GODS OF METAL 2012 – Report Finale

Pubblicato il 04/07/2012 da

Report a cura di Marco Gallarati

GODS OF METAL 2012
21-22-23-24/06/2012 – Arena Fiera Milano – Rho (MI)


A cura di Marco Gallarati e la Redazione di Metalitalia.com

Ebbene eccoci qua, ad una decina di giorni dal termine del Gods Of Metal 2012, sfiancante happening metallico che ha caratterizzato in lungo e in largo i primi giorni di questa estate per ora bollente. Attraverso i nostri dedicati e puntuali report in diretta giornalieri (a cui potete accedere cliccando i link sottostanti, se per caso ancora qualcuno non avesse dato loro una sbirciata), vi abbiamo fornito la cronaca di quanto successo, sotto il punto di vista strettamente musicale, durante la manifestazione. Per la prima volta, inoltre, il nostro report è stato ripreso sul sito ufficiale della manifestazione (live.godsofmetal.it), affiancandosi ai contenuti backstage esclusivi a cura di Musica Metal, per uno sguardo completamente inedito ed esauriente sul maggior festival metal dello Stivale.
E ora, in questo cosiddetto Gods Of Metal 2012 – Report Finale, lasciateci fare un bilancio/resoconto di ciò che abbiamo visto di buono e di cattivo per quanto riguarda gli aspetti prettamente organizzativi, logistici e commerciali.
Oltre a ciò, più in basso potrete trovare le foto che abbiamo fatto presso il nostro stand ai fortunati che son venuti a chiederci di poter acquistare del merchandise di Metalitalia.com. Ma che acquistare? Ma dove? Ve l’abbiamo regalato! A patto però di farvi ritrarre in pose metalliche e portare in giro orgogliosi il nostro marchio!
Non poteva mancare certamente una galleria dedicata al misterioso e balzano Metalit-Alien, umanoide rastone in tutina nero-verde che molti di voi avranno visto aggirarsi nell’Arena al calar del Sole!

IL COMMENTO

E’ stato certamente, come quasi tutti gli anni lo è in effetti, un Gods arci-discusso, in primis per la mancata esibizione dei Black Sabbath, nella loro annunciatissima e preparatissima tournée di reunion. La malattia di Tony Iommi è chiaramente un fatto indiscutibile su cui fare pochi commenti e solo tanti auguri e molteplici scongiuri, ma certo le tempistiche e le parole che hanno ruotato attorno ad essa e ai Sabbath non sono state esenti da cattivi pensieri. Non vogliamo certo rivangare polemiche ormai divenute postume e sterili, ad evento ultimato, ma la gestione della situazione da parte del management della band inglese è stata piuttosto criticabile, questo è indubbio, vedasi anche l’odiosa diatriba con Bill Ward, drummer storico del Sabba Nero. La sostituzione con l’ensemble provvisorio denominato Ozzy & Friends si è rivelata alla fine un’alternativa sufficiente ma di spessore emotivo inferiore. Mal comune mezzo gaudio?

Entriamo ora nel dettaglio di alcuni spunti logistici.

Prezzi e performance: si sa che in Italia è l’headliner di turno a stabilire il prezzo del biglietto, in quanto la massa metallara accorre principalmente per l’ultima e più importante band del cartellone. Quest’anno il Gods presentava quattro headliner molto popolari: Manowar, Guns N’ Roses, Motley Crue e Ozzy & Friends, che certamente avranno richiesto esborsi onerosi tramite cachet rilevanti. Era ovvio, dunque, aspettarsi un alto prezzo del ticket normale. Ciò che ha leggermente infastidito, di certo i più zelanti, è stato constatare come i quattro grupponi abbiano gestito il loro remunerativo slot in maniera piuttosto autonoma: se i Guns hanno addirittura esagerato con un mega-show di tre ore e un quarto – applausi per loro, considerati anche i soli quindici minuti di ritardo – Crue e Ozzy hanno toccato appena l’ora e mezza di spettacolo, mentre i Manowar, fedeli al true metal come solo loro sanno esserlo, si sono fermati alla soglia delle due ore spaccate. E se da Ozzy, per motivi anagrafici, ci si poteva aspettare qualche minuto in meno, dai Motley forse è arrivato il dispettino più odioso. Peccato. Va segnalata, per la cronaca, la puntualità che in generale ha segnato lo svolgersi della manifestazione, i cui tempi previsti sono stati rispettati in maniera più che soddisfacente. Pochi inconvenienti anche dal punto di vista dell’audio, un problema che ha afflitto le passate edizioni e che ci sentiamo di poter depennare per l’edizione 2012.

Pit Ticket: ecco una nota dolente del festival, la riproposizione del Pit Ticket. Girando tra discussioni on line e folla in loco, abbiamo raccolto anche commenti positivi (il vantaggio di arrivare mezz’ora prima dell’inizio del concerto degli headliner e goderselo da pochi metri dal palco è stato apprezzato), ma è palese come, oltre alla maggiorazione del biglietto, la visione romantica del concerto in sé venga drammaticamente oscurata da questa barriera fisica – e anche sociale, diciamolo! – posta a dividere il pubblico in due tronconi, quello che paga di più e quello che paga di meno; un po’ come a teatro. Il dramma è ben evidente quando si tratta di andare a vedere le performance dei primi gruppi in scaletta: il vuoto tra prime file e transenne divisorie è deprimente per tutti, musicisti in primis, soprattutto perché, quasi a farlo apposta, gli spettatori del Pit hanno spesso un atteggiamento più distaccato e fermo rispetto invece agli animali da pogo che stazionano nelle retrovie. Dirigenza contro classe operaia? Non vorremmo neanche pensarci, ma a tratti è stato proprio così. E ci è venuto il magone. L’idea di pagare un sovrapprezzo per condizioni di vantaggio ci sembra corretta a riguardo dell’accesso ad aree riservate e all’ingresso prioritario; in un concerto metal, però, l’area sotto il palco dovrebbe essere prerogativa dei fan più accaniti!

Location: tante polemiche continua a generare l’utilizzo, come venue per festival musicali, del mega-parcheggio della Fiera Milano di Rho, un gigante spazio in cemento con il pregio di essere facilmente raggiungibile sia in macchina che coi mezzi (vanto che davvero poche location possono elencare). Quest’anno bisogna dare atto all’organizzazione di aver aperto la sezione sottostante alla strada sopraelevata che circonda la Fiera, dando modo così a tutti i bisognosi di potersi riposare/rifocillare un pochetto al fresco, considerato il Sole belluino e battagliero che ha condizionato praticamente tutto il festival, da Clairvoyants a Ozzy & Friends. Installati anche due punti-doccia, come furono presenti l’anno scorso al Sonisphere Festival, con acqua non potabile semi-nebulizzata a scorrere in continuo per dare refrigerio alle tante pelli ustionate e arrossate. Aumentati i bagni chimici, puliti con frequenza maggiore rispetto al passato, per la gioia delle signorine. Graditissimo il servizio del Monster Truck: sulla piattaforma del drink energetico sono stati distribuiti gratuitamente (!!!) i bibitoni rigeneranti per tutta la durata della manifestazione, sono stati organizzati meet & greet aperti a tutti con molti degli artisti protagonisti del festival ed è stato pure possibile farsi un giro sul terrazzino panoramico. Davvero notevole! Scritto di questi punti a favore, nessuno ci toglierà dalla testa che una location immersa nel verde (chi ha detto Idroscalo? Come mai le istituzioni non concedono più quello spazio per i concerti?) sia infinitamente meglio di qualsiasi altro posto. E la limitata affluenza di quest’anno avrebbe permesso l’utilizzo in tal senso di una venue più moderata. Ricordiamo con disappunto anche l’inefficienza dell’Arena per altre due motivazioni più che legittime: il prezzo del parcheggio Fiera – 15 Euro fissi a giornata – un vero furto con scasso (vi abbiamo avvisato della presenza di un parcheggio gratuito a Mazzo di Rho, ma quasi nessuno ha colto l’opportunità); i chilometri da macinare a piedi per la circumnavigazione di tutta la zona Fiera, senza cartelli che indicassero l’ingresso all’Arena per il pubblico, se non le piantine cartellonate della Fiera, che però non riportavano ovviamente le disposizioni per il festival.

Affluenza: appunto, l’affluenza. Al Gods Of Metal 2012, nonostante i nomi di richiamo ci fossero e fossero anche ben succulenti, non è stata entusiasmante e sicuramente la defezione dei Black Sabbath ha giocato un brutto tiro all’organizzazione, sebbene la giornata di domenica abbia fatto registrare comunque un bel pienone. Così come anche il sabato, classico pre-festivo da serata libera per tutti o quasi, ha visto accorrere un buon numero di persone all’Arena Fiera di Milano. Minore del previsto, invece, l’affluenza registrata nei primi due giorni feriali di festival, quando il grosso degli astanti si è presentato solo verso sera per gli headliner. Non siamo soliti ipotizzare cifre a vanvera, quindi non ci sbilanciamo più di tanto, ma a occhio possiamo dirvi che le presenze ci sono sembrate attorno alla decina di migliaia per sabato e domenica e un po’ meno per giovedì e venerdì.

Stand musicali: grandi assenti di quest’anno, gli stand dedicati alla musica e ai suoi contorni più prossimi. Venditori di CD, bancarelle di vestiario e merchandise assortito, statuette e cianfrusaglia metallare… nessuno pervenuto. Le presenze si sono limitate al merchandise ufficiale, una tenda a parte presente solo al giovedì con in vendita il materiale dei Manowar, il nostro stand, condiviso con i colleghi giornalisti e fotografi delle riviste Metal Maniac e Classix. Non ci è dato sapere il perché di tale moria, ma in definitiva il metallaro si è visto costretto, per quattro giorni, a guardare concerti, mangiare, bere oppure dormire: pochissimo da fare/divagare se per caso un gruppo in esibizione non interessava.

Servizi di ristoro: pollice alzato per i punti di ristoro gastronomici, invece. La varietà è stata alta e il quantitativo di baracchini davvero elevato. I prezzi del cibo e della birra non particolarmente agevoli, ma parlare di salasso ignobile sarebbe ingiusto nei confronti di chi organizza; basta risiedere una settimana nell’hinterland milanese per accorgersi che i prezzi sono purtroppo quelli. Il pranzo al sacco, come al solito, è stata un’alternativa consentita. Le necessarie bottigliette d’acqua a 1,5 Euro – abbiamo sentito voci che parlano di 2 Euro, ma chi scrive ha personalmente pagato più volte solo 1,5 Euro – sono state una bella sorpresa, sebbene agli occhi di molti possa sembrare l’ennesimo sgarbo.

Bagarini e magliettari: altra nota molto dolente, ma incredibilmente classica, del festival italiano per eccellenza è la presenza degli immancabili bagarini ‘compro-vendo biglietti’ dalla parlata pressoché incomprensibile e dei magliettari in attesa della fine dei concerti lungo la chilometrica strada di accesso alla location. Abbiamo visto, come prassi vuole, forze dell’ordine aggirarsi in prossimità dei magliettari come se tutto fosse in regola; abbiamo visto i bagarini offrire i loro servigi a due metri dalla cassa, indisturbati; abbiamo poi visto almeno sette-otto poliziotti attentissimi a perquisire zaini e borse all’ingresso dell’area festival. Se il bagarinaggio pare non sia illegale, ma la vendita di biglietti in nero e di merce contraffatta sì, come mai le forze dell’ordine non sono intervenute?

Pedana per disabili: concludiamo questo giro di periscopio sul Gods Of Metal 2012 con l’aspetto logistico che più ci ha sconcertato e impressionato, ovvero la dislocazione della pedana per disabili: nulla da dire sulla sua presenza e sulla sua ampiezza – in effetti molto grande – ma ci dispiace averla vista quattro giorni in posizione sempre colpita dal Sole e senza un ombrellone a fornire un po’ di riparo dalla canicola. Poco strano, dunque, vederla quasi costantemente vuota. Ci sentiamo quindi di suggerire all’organizzazione di prevedere una copertura per la pedana dei nostri amici diversamente abili per le prossime edizioni.

Bene, è tutto. Arrivederci al prossimo anno, se i Maya ci risparmiano un’Apocalisse.

 

LINK AI REPORT IN DIRETTA

21 giugno – Manowar
22 giugno – Guns N’ Roses
23 giugno – Motley Crue
24 giugno – Ozzy & Friends

 

LE VOSTRE FOTO CON LA NOSTRA MAGLIETTA E…

 

…IL NOSTRO TEMIBILE METALIT-ALIEN!

 

Per chiudere, CREDITI e RINGRAZIAMENTI:

Fotografo superiore: Francesco Castaldo
Reporter indistruttibili: Marco Gallarati, Andrea Raffaldini, Maurizio Borghi, Matteo Cereda, Alessandro Corno, Dario Cattaneo
Organizzazione e capo-gestione stand: Alessandro Corno
Pre- e post-produzione e ‘pressing a tutto campo’ report: Marco Gallarati
Connessioni report al sito ufficiale Gods Of Metal: David Scatigna, Maurizio Borghi
Gestione stand e cucina: Alessandra Sacco, Barbara Tauscheck
Volantinaggio e intrattenimento: Claudia Panciroli
Aiutante di campo e Metalit-Alien: Lorenzo Corno
Grande Capo Onnisciente: David Scatigna
Mezzo di trasporto: monopattino a motore
Mascotte ufficiale: MetalBarba

38 commenti
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