02/04/2010 - (HED)PE + Attila @ Rockplanet Club - Cervia fraz. Pinarella (RA)

Pubblicato il 05/04/2010 da

A cura di Maurizio MorrizZBorghi

 

Nu metal? Una definizione che sta abbastanza stretta agli (HED)PE, una formazione che è rimasta fieramente nell’underground, lontano dalle vette dell’Adidas-rock, trasformandosi col tempo in una versione sempre più rude e contaminata di se stessa. Gli (HED)PE sono un gruppo che non gode di alcun tipo di promozione, che non ha una distribuzione italiana, che vive dell’entusiasmo e supporto dei propri fans. Trasferta obbligata al Rock Planet quindi, per una Pasqua all’insegna del divertimento…
 

ATTILA

I Threat Signal, main supporter previsti per il tour europeo, hanno dato forfait: tocca quindi agli Attila scaldare gli animi degli accorsi. Il target non è proprio identico a quello degli headliner, infatti il genere proposto dai giovani è un party metalcore/deathcore molto simpatico e festaiolo, che punta al divertimento e all’impatto facile. Sul palco sono come ci si aspetta, simpatici e scanzonati, e seppur lontani dalla perfezione tecnica riescono a intrattenere in maniera sufficiente. Tra un mesetto uscirà il loro nuovo album "Rage", un appuntamento cruciale che potrà dargli una spinta verso il successo o trascinarli nel dimenticatoio.

(HED) P.E.

Il gruppo arriva a mezzanotte spaccata: si presentano con un look in parte rinnovato,  un face paint strambo che li fa sembrare figli illegittimi del carrozzone hip hop/white trash guidato da Insane Clown Posse e dai fratelli Kottonmouth Kings. Appena attaccano gli strumenti la differenza più evidente è nel sound, virato prepotentemente verso il G-Punk degli ultimi New World Order, Imnsoniac e Back To Base X, una miscela di punk hardcore, gangsta hip hop e reggae roots fusa sapientemente dalle mani di DJ Product, oggi ripulitosi di barba incolta e capelli lunghi. Questa nuova versione rimaneggia anche i vecchi classici (es. l’amatissima "Bartender") rendendoli decisamente più hardcore/punk, allungandoli, storpiandoli, aggiungendo ad essi pezzi di altre canzoni, in un’altalena guidata a regola d’arte dal maestro di cerimonia Jarhed, un frontman irresistibile che riesce a tenere in pugno il locale intero, sorridendo, coinvolgendo, lanciando i messaggi che testimoniano il recente fervore complottista/naturalista, con ironia e teatralità. Come successo qualche anno fa sullo stesso palco, la comunione tra band e pubblico è impressionante: se il gruppo non lascia energie residue il pubblico, abbastanza numeroso, ripaga cantando ogni singola canzone, tributando cori e battendo cinque a profusione, causando i sorrisi compiaciuti di una formazione che sembra trovarsi in una seconda casa. Il concerto fila liscio fino a una versione molto personale di "No Woman No Cry" di Bob Marley, per chiudere con una "Renegade" apprezzatissima da tutti i presenti. Gli (HED)PE convincono ancora, e dimostrano con un calcio in culo di essere del tutto staccati dalla superficialità del movimento nu metal, e di essere molto più vivi, prolifici e attivi del 90% dei gruppi che ha affollato la scena dei primi anni 2000. Dubbiosi? Fate un salto al loro prossimo concerto.

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