04/07/2007 - Obituary + Onslaught + DAM + Dead Beyond Buried @ London Underworld - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 10/07/2007 da
A cura di Luca Pessina
 
 
Invitati in Europa per prendere parte all’olandese Waldrock Festival, gli Obituary si sono fermati un paio di giorni a Londra per rilasciare interviste e per tenere uno show di riscaldamento al celebre Underworld. Per l’occasione, la Candlelight Records, nuova label dei nostri, ha quindi organizzato un piccolo festival con altre band appartenenti al suo roster, ovvero i giovani Dead Beyond Buried e DAM e i redivivi Onslaught, da poco tornati sul mercato con il convincente “Killing Peace”. I primi ad esibirsi sono stati i Dead Beyond Buried, che in soli venti minuti hanno cercato di presentare all’ancora esiguo pubblico il loro album di debutto “Condemned To Misery”. Il death metal del quartetto è riuscito a strappare non pochi applausi e la stessa accoglienza è stata ricevuta anche dai DAM, band in procinto di pubblicare il suo secondo full-length e autrice di uno strano mix di death-black metal, thrash e noise-core. Due esibizioni interessanti, ma è stato solo con l’arrivo degli Onslaught che si è iniziato a fare sul serio…

ONSLAUGHT

Di certo non si può affermare che gli Onslaught si siano riformati in nome del dio denaro. Vivevano nell’underground ai “tempi d’oro” e continuano a farlo anche oggi, suonando solo per puro piacere e divertimento. Questa sera lo hanno dimostrato per tutto l’arco del loro breve show, tenendo il palco con un sorriso sempre stampato sul volto e non prendendosi troppo sul serio. La folla, nonostante fosse in gran parte composta da death metaller, ha molto apprezzato il thrash metal d’annata del quintetto e ha tributato numerosi applausi sia a pezzi datati come “Angels Of Death” (non quello degli Slayer, occhio alla ‘s’!) e “Metal Forces”, sia alle nuove composizioni… “Burn” e “Planting Seeds of Hate” su tutte. Quaranta minuti molto intensi e divetenti: bentornati Onslaught!

OBITUARY

Come prevedibile, il pit è però esploso definitivamente solo con l’arrivo degli attesissimi headliner. L’entrata sul palco della band è stata ritardata di alcuni minuti a causa di un problema con l’amplificatore della chitarra di Ralph Santolla, ma quando è partita “Find The Arise” non c’è stato spazio per esitazioni, John Tardy ha iniziato a sbraitare come suo solito (a dispetto dell’età, la voce continua ad essere quasi come quella di una volta!) e Trevor Peres e Frank watkins si sono immediatamente dati da fare per occupare ogni zona del palco. Sin dalle prime battute, gli Obituary sono parsi molto carichi e motivati: sapevano di essere attesi e, inoltre, dovevano anche dimostrare di essere riusciti ad assorbire l’abbandono forzato di Allen West e di essere già in sintonia con Santolla. Su tutti i fronti, il gruppo ha stra-vinto, offrendo una performance davvero molto compatta e precisa, ben lontana da quella spenta e approssimativa del Gods Of Metal di un paio d’anni fa. Tra l’altro, oltre ai vari classici del repertorio (“Chopped In Half”, “Threatening Skies”, “Dying”, “Slowly We Rot”…) e a qualche episodio tratto da “Frozen In Time” (“On the Floor”, “Insane”), i nostri hanno anche proposto ben tre brani destinati ad apparire nel loro imminente nuovo album, “Xecutioner’s Return”. Molto coinvolgente “Evil Ways” – pezzo carico di groove che è anche stato scelto come primo singolo – mentre, ad un primo ascolto, sono sembrati un po’ meno ispirati gli altri (purtroppo non abbiamo colto i titoli), anche se va sottolineato che i suoni non fossero ottimali durante le esecuzioni. In ogni caso, tra poco più di un mese l’album verrà pubblicato e allora potremo parlarne accuratamente. Per il momento, comunque, pare che gli Obituary siano decisamente in forma nonostante l’improvviso cambio di lineup. Il concerto di questa sera infatti non ha lasciato scontento nessuno: buona scaletta, esecuzione impeccabile e grande coinvolgimento da parte di tutti i membri della band. Ventidue anni di carriera e non sentirli!
 
 
 
 
 

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