21/06/2009 - Metallica + Lamb Of God + Mastodon @ Mediolanumforum - Assago (MI)

Pubblicato il 25/06/2009 da

Live report a cura di Maurizio “Morrizz – Bestia” Borghi

Foto a cura di Francesco Castaldo

 

“Death Magnetic” è stato presentato giusto un anno fa a Bologna, Guitar Hero Metallica sta impazzando nei salotti di appassionati grandi e piccini. E’ tempo, in questo 2009, del “World Magnetic Tour”: biglietti polverizzati già da gennaio e un’attesa spasmodica, amplificata dalla partecipazione di guest di lusso come Lamb Of God e Mastodon – senza dubbio la crema del metal attuale, che lo vogliate groovy o progressivo – e dalla presenza di un’altra protagonista, ovvero la famigerata “produzione circolare” che vede il palco nel mezzo del forum, esperienza inedita per la maggior parte dei presenti e senza dubbio fiore all’occhiello dei Four Horsemen. Un’imponente organizzazione tira le fila dell’evento più importante dell’estate concertistica dopo il Gods Of Metal, non lasciando spazio ad intoppi. Tutto fila liscio infatti, dalla puntualità delle esibizioni al livello qualitativo di una produzione enorme, e intendiamo dai parcheggiatori alla security al merchandising. Non riusciamo a spiegarci però come sia possibile che nel parterre sia rimasto posto per almeno 400 persone: un flop storico per i bagarini (presenti in numero esorbitante, assieme agli ambulanti illegali) o misure di sicurezza eccessive? Probabilmente non lo sapremo mai. Ecco intanto il nostro resoconto della data milanese…

 

 

 

MASTODON

Il Datchforum è già estremamente colmo (ad esclusione del più distratto pubblico del parterre) quando, puntualissimi, i Mastodon iniziano il loro live set in dimensioni ridotte. Inutile specificare quanto la formazione di Atlanta meriti questa vetrina, soprattutto dopo aver pubblicato l’ennesimo capolavoro "Crack The Skye", album che li trascina in una dimensione progressive e psichedelica. Certo l’impatto con una palco quadrangolare aperto su tutti i fronti è anche per loro un’esperienza nuova, abituati come sono ad una performance abbastanza statica a livello fisico quanto dinamica a livello musicale: il risultato è uno show non troppo congeniale ai Mastodon, con evidenti svantaggi a livello sonoro che mortificano la maestosità e la arguta complessità di brani come "Oblivion", "Crack The Skye" o la conclusiva "March Of The Fire Ants". Non ci sentiamo di parlare di un’occasione sprecata, ma è indubbio che le aspettative fossero stellari e che le stesse non siano state raggiunte appieno. Tornate a vederli.

 

LAMB OF GOD

I Lamb Of God, anche se sembrano avere molti più seguaci all’interno del Forum, hanno sicuramente gli stessi problemi dei Mastodon a livello di suoni, ma sembrano prenderla più sportivamente, e paiono divertirsi come ragazzini in questa situazione inedita: risultano infatti molto più mobili e fanno attenzione a non accavallarsi sullo stesso fronte e a non sacrificare nessun lato del pubblico. Forse Randy ha anche preso troppo la mano, visto che è risultato quasi impossibile seguirlo nel suo continuo girovagare come una bussola, saltellando come un ragazzino e agitando la sua chioma che non vuol far smettere di crescere. La scaletta è composta solamente dal meglio del repertorio dei sudisti, andando a sacrificare l’ultimo "Wrath" in favore di grandi classici come "Now You’ve Got Something To Die For" e "Redneck" e la conclusiva "Black Label". Daranno con tutta probabilità il meglio nella "off date" di martedì 23 giugno assieme agli Hatebreed, ma si sono comunque fatti valere e conoscere anche nel vecchio continente, dove hanno – scandalosamente – ancora bisogno di un’esposizione maggiore perché venga riconosciuto il loro peso attuale.

 

 

METALLICA

Al turno dei Four Horsemen la tensione è al massimo, e tutti hanno già preso posizione per godersi lo spettacolo al meglio. Come abbiamo premesso la guest star principale è in questa particolare occasione il palco, che offre uno spettacolo inedito a tutti i presenti e rende l’esperienza del concerto a coloro che popolano il parterre molto simila ad un’esperienza VIP, vista l’estrema vicinanza dei musicisti al pubblico. Si pensava che questo palco particolare sacrificasse la scenografia, ma questo non risulterà del tutto esatto: il soffitto del forum vede delle enormi bare che integrano l’impianto luci, e quattro di queste, formanti le diagonali proprio sopra il palco, cominceranno a calare nella loro pesante imponenza fino a sfiorare le teste dei Metallica. Dai lati poi, a più riprese, fasci di laser formeranno geometrie avveniristiche nel più moderno degli spettacoli di luce, la stessa luce che andrà ad abbagliare il pubblico nelle enormi fiammate che sputerà lo stesso palco in più di un’occasione. Una soluzione diversa e molto più “luminosa” del solito, visto anche il posizionamento dell’impianto, appeso proprio sopra di noi. Il concerto vero e proprio inizia, come nelle migliori occasioni, sulle note di Morricone, che lasciano spazio alla recente “That Was Just Your Life”. La band è fisicamente in forma smagliante, e lo dimostra un Hetfield che sembra pure dimagrito, con un taglio molto corto e con un atteggiamento molto ben disposto nei confronti di un pubblico totalmente devoto. Già con la successiva “The End Of The Line” si comincia ad intuire quale sarà il corso della serata, segnato pesantemente dai lunghi pezzi di un rappresentatissimo “Death Magnetic”: come può far presagire il nome del tour, infatti, più tardi verranno eseguite anche “Broken, Beat & Scarred”, “My Apocalypse, “All Nightmare Long” e “The Day That Never Comes”. Gli estratti da “Garage Inc.” sono invece “Turn The Page” e un’energica “Die, Die My Darling” e, se è davvero irrinunciabile eseguire i capolavori del Black Album (“Nothing Else Matters”, “Enter Sandman” e “Sad But True”), rimane davvero poco tempo per eseguire tutti i classici. La setlist è in ogni caso l’unico moltivo di discussione di una ridottissima porzione dei presenti: la prova maiuscola e la grinta inesauribile dei ‘Tallica va a sotterrare ogni tipo di polemica, consacrandosi come modello di coesione, professionalità e integrità con pochissimi eguali nel presente, anche al di fuori della scena metal. L’unica piccola nota negativa è rappresentata dall’indole “molto italiana” del pubblico del parterre, che quando sono stati distribuiti decine di nerissimi palloni da mare per creare una “rimbalzante” coreografia verso la fine dello show al posto di farli saltellare per tutto il Forum, sono stati imboscati (anche con qualche lite) in tempo zero. Ci pensano “Trapped Under Ice” e “Seek & Destroy” ad accontentare tutti e mettere il sigillo ad un concerto davvero corposo, che per qualità e scelte coraggiose si stamperà nella memoria dei fan per parecchio tempo. I Metallica, ancora una volta, non si discutono.

 

 

 

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