto del combo nostrano ha ottenuto un buon riscontro di pubblico, quest’ultimo ancora esiguo ma ben coinvolto. E ora si parte con i gruppi stranieri…
(Marco Gallarati)

 

HOLYHELL – 12.30-13.10
Provenienza: New York, Stati Uniti
Sito ufficiale

Gli Holyhell potrebbero essere la band ideale per aprire un concerto dei Manowar, con il loro classic metal spesso e volentieri cadenzato, in cui le tastiere creano un tappeto epico sul tessuto ritmico minimale e sulle vocals evocative della prosperosa singer Maria Breon; peccato che agli headliner manchino ancora diversi gruppi e il Sole cocente non aiuta ad apprezzare il quintetto statunitense. Nulla o poco da dire sulla prestazione tecnica della band, apparsa in buona forma con la presenza in formazione di talenti del calibro di John Macaluso alla batteria e Joe Stump alla chitarra. Ciò che non convince è il songwriting scontato, a tratti scadente, che inficia inevitabilmente la prestazione, con canzoni votate prevalentemente al mid-tempo e condizionate da linee vocali macchinose e con un retrogusto neoclassico (portato soprattutto dal guitar-working di Stump) strasentito. Le canzoni sono divise tra l’omonimo debutto e il prossimo di pubblicazione, “Visible Darkness”, ma al di là di “Wings Of Light” e qualche posa sexy della succitata singer, resta poco da salvare dello spettacolo degli Holyhell. La cover di “Holy Diver” in chiusura, se possibile, alimenta ulteriormente le nostre riserve sul potenziale compositivo della band.
(Matteo Cereda)

 

CANNIBAL CORPSE – 13.40-14.25
Provenienza: Buffalo, Stati Uniti
Sito ufficiale

Lontani dai palchi del Gods Of Metal da solo due anni, i Cannibal Corpse sono certamente la band più estrema in esibizione nella quattro-giorni di questo 2012 Godsiano. Descrivere per un’ennesima volta la performance della formazione di Buffalo è sempre più difficile, in quanto il Cadavere Cannibale è granitico e inossidabile esattamente come la sua musica, che per la stessa ennesima volta ha triturato impietosamente gli astanti in cottura sul cemento dell’Arena. Le roteate di collo di George ‘Corpsegrinder’ Fisher non hanno risentito un minimo della calura opprimente e hanno dato refrigerio a tutti gli altri componenti, fra cui si è distinto Alex Webster, precisissimo al basso. Suoni all’inizio condizionati dal venticello che è un po’ salito e naturalmente non puliti e rifiniti come le icone del death metal americano richiedono dagli amplificatori. “Hammer Smashed Face”, “Priests Of Sodom”, “Disfigured” e la iper-cadenzata “Evisceration Plague” sono state le protagoniste di un crescendo di violenza, accolto meglio più dal pubblico presente oltre le transenne divisorie del Pit, che dai ragazzi un po’ fermi posizionati all’interno del recinto. Insomma, dietro il pogo, davanti solo le corna. Cannibal Corpse, la solita sicurezza. Una noia, ovviamente, per chi non apprezza la band.
(Marco Gallarati)

 

UNISONIC – 14.55-15.45
Provenienza: Germania
Sito ufficiale

Uno degli eventi più attesi della giornata è indubbiamente il ritorno sui palchi italiani di Michael Kiske, con la sua nuova band: gli Unisonic. Il quintetto teutonico ha pubblicato ad inizio anno l’omonimo debutto e attacca lo spettacolo proprio con la titletrack del suddetto album. L’attenzione di tutti ovviamente è rivolta alla coppia Kiske-Hansen, un duo che anni fa ha fatto sognare migliaia di fan con la musica degli Helloween ed oggi si ritrova a suonare davanti a poche centinaia di persone ad un orario reso infame dal gran caldo. Ciò nonostante, gli Unisonic forniscono una buona prestazione, con un Kiske penalizzato dal volume basso del proprio microfono, apparso a suo agio su partiture tra power metal, metal melodico ed hard rock. I siparietti che improvvisano Kiske e Hansen durante le canzoni fanno sognare i fan di vecchia data e le riproposizioni di “March Of Time” e “I Want Out” riescono a sconfiggere l’afa pomeridiana scatenando l’entusiasmo generale. Il resto dello show, come prevedibile, è tutto incentrato sul pluricitato “Unisonic”, con buone riproposizioni di pezzi quali “Never Too Late”, “My Sanctuary” e “We Rise”. Non saranno a livello dei classici, ma il divertimento è assicurato!
(Matteo Cereda)

 

ADRENALINE MOB – 16.15-17.25
Provenienza: New York, Stati Uniti
Sito ufficiale

Per far fede al proprio monicker, lo spettacolo degli Adrenaline Mob è quanto di più adrenalinico si possa sperare al cospetto del caldo che imperversa impietoso sulle teste di un pubblico in aumento. Il quartetto statunitense è conosciuto ai più per la presenza in formazione del drummer Mike Portnoy e del cantante Russell Allen, ma lo spettacolo di oggi ci dice che, oltre alla grande tecnica di questi due musicisti, c’è comunque un gruppo compatto, ciò dovuto all’ottimo lavoro del chitarrista Mike Orlando e del bassista John Moyer. Il debutto di pochi mesi orsono a titolo “Omertà” non ha entusiasmato, ma i pezzi carichi di groove e dotati di appeal moderno che lo caratterizzano risultano assai indicati per la riproposizione in sede live, come dimostrano “Undaunted”, “Psychosane”, “Indifferent” e perfino la cover dei Duran Duran, “Come Undone”. Il resto, come detto, l’hanno fatto i musicisti in questione, il grande talento di Portnoy, la voce impeccabile di Allen ed una coesione difficile da ipotizzare considerando i pochi anni insieme. Finora si è trattato dello spettacolo più completo: tecnica, groove, potenza, melodia, impatto…non è mancato proprio niente. Rivalutati!
(Matteo Cereda)

 

AMON AMARTH – 17.55-19.05
Provenienza: Svezia
Sito ufficiale

Dopo i due spettacoli incentrati sul classico e sul moderno, con Unisonic e Adrenaline Mob, si torna sul versante estremo-melodico con gli Amon Amarth, i vichingoni svedesi per antonomasia. Anche loro, come i Cannibal Corpse, tornano al Gods Of Metal dopo solo due anni e lo fanno con uno spettacolo al solito ferale e possente, senza troppi rallentamenti e completamente devoto all’epicità pura. Come da pronostico, l’Arena si sta lentamente riempiendo, anche se l’affluenza resta abbastanza risicata, in attesa di vedere cosa succederà all’avvento dei Manowar. Johan Hegg è parso in forma, sebbene chi scrive lo preferisca molto più quando sfodera il suo basso e cavernoso growl rispetto alla timbrica più orientata verso lo screaming. I minutaggi cominciano ad allungarsi e gli Amon Amarth hanno potuto godere di un’ora e dieci di performance, quasi come una data singola da headliner, dunque. In questi settanta minuti, si sono ovviamente alternati più o meno tutti i classici della formazione, con menzione particolare per “The Fate Of Norns”, “Cry Of The Black Birds”, “Live For The Kill”, “Destroyer Of The Universe”, “For Victory Or Death” e chiaramente il gran finale affidato a “Guardians Of Asgaard”, che a chiuso uno show del tutto positivo, a parte dei suoni non completamente impeccabili, soprattutto sotto palco. Finora quindi, escludendo probabilmente i precedenti Adrenaline Mob, la prima giornata del Gods 2012 si sta svolgendo senza particolari sorprese. Un giorno di ordinaria canicola.
(Marco Gallarati)

 

CHILDREN OF BODOM – 19.35-21.00
Provenienza: Finlandia
Sito ufficiale

Nuvole minacciose oscurano il Sole e la temperatura si abbassa quanto basta per permettere ai presenti sotto il palco di tirare un respiro di sollievo. I finlandesi Children Of Bodom attaccano il loro show a tutta velocità con un classico, “Warheart”, che subito scatena un headbanging incontrollato tra le prime file. I volumi spropositati non ci permettono, almeno durante l’esecuzione dei primi pezzi, di distinguere in modo nitido tutti gli strumenti, ma l’energia e la carica trasmesse da Alexi Laiho e compagni sopperiscono a questo temporaneo inconveniente. “Hate Me!”, “Silent Night, Bodom Night” e “Needled 24/7″ fanno parte dei cavalli di battaglia più apprezzati della setlist. Tutti i riflettori sono puntati sull’esile Alexi, chitarrista/cantante talentuoso dallo spiccato carisma, a cui basta compiere un paio di passi lontano dal suo microfono per scatenare applausi e corna al cielo in segno di approvazione. Janne Wirman dona il suo tocco virtuoso di tastiera, pur rimanendo praticamente immobile, quasi distaccato e disinteressato ad incendiare il cuore dei fan. Tutta la zona attorno al pit si riempie sempre più, a conferma che l’heavy metal di questi musicisti di valore suscita il giusto interesse. I Children Of Bodom non hanno intenzione di alzare il pedale del freno, il loro unico scopo è ruggire metal tonante: “Deadnight Warrior” e “Blooddrunk” riescono alla perfezione nell’intento. Lo show si avvia verso la conclusione, anticipata da un inspiegabile taglio di scaletta malamente accettato da un Alexi che mostra in modo palese la sua arrabbiatura, scagliando la chitarra a terra. Al momento del congedo, dopo una dirompente “Are You Dead Yet?”, il pubblico saluta i propri beniamini con applausi ed urla, un segnale ben chiaro che i Children Of Bodom, in sede live e nonostante lo stop forzato, hanno fatto centro ancora una volta. Con un concerto di tale intensità, i Manowar troveranno la strada spianata ed un pubblico caldo e pronto ad un’ultima dose di heavy metal, almeno per stasera.
(Andrea Raffaldini)

 

MANOWAR – 22.00-24.00
Provenienza: Auburn, Stati Uniti / Cimmeria
Sito ufficiale

Ormai i Manowar sanno come caricare i loro fan: un’ora abbondante di musica folkeggiante durante il cambio palco ha messo a dura prova i nervi dei presenti. Con “Manowar” e “Gates Of Valhalla”, Joey DeMaio e compagni calcano nuovamente il palco del Gods Of Metal (e un palco italiano) dopo lunghi anni di assenza. Sebbene i suoni nei primi brani non siano definiti al meglio e una doppia cassa tonante ci faccia vibrare gli organi interni, Eric Adams al microfono intona con rabbia gli ormai leggendari testi a base di ‘steel’, ‘sword’, ‘thunder’ e ‘metal’, destreggiandosi più che bene e in certi casi risparmiandosi con un briciolo di esperienza tra le impegnative linee vocali dei brani. Lo show prosegue con “Kill With Power” e “Sign Of The Hammer”, con i fan impegnati a fare headbanging e ad unire all’unisono le braccia al cielo. Sistemate alcune imperfezioni nei suoni, i volumi dalle prime file sono talmente alti da risultare insopportabili, come a ricordarci i tempi in cui i Manowar vinsero il Guinness dei Primati come band più rumorosa al mondo. “Fighting The World”, “Kings Of Metal” e “Metal Warriors” sono un trittico letale all’insegna dell’acciaio più puro, perchè “i Manowar sono il metal” e ci tengono a ribadirlo. Come primo siparietto della serata, Joey DeMaio chiama un fan sul palco, gli insegna come si beve la birra ‘all’italiana’ e lo mette alla chitarra per suonare “The Gods Made Heavy Metal”; per poi regalargli la sei corde firmata da tutta la band. Dopo una serie di brani più recenti che rispondono al nome di “Sons Of Odin”, una scialba “Hand Of Doom” e “King Of Kings”, arriva puntuale come un orologio l’immancabile assolo di basso, tradotto nelle note di “Sting Of The Bumblebee” che, a causa del volume spropositato, risulta quasi fastidioso alle orecchie. Sempre il buon Joey si lancia nel suo proverbiale discorso, questa volta in un buffo italiano contro i ‘cabrones e i bastardos’, i poser e contro tutti coloro che vogliono il male del metal, mentre nel finale della ramanzina chiede un toccante minuto di silenzio in onore del suo defunto padre e dell’amico scomparso Scott Columbus, batterista storico dei Manowar. Terminata la filippica, le soavi note introduttive di “Hail And Kill” ci regalano un momento di intense atmosfere, come preludio a quell’assalto metallico che il pezzo ogni volta scatena. Il solito inno “Warriors Of The World United” fa cantare chiunque, anche se il famigerato pit di fronte al palco e la conseguente separazione in due della frangia di fan più fedele alla band, rovina in parte l’atmosfera di unione che il brano solitamente ci regala. Si torna su ritmi sostenuti con “Thunder In The Sky” e “The Power”, prima della maestosa e sempre emozionante versione Manowar (ossia tamarra) della celeberrima “Nessun Dorma”. Chiude la calata italica del quartetto newyorkese, la bordata “Black Wind, Fire And Steel”, celebrazione finale di uno show meno prolisso rispetto alle ultime apparizioni al Gods Of Metal e che ci ha messo di fronte ad una band ancora in buona forma nonostante la sessantina sia alle porte.
(Andrea Raffaldini e Alessandro Corno)

Setlist
Manowar
Gates Of Valhalla
Kill With Power
Sign Of The Hammer
Fighting The World
Kings Of Metal
Metal Warriors
Brothers Of Metal
Call To Arms
discorso di Joey
The Gods Made Heavy Metal
Sons Of Odin
Hand Of Doom
King Of Kings
Sting Of The Bumblebee
Drum Solo e discorso di Joey
Hail And Kill
Warriors Of The World United
Thunder In The Sky
The Power
Nessun Dorma
Black Wind, Fire And Steeeeeeeeel

 

 

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  • PANTERA

    poveri batteristi… perche’ non si vedono mai nelle foto… CHE INGIUSTIZIA.
    In ogni caso molto bravi i CLAIRVOYANTS. non li conoscevo

  • beastofman

    non che mi interessi particolarmente, ma corre voce che Ozzy & Friends possa saltare… hanno annullato un concerto in Germania ieri , Ozzy non si è presentato, si sa nulla?

  • Djisus

    Forse sta schiattando Iommi…

  • http://twitter.com/max75crow Massimiliano Boschi

    Germania, Ozzy Osbourne annulla concerto per problemi alla voce

    21 giu 2012 – Ozzy Osbourne
    è stato costretto a cancellare una data del tour “Ozzy and Friends” in
    programma alla SAP Arena di Mannheim, in Germania, per problemi alla
    voce: il forfait è avvenuto soli pochi minuti prima che iniziasse lo
    show, aperto dalla support band prevista dal cartellone, i Black Label
    Society. Stando a quanto riferito dal management dell’artista, il
    frontman dei Black
    Sabbath (costretti a cancellare quasi tutte le esibizioni previste in
    programma per questa estate per permettere al chitarrista Tony Iommi di
    curare il tumore diagnosticatogli lo scorso gennaio) sarebbe comunque in buone condizioni di salute.

    Al momento, pertanto, non si hanno notizie di possibili problemi per le prossime tappe del tour, atteso – tra le altre cose – la prossima domenica, 24 giugno, al Gods of Metal di Milano:
    nel primo pomeriggio di oggi, sul sito ufficiale del cantante la
    prossima data, prevista per domani a Desselm in Beglio, risulta
    confermata.

    I
    Black Sabbath stanno continuando a lavorare al proprio prossimo disco
    di inediti, per il quale sarebbero state composte già quindici nuove
    canzoni: “Abbiamo scritto quindici nuovi brani fino ad ora, ma
    quando li potremmo pubblicare – adesso come adesso – non saprei dirlo”,
    ha rivelato lo stesso Osbourne, “Per ora stiamo continuando a scrivere.
    Io, almeno, mi sto dando da fare in questa direzione. Chissà dove
    saremmo musicalmente, oggi, se solo fossimo rimasti insieme per tutti
    questi anni. L’anno prossimo, il 2013, potrebbe essere un buon momento
    per la pubblicazione di quello che potremmo definire un disco”.

  • andrea bg benares

    avevo intenzione di andarci ,anche perchè la mia ragazza che non è metal fans, non ha mai visto ne ozzy ne slash .i miei pensieri avendo sentito la voce di ozzy nell ultimo video che avete mandato dell ultimo concerto erano giusti ,sono andato anche a sbirciare le ultime setlist e sono sempre piu riduttive di canzoni….sarebbero 130 euro sprecati …..meglio stare sul quarto italia -inghilterra vah……

  • http://www.facebook.com/alefrigerio Alessandro Frigerio

    Io e altri amici parteciperemo al terzo giorno del GOM, quello coi Motley Crue. Tuttavia, visto che non siamo mai stati all’Arena di Rho, qualcuno sa come funzionano le norme di sicurezza riguardo ad acqua e cibo? Si possono portare bottiglie d’acqua oppure le sequestrano all’ingresso, magari rispettando un certo quantitativo? Si può portare un panino da mangiare oppure è tutto off-limits?
    Insomma, se davvero l’Arena è quel forno che tutti dicono, mi piacerebbe arrivarci preparato! :) Grazie a chiunque abbia voglia di aiutarmi/ci! :)

  • NONCHALALANCE

    Ma per il Gods of Metal noooo??
    Non riesci a visualizzare correttamente questa mail? Clicca qui per vedere la versione online HEINEKEN JAMMIN’ FESTIVAL 2012: VIENI CON TRENORD!
    E se questa volta all’Heineken Jammin’ Festival ci andassi in treno? TRENORD ti porta a Fiera Milano Live (Rho-Fiera) da Milano P.ta Garibaldi in soli 13 minuti al prezzo di 2 euro.
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    Le stazioni del Passante ferroviario sono comodissime per muoversi in città e per recarsi in Fiera. Grazie al grande numero di interscambi e alla frequenza di treni [uno ogni 15′], raggiungere la Fiera di Rho partendo da una delle 6 stazioni del Passante [Lancetti, P.ta Garibaldi, Repubblica, P.ta Venezia, Dateo, P.ta Vittoria] in cui transitano i treni della linea suburbana S6 Treviglio-Novara e della S5 Treviglio-Varese è facilissimo. Senza dover cambiare, e al costo di 2 euro, si arriva direttamente in fiera, in poco tempo, a costi ridotti e senza l’assillo del parcheggio.
    http://www.trenord.it/it/media-news/notizie/hjf.aspx

  • Bastian Contrario

    io non ci credo che quello è kiske! quello è Michael Chiklis

  • mingoz

    Ciao! L’anno scorso al big four ci hanno fatto portare dentro le bottiglie d’acqua (con il tappo) e panini senza problemi! Non so però se sia sempre stato così! Buona serata!

  • AlexisIero

    Alias Vic Mackey :)

  • AlexisIero

    ‘Sono ammesse bottiglie di plastica senza tappo, ma le lattine e le bottiglie di vetro devono essere lasciate fuori.’
    Fonte: Musicametal.blogosfere
    Riguardo il cibo, non so, ma non penso facciano problemi.
    Col tempo che fa, è più che probabile che diventi un forno nei prossimi giorni XD

  • AlexisIero

    Ma ci sono zone in cui rinfrescarsi :)
    http://live.godsofmetal.it/backstage/miss-maglietta-bagnata/

  • AlexisIero

    Purtroppo vengono spesso sottovalutati, a meno che non si parli di mostri sacri come Portnoy, Lombardo, Bostaph, ecc.

  • AlexisIero

    Il taglio di Setlist dei Bodom a cosa potrà mai essere dovuto? giustamente si è incazzato Alexi.
    Certe cose non le capirò mai, le band che vogliono suonare fino allo sfinimento non possono farlo, mentre le band che hanno tutto il tempo del mondo fanno una setlist da massimo 50 minuti.

  • Frigo_a_legna

    Bello sapere che anche con un disco del cazzo gli Adrenaline Mob e gli Unisonic hanno avuto una visibilità così alta in cartellone.Evidentemente il solo fatto di avere musicisti famosi in line up può farti scoreggiare note in qualsiasi fest tu voglia.
    Allen,Portnoy & Hansen,Kiske & soci erano da far suonare come gruppi di apertura essendo solo dei side “pruriti” project.

  • Marco Gallarati

    Magari anche perchè il fotografo, quando il palco è alto e la batteria è in fondo, non lo vede proprio il batterista… ;-)

  • Dave Insane

    io c’ero oggi, i panini ci mancherebbe altro che te li sequestrassero! invece le bottiglie d’acqua sono ammesse solo senza il tappo, perciò tu sapendolo fa come me: ti nascondi alcuni tappi nelle mutande e se ti tolgono quelli dalle bottiglie, una volta dentro ne avrai degli altri.
    inoltre come già mi era stato detto, ho costatato che non ci sono bagni con acqua corrente, ci sono solo 2 postazioni con un tubo che spruzza acqua non potabile per bagnarsi

  • AlexisIero

    Devo ammettere di non averci pensato stavolta, ma anche nei casi in cui venga concesso di fare foto ritrovandosi sul palco, sono comunque abbastanza rare le foto di batteristi XD lo dico non incolpando direttamente MetalItalia :) ma spesso sono i cantanti e i chitarristi a richiamare la maggiore attenzione.

  • lemmy

    Mi spiace molto non esser stato presente ieri…sarebbe stato un amarcord dei Manowar visti la prima volta nel 99. Mi congratulo con chi c’era a Rho e ha innalzato il metal come vera musica. Per una volta, a parte il prezzo, mi congratulo con la scelta delle band: hanno spaziato dal metal classico, al death, al death-sinfonico…insomma hanno accontentato un po’ tutti.
    L’unica cosa che chiedo per le prossime edizioni e comunque per gli altri concerti è una sola: TOGLIETE QUELLA CAGATA DEL PIT. E’ solo una pura strategia per fare soldi.
    E’ ormai risaputo che se una band non interessa o se le forze non sono a 100, ci si allontana dalle prime file e si prende fiato. Ne testimonia il fatto che con i Cannibal (così ho letto) davanti c’erano solo true-metal.
    Ripeto: basta con questa follia del PIT. Non compriamo più questa pseudo-offerta degli organizzatori.
    Detto questo,
    The gods made heavy metal and they saw that is was good

  • Santa

    Sono completamente d’accordo, il pit è una pessima trovata, pare distinguere gli spettatori fra serie A e serie B, io ieri c’ero e vedendo che comunque nel pit c’erano dei buchi mostruosi, mi è parso anche visivamente ridicolo…

  • Santa

    dipende anche da quanto sono scazzati gli addetti ai controlli…

  • haha

    ma quanta gente c’era ?? vedendo qualche video pochissima prima dei manawor,pit mezzo vuoto e 1-2000 persone ?

  • Paolo

    Suoni scandalosi per tutto il festival, Manowar compresi. Non so se è colpa dello staff o dell’impianto, ma con quello che abbiamo speso ci si aspettava la qualità trovata ai Big Four. Confermo amici: poca gente rispetto a quella che ci si aspettava

  • auron

    non so se è colpa, del caldo, del gol annullato a muntari, della crisi, del prezzo ma sinceramente pensavo di trovare più gente. Concordo con chi si lamenta dei suoni

  • emmebi

    Non ero presente..ma leggendo la scaletta e vedendo le foto dei MANOWAR,mi sembra che per i quattro KINGS sia giunto il momento di abbandonare le scene….dopo l’uscita dell’indegno “gods of war” e dopo la morte di Columbus,penso sia l’ora di chiudere bottega.

  • Yagyu

    noi siamo entrati con una bottiglia da un litro e mezza e testa e non ci hanno detto niente. dopo un po’ però ti lasciano la bottiglia, ma ti fanno lasciar giù il tappo. nessun problema per il cibo…noi almeno :-)

  • Yagyu

    dopo un po’ nel senso che più di una bottigli da 1.5 l non puoi introdurre nella zona festival…

  • Yagyu

    ecco appunto…non eri presente…

  • http://www.facebook.com/Ivan.Abominio Ivan Beltrame

    Io sono dell’idea che in parte il PIT è una cagata. Mi spiego meglio: ero ad Udine per i Metallica e Machine Head e li c’era lo Snakepit, il PIT e il resto del pubblico. Io ero nel PIT ma non c’era un biglietto apposta. Quindi io dico SI al PIT ma senza costi aggiuntivi!

  • Santa

    anch’io pensavo di trovare più gente ..e probabilmente anche i Manowar!! E’ che Ozzy e Guns (cioè..Axl) , sono sicuramente più nazionalpopolari e la gente se deve scegliere opta per quelli. Comunque devo dir di esser rimasto deluso dai Manowar, ero curioso di vederli anche se non sono mai stato loro grande fan, ma mi aspettavo volumi assurdamente alti e invece secondo me c’erano: strumenti scordati, suoni impastati (almeno la prima metà dello show) e TOTALE MANCANZA DELLA CHITARRA RITMICA!!!.Logan si sentiva solo negli assoli

  • auron

    anch’io non sono proprio un fanatico dei manowar sono andato perchè mi incuriosiva la loro fama di potenza sonora, il volume comq era abbastanza alto, però i suoni bilanciati malissimo infatti si vedeva deMaio che continuava a parlare con uno dei suoni e gli diceva alza alza, alcune canzoni poi si sentiva solo la batteria, poi in altri risaltava di più solo il “basso” e chitarra in secondo piano tranne negli assoli, a parte questo il concerto mi è piaciuto parecchio tranne la mezz ora centrale dal monologo di demaio (doppio), farcito da vari assoli e canzoni degli ultimi album, lì mi stavo proprio smaronando, poi si è ripreso con le ultime, poi non so voi ma in hail and kill il volume mi è sembrato più basso , cavolo è una canzone potentissima soprattutto l’attacco, mi aspettavo di più in termini di potenza da quella song magari è solo una mia impressione, alla fine comq ne è valsa la pena.

  • EasyRider

    Solo a me non è piaciuta la scaletta?

  • Prodigal_7th_Son

    Una vergogna italiana ieri:
    -il PIT nn c’è nei 3 principali festival(SwedenRock/Wacken/BangYourHead).
    Un’invenzione schifosa, prontamente adoperata dai promoter italiani.
    -15 euro x il parcheggio, un’infamia.
    -mancanza completa di servizi con rubinetti x l’acqua. Se uno piscia o caga non
    ha diritto a lavarsi le mani. Se uno va in ‘ebollizione’ non può lavarsi la faccia
    senza bagnarsi completamente col getto di ieri (1 x tutti! spento alle 18!).Trattati
    come bestie.
    -Suoni del cazzo…Il concerto dei Manowar è stato scandaloso da questo punto di
    vista, praticamente un duetto voce-batteria, nient’altro è uscito dal mixer. Ma in
    2 ore nessuno dello staff se n’è accorto????
    -Nei festival esteri è normale che sia pieno di bancarelle e stand di dischi,
    magliette, ecc…Qua no, lo stand solo Manowar, uno della Jack Daniels, uno della Monsters, il resto solo cibo e birra. Ma checcazzo c’è, la mafia??
    LIVE NATION: andate a cagare tutti quanti.

  • 33r3rdfsfsd

    furbi voi a continuare ad andare a questi festival regalando soldi per vaccate..

  • davidgilmour

    ma smettela di lamentarvi! lo sapete benissimo che i festival italiani sono merda avariata.. ancora non avete capito cazzo? ma tant’è continuate a dare soldi a ‘sti buffoni della live e poi dopo vi lamentate.. ogni anno vado allo sweden rock e l’unica cosa che mi fa incazzare e quando mi tocca tornare a casa dopo una settimana di paradiso musicale. ma la cosa piu scandalosa è quel cazzo di Pit, vergogantevi soprattutto voi a spendere 80-90 euro quanti diavolo sono per queste cagate.

  • Marco Gallarati

    Dovevi venire allo stand di Metalitalia! :p

  • Prodigal_7th_Son

    ..da 3 anni non andavo più al Gods infatti. Quest’anno abbiamo deciso di farlo solo x i Manowar che non vedevamo da 10 anni.
    Mai più comunque!

  • Prodigal_7th_Son

    son venuto infatti!..voi e classix, le uniche cose attinenti alla musica che c’erano.

  • http://www.facebook.com/fabrizioobygirelli.bontempibarbara FabrizioOby Girelli Bontempi B

    Bha a me non sembra che i Manowar se la siano cavata poi tanto male quanto dicono alcuni, i suoni non erano potenti come loro solito, ma tanto di cappello a Eric che nonostante l’età può dare Merda a tanti altri Vocalist: Mentre ho trovato indegno trattare così due pietre miliari del Metal come Kiske e Hansen, nemmeno l’ultimo dei mixeristi di una festa di paese avrebbe fatto dei suoni così schifosi!!!

  • Lorenzo

    Premetto, non ho visto i manowar, sono stato al gods solo sabato. Mi unisco però ad esprimere la rabbia per l’impianto. E’ stata una VERGOGNA! AUDIO PESSIMO sembrava che tutta la fila di casse sulla sinistra non suonasse, a parte l’aumentare il suo volume almeno del doppio per pochi secondi ogni tanto per poi rispegnersi. Suono sempre ovattato, nei gruppi con due chitarre se ne sentiva sempre solo una (quella di destra, guarda caso).. si sentiva solo batteria e basso ( un suono unico basso di merda).. spero non sia colpa di un fonico perchè sarebbe veramente da eliminare dalla faccia della terra.. sembrava piuttosto causa di problemi di tensione dell’impianto. I darkness sono stati fermi per 15 min circa per problemi tecnici, non so di che natura ma per me erano questi. Prima e ultima volta per me al GOM.

  • tiz

    Concordo sul mixaggio..per me era voluto…accordando la chitarra sul re per facilitare Eric gli accordi stonano sopratutto a corde aperte…da qui il fatto che la ritmica era bassissima e gli assoli avevano un volume corretto…se non è per questo sarebbe scandaloso…

  • Niz

    No! anche a me, soprattutto perché non hanno fatto Battle Hymn.

  • Karter4

    Ci siete rimasti inculati?? Ahahahah ben vi sta!