29/11/2012 - Seether + Heaven’s Basement @ Live Music Club - Trezzo Sull'Adda (MI)

A cura di Maurizio Borghi
foto di Francesco Castaldo

Li abbiamo visti spesso ultimamente nei dintorni di Milano: per la terza volta nel 2012, i Seether ci raggiungono con la loro proposta a metà tra grunge e alternative, questa volta nell’ottimo Live Music Club di Trezzo, accompagnati da una formazione che sta facendo parlare di sè anche per il nome strambo, gli Heaven’s Basement…

 

 

HEAVEN’S BASEMENT
Un’accoppiata sbagliatissima: per aprire il concerto di una delle migliori band grunge/alternative in circolazione, si può pensare ad una band hard rock ed heavy metal che ricorda The Darkness, Airbourne e Saigon Kick? Pure l’estetica e l’attitudine sono lontane anni luce, soprattutto se parliamo del nuovo cantante Aaron Buchanan, eccessivo, sopra le righe ed effemminato. La proposta del gruppo è piacevole, per carità, e scorre davvero liscia senza intoppi, trasportando chi si degna di seguirli in un’atmosfera Ottantiana. Tuttavia, la maggior parte del pubblico rimane tra il perplesso e l’indifferente. Siamo sicuri che gli inglesi abbiano anche qualche carta da giocarsi, ma sarà difficile per loro farsi proseliti in questo tour!

 

SEETHER
Chi scrive non aveva ancora avuto occasione di vedere i Seether dal vivo. La loro proposta è sempre stata gradita, ma, senza spiegazioni particolari, chi scrive ha sempre nutrito una sorta di sfiducia verso un concerto della formazione sudafricana, con conseguenti basse aspettative riposte nella serata. L’impatto del gruppo invece è davvero da band di prim’ordine, ai livelli delle formazioni multiplatino a lui associate, anche se la produzione è davvero scarna. Il trio è molto statico, e invero soprattutto lo è il frontman Shaun Morgan, che incarna lo stereotipo grunge con i capelli sempre sul volto. Il cantante parla poco ma comunica molto, e la carrellata di canzoni fa passare gli spettatori dal lamento alla speranza, secondo il volere della band. Numerosissimi gli estratti dal debutto “Disclaimer”, più alcuni pezzi tratti dall’ultimo “Holding Onto Strings Better Left To Fray”, in una scaletta che ha riservato momenti inaspettati come l’esecuzione della particolare “Country Song”, un assolo di batteria, “The Gift” in acustico e la cover di “Change (In The House Of Flies)” dei Deftones. Notata la somiglianza con Max Cavalera del periodo “Roots”, abbiamo fortemente sperato nella cover di “Refuse/Resist”, ma il miracolo non è avvenuto. Il concerto si chiude tra urla e applausi, dimostrando che i Seether hanno ammiratori fedeli anche dalle nostre parti, pronti a battere le mani anche tre volte l’anno!

 

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