01/07/2014 - SONISPHERE FESTIVAL 2014 @ Ippodromo Capannelle - Roma

Pubblicato il 01/07/2014 da

SONISPHERE ITALIA 2014 – ROCK IN ROMA

METALLICA + ALICE IN CHAINS + VOLBEAT + KVELERTAK
01 luglio 2014 – Ippodromo delle Capannelle – Roma

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Orari:

METALLICA: 21:30
ALICE IN CHAINS: 19:30-20:45
VOLBEAT: 18:00-19:00
KVELERTAK: 17:00-17:30

Apertura cancelli: 15.00
Personale Metalitalia.com stand: Alessandro Corno, Luca Corbetta, Claudio Giuliani
Foto: Francesco Castaldo
Attrezzatura informatica: powered by Getac

Introduzione

Metallica ‘By Request’, ossia i Metallica che eseguono una setlist votata dai fan. E’ questo, assieme al ritorno in Italia di Black Sabbath e Iron Maiden, l’evento metal estivo più importante del 2014. Il Sonisphere Italia approda per la prima volta a Roma, presso l’Ippodromo Capannelle nel contesto del Postepay Rock In Roma, e lo fa portando non solo la metalband più famosa al mondo, ma anche tre supporti di livello, come i ben noti Alice In Chains e i sempre più popolari Volbeat e Kvelertak. Metalitalia.com è presente con il proprio stand e, sempre se non ci saranno i purtroppo soliti problemi di connessione internet via rete mobile, vi terrà compagnia in diretta con un live report scritto e fotografico delle esibizioni di tutte e quattro le performance. Prima, però, due parole sulla location: a porte ancora chiuse, appare evidente una migliore ospitalità rispetto all’Arena di Rho, dove si era svolta la precedente edizione, se non altro perchè sotto ai nostri piedi non troviamo un asfalto rovente, bensì terra ed erba. Parecchi, efficienti e ben forniti sono gli stand gastronomici presenti soprattutto nella parte vicina alle entrate, e discreta é la presenza di punti ristoro anche in prossimità dell’arena e del palco. Lo stage è la solita mastodontica struttura allestita per uno show dei Metallica: enormi megaschermi e il tipico snakepit che permetterà ai fan più fortunati di vedere il concerto a due metri dai musicisti. Il tempo è ottimo, ventilato e non troppo caldo, l’ideale per godersi al meglio la giornata, e i fan già dalle prime ore del pomeriggio si accalcano alle entrate. Alcuni di loro, stando alle testimonianze raccolte dai nostri reporter, sono già qui da giorni e il primato va a due ragazzi di nome Andrea e Leonardo, che sono in coda addirittura dal 29 giugno! Oltre trentacinquemila i paganti previsti per questa sera. Tutto è pronto e a breve i cancelli apriranno per una giornata che ha tutte le premesse per regalare grandi emozioni ai presenti.
(Alessandro Corno)

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KVELERTAK 
17:00-17:30
Provenienza: Stavanger, Norvegia
www.kvelertak.com

Sono le diciassette in punto, quando i sei norvegesi aprono ufficialmente l’edizione 2014 del Sonisphere, la prima a Roma. La maggior parte dei presenti ignorerà che si trova di fronte ad una delle band più ‘di moda’ negli ultimi anni, bravi a proporre dal vivo una sorta di punk dai connotati metal, specialmente per lo screaming mutuato direttamente dal black metal. Ad ogni modo, con la folla già schierata e il Sole che picchia duro, si parte. I suoni sono quelli di uno show all’aperto alle cinque del pomeriggio, confusi e disturbati dal vento che, oltre a soffiare sabbia verso le facce dei fan, disperde anche l’onda sonora. Il gruppo ha solo mezz’ora a disposizione e quindi dedica due secondi netti alla dichiarazione delle proprie generalità: “Hello Rome, we’re Kvelertak from Norway”.  Fra i brani che riconosciamo, mentre le teste di un Rock in Roma che va riempiendosi progressivamente cominciano a ondulare a tempo, spicca “Spring Fra Livet”, pura alternanza di ritmo e scream, e poi la commerciale “Bruane Brenn”, molto divertente e danzereccia dal vivo, la più coinvolgente per il pubblico che non li conosce. Il palco è immenso e loro così piccoli che quasi si fa fatica a riconoscerli, visto l’assembramento di tecnici vari presenti on stage. Non aiuta a distinguerli neanche l’enorme stendardo che campeggia dietro i sei e che riproduce il loro logo, un enorme corvo dai contorni psichedelici che possono tranquillamente prendere le sembianze di una farfalla, se avete già un po’ di birra in circolo. I fan romani dei Kvelertak ricordano l’incendiario concerto di qualche mese fa al Traffic e li si riconosce, perché si fanno largo nell’enorme massa nera che sicuramente i  passeggeri dei voli in atterraggio a Ciampino staranno guardando con curiosità dall’alto. Ad ogni modo, una bella mezz’ora di ‘caciara’ bella e buona per i Kvelertak, cosa chiedere di meglio per aprire un festival come il Sonisphere?
(Claudio Giuliani)

VOLBEAT   18:00-19:00
Provenienza: Copenhagen, Danimarca
www.volbeat.dk

Ormai è una consuetudine ritrovare i Volbeat negli eventi più importanti d’Europa. La band, infatti, da tempo è in netta crescita, con una base di fan che aumenta di anno in anno. Nel nostro paese ancora non riscuotono il successone che hanno in madrepatria o in Nord Europa, dove i loro concerti fanno registrare svariate migliaia di presenze, ma è prevedibile che nel breve futuro la formazione capitanata dal cantante e chitarrista Micheal Poulsen riesca finalmente a far presa sul grande pubblico. Oggi il gruppo sale sul palco carichissimo sulle note ‘western metal’ di “Doc Holliday”, primo dei diversi estratti che questa sera verranno proposti dall’ultimo e convincente album “Outlaw Gentlemen & Shady Ladies”. Strana, ad ogni modo, la scelta di utilizzare questo pezzo, non propriamente popolare, come brano iniziale, ma la resa è buona e il pubblico si scalda in fretta. Poulsen è in forma e la sua voce regge bene, sostenuta da una band che ormai sbaglia poco o nulla, merito anche di un chitarrista che non ha bisogno di presentazioni come Rob Caggiano. Lo show prosegue con “Hallelujah Goat” e le divertentissime “Radio Girl” e “Lola Montez”. I suoni, anche se vanno via via migliorando, non sono eccezionali, purtroppo, e il volume, a parere di chi scrive, non è esattamente al livello che permetterebbe al sound della band di rendere alla perfezione. Poco importa, perché il pubblico segue con piacere e partecipa in buona parte a ogni brano, soprattutto il coinvolgentissimo medley dedicato a Johnny Cash, “Ring Of Fire / Sad Man’s Tongue”. Lo show ormai è decollato: “16 Dollars” strappa applausi anche tra i presenti che non conoscono i Volbeat e lo stesso vale per la più aggressiva “Boa”. Tra i pezzi migliori della performance anche “Guitar Gangsters And Cadillac Blood” e la trascinante “Still Counting”, con Poulsen che sorride e ringrazia la numerosissima folla passeggiando sulla passerella antistante lo snakepit. Lo show si chiude tra gli applausi con “Mirror And The Ripper”, ultimo atto di una prova convincente che ha sicuramente dato modo ai Volbeat di allargare ulteriormente la propria schiera di fan.
(Alessandro Corno)

ALICE IN CHAINS   19:30-20:45
Provenienza: Seattle, Stati Uniti
www.aliceinchains.com

Il pubblico è caldo e, mentre continua l’affluenza dei fan venuti a Capannelle solo per i Metallica, iniziano a suonare gli americani Alice In Chains, con il Sole che va via abbassando la temperatura non di poco. Rock, grunge o quel che preferite: gli Alice In Chains sono un’istituzione e l’applauso che li accoglie appena salgono sul palco ne è la conferma. Non c’è bisogno di scaldarsi, arriva subito “Them Bones” e la melodia si impossessa del Sonisphere. Jerry Cantrell, leader della band, indossa il giubbotto di jeans, canta praticamente sempre e liscia la sua chitarra delicatamente durante i soli di chitarra, che portano il sapore del rock ai massimi livelli. Intorno gli ronza spesso William DuVall, frontman che regge benissimo il palco, specie quando è senza chitarra, percorrendo le ali dello stage andando incontro alla folla, alzando il braccio destro al cielo quando si inarca per lanciare i suoi acuti. Una voce potentissima che si amalgama dolcemente con quella di Cantrell. E la scaletta avanza, pescando fra il vecchio e il recente materiale del gruppo. Dall’ultimo album “The Devil Put Dinosaurs Here” vengono scelte “Stone” e “Hollow”. E poi una bellissima “Again”, seguita dalla non di meno “Check My Brain”.  “We wanna feel you”, dice il frontman in tenuta all-black, chiedendo la partecipazione del pubblico; che reagisce, alzando e ondeggiando le braccia verso il cielo mentre vive l’esperienza Alice In Chains. Il tempo scorre velocemente, segno che la qualità delle canzoni è impeccabile. Arrivano i grandi classici che hanno fatto la storia del gruppo: “It Ain’t Like That”, “Man In The Box”, “Nutshell”, “Last Of My Kind” e “We Die Young”. Il rush finale vede ancora tre canzoni da eseguire. E allora ecco la ballata “Down In A Hole”, che fa venire i brividi quando DuVall dimostra di essere degno cantante del gruppo. E poi segue “Would” prima di “Rooster”, un classico posto alla fine a salutare il pubblico di Roma. “We will come back soon”, dice DuVall. Se ne vanno, il Rock questa sera ce l’hanno messo loro al Sonisphere.
(Claudio Giuliani)

METALLICA   21:30
Provenienza: Los Angeles, San Francisco, Stati Uniti
www.metallica.com

Il cielo è tetro sopra Roma, la luce ha quasi completamente abbandonato l’arena e i fan frementi sono accalcati contro le transenne. Un video introduce l’operazione Metallica ‘By Request’, con la quale i fan hanno potuto votare la setlist di questa sera. Un boato dalla folla esalta e acclama lo spezzone finale del celeberrimo film “Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo”, con la classica colonna sonora del maestro Morricone che ormai da anni introduce la band nei loro live show. Lars prende posto alla batteria, il resto della band irrompe sul palco e le grida della folla vengono zittite da una potentissima “Battery”, la cui esecuzione risulta impeccabile e fulminea. Nemmeno il tempo di un respiro e James, con il suo sorriso caratteristico, scatena le corde della sua White Iron Cross con una “Master Of Puppets” tirata al limite e intonata a squarciagola da tutti i presenti, le cui grida sono così forti da coprire quasi il cantato del frontman. La scenografia e l’imponenza del palco sono impressionanti: megaschermi fanno da sfondo su tutta la lunghezza dello stage, il quale è contornato di passerelle su cui si spostano i musicisti, compreso il famigerato snakepit, che permette a un piccolo numero di fan di vedere lo show praticamente ai piedi del gruppo. La performance procede senza interruzioni e si entra nel mondo malinconico e più rilassato di “Welcome Home (Sanitarium)”, alla fine della quale un breve scambio di battute tra James e il pubblico ci porta a “Ride The Lightning”. Lars, notoriamente considerato il tallone d’Achille delle esibizioni dei Metallica, regge molto meglio del previsto e il suo drumming viene valorizzato da suoni incredibilmente potenti e puliti. I ritmi si rilassano con “The Unforgiven” e dal pubblico si alzano migliaia di telefonini e tablet (una volta sarebbero stati accendini…). Un James questa sera in buona forma annuncia che ancora un brano della setlist può essere votato via SMS e la contesa sarà tra “The Four Horsemen”, “Fuel” e “Whiskey In The Jar”. E’ quindi il turno della nuova e, a nostro giudizio, mediocre “Lords Of Summer”, che non raccoglie grossi consensi nemmeno tra il pubblico più affezionato alla band. Tutt’altra musica e tutt’altra reazione della folla per “…And Justice For All”, le cui ritmiche vengono eseguite senza sbavature e vanno a formare un muro di suono impenetrabile. La pausa che precede la successiva “Sad But True” vede l’ingresso in scena di un fan di nome Riccardo, talmente devoto alla band da aver assistito a ben settantatré show dal 1987 ad oggi, il quale annuncia il pezzo infiammando la folla urlando un “do you want heavy?”. Uno altro stacco solista di basso e un giro completo attorno allo snakepit da parte di Trujillo, con le sue tipiche movenze, permette agli altri di preparare una melodiosa “Fade To Black”, con un’intro inconfondibile di chitarra acustica ottimamente eseguita da mister Hetfield. Al termine del pezzo, il frontman si arma di una Snake Bit ESP cromata per una discreta performance di “Orion”. Un palco immerso nelle tenebre e con impressionanti effetti laser introduce, con i ben famosi suoni di granate e spari, “One”, resa suggestiva da continui cambi di filmati e effetti laser a rotazione! James, incitando il pubblico a cantare, annuncia “For Whom The Bell Tolls”, cantata a gran voce da tutti i presenti. Al termine del brano sale sul palco il secondo ‘ospite’ della serata, Mario Salvatori del local Chapter Italiano Zonametallica.com, il quale annuncia la successiva “Blackened”, eseguita poi a tutta velocità. Nuovo cambio di atmosfere per “Nothing Else Matters”, uno dei lenti più famosi della storia del metal e che trova sempre nel pubblico italiano una grandissima partecipazione. Siamo nella parte finale dello show e “Enter Sandman” apre la strada al consueto, ‘riffatissimo’ assalto sonoro di “Creeping Death”, che fa smuovere e sbattere la testa a tutta la platea. Chiudono le danze “Fuel”, che nel frattempo si è aggiudicata la sopra menzionata votazione via SMS nel corso dello show, e “Seek And Destroy”, sulla quale i fan si divertono a giocare con una miriade di palloni neri marchiati Metallica lanciati dal palco. La band esce di scena tra meritati applausi per una prestazione come al solito non priva di qualche imprecisione ma assolutamente positiva, potente e trascinante. Fiumi di fan si avviano verso le uscite e, a giudicare dalle espressioni e dalle primissime considerazioni, decisamente soddisfatti; merito anche dell’operazione ‘By Request’, che ha permesso loro di assistere ad uno show totalmente composto di grandi classici.
(Alessandro Corno e Luca Corbetta)

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