31/07/2012 - TOTAL METAL FESTIVAL 2012 @ Parco Storico Lago del Bosco - Toritto (BA)

TOTAL METAL FESTIVAL – 31 luglio 2012
Parco Lago Del Bosco, Toritto (BA)

 

Introduzione e report a cura di Francesco La Tegola
Foto di Silvia Minenna

Un Sole insolitamente mite saluta l’orda di metallari accorsi nei boschi di Toritto (Ba), dove per la nuova edizione del Total Metal Festival è stato allestito un vero e proprio villaggio medievale, con tanto di figuranti, ospedaletti, attività come tiro con l’arco, scherma medievale e persino una gogna. Bill ricco di realtà emergenti ed headliner di prim’ordine per l’edizione più ambiziosa della storia della manifestazione. Non è stato facile ottenere cifre ufficiali riguardo gli ingressi, perché nel corso della giornata il lavoro e gli imprevisti sono stati tali da impedire al personale ogni perdita di tempo, quindi stimiamo un’affluenza attorno ai millecinquecento paganti, forse qualcuno di più. Gli headliner sono di tutto rispetto e probabilmente, con qualche nome più robusto da inserire nel mezzo del bill, la qualità sarebbe potuta essere ulteriormente elevata. Un black out verificatosi prima del set dei Dark Funeral e durato all’incirca un’ora ha fatto temere ai più una soluzione simile a quella adottata solo un paio di settimane prima dagli organizzatori del Rock in IdRho, ma fortunatamente i tecnici sono stati in grado di risolvere l’inconveniente ed il concerto è potuto proseguire.
Per chi ha visto nascere e crescere il TMF, quest’edizione è stato un importante passo avanti che cancella definitivamente lo status di festival locale, sebbene per arrivare al Gotha dei festival internazionali ce n’è di strada da percorrere. Ma siamo fiduciosi.

WITH ALL THE RAGE
Una volta arrivati nel suggestivo Parco Storico, la prima band è già sul palco. Si tratta dei siciliani With All The Rage, che sfoderano un rabbioso deathcore pieno di riferimenti a Pantera ed Extrema. Performance breve ed intensa, peccato che ci fosse ancora poca gente a godersela.

YOUR TOMORROW ALONE
Davvero interessanti i salernitani Your Tomorrow Alone, che con rimandi ai vari Paradise Lost (gli ultimi), Anathema e Novembre hanno regalato un buon momento di riff melodici e delicati, con sapienti accostamenti a parti più toste e violente, un valido equilibrio tra growl e voce pulita. Ottima performance. Da tenere d’occhio.

SLEEPING SHOCK
Tocca al prog metal dei giovani Sleeping Shock, altra realtà emergente locale. I ragazzi sono molto bravi e nel loro sound si colgono citazioni a bizzeffe, dai Dream Theater ai Symphony X, ai Pain Of Salvation. Non fossero così plastici e derivativi, sia sul palco che nel songriting, di contro a una tecnica eccellente, sarebbero stati una delle band migliori del festival. Confidiamo nella naturale maturazione stilistica.

SYMBOLYC
Arriva il momento dei campani Symbolyc, uno dei nomi più interessanti del nostro undeground. Col loro death tecnico e potente, l’ottima presenza scenica e l’attitudine sincera possiamo dire che i ragazzi hanno fatto un’ottima impressione sia di fronte al pubblico che al sottoscritto.

SUBLIMINAL FEAR
Altra realtà di casa, i deathster Subliminal Fear, pesantemente influenzati dalla scena svedese, In Flames e At The Gates su tutti. Con un nuovo vocalist tosto e incisivo, anche se a nostro parere meno dotato del precedente, i ragazzi hanno suonato benino, con qualche sbavatura dovuta a problemi audio e un paio di errori. In ogni caso lo swedish-death dei Subliminal Fear funziona e vederli on-stage è sempre un piacere.

REAPTER
È la volta del thrash anni Ottanta dei Reapter, un’energica band capitolina molto influenzata dalla scuola americana, dagli Anthrax passando per i Whiplash, fino a giungere agli Overkill. I ragazzi hanno un sound tosto e piacevole, con influenze heavy, ma si tratta tutt’al più di un buon revival. In ogni caso i Reapter sono degli animali da palco, in grado di coinvolgere il pubblico e far cantare anche chi, come la maggior parte dei presenti, non conosceva i pezzi.

FAKE MORS
I Fake Mors non sono stati affatto male, considerando che si tratta di poco più che ragazzini, e sono dotati di un bagaglio tecnico non indifferente. Il punto, però, è che hanno avuto un sound fin troppo freddo e pulito, con brani dal minutaggio eccessivo e un songwriting talmente raffinato da risultare poco incisivo, almeno in sede live; insomma, un thrash-death molto melodico che guarda al passato con le melodie a là Metallica e al presente coi break arricchiti da una ritmica complessa e tosta, piena di tempi irregolari. Peccato anche per qualche problema audio che ha accompagnato gran parte della performance.

GOLEM
Arriva il momento per le celebrità locali, i Golem. Tornati recentemente all’attacco con un nuovo album che accantona in parte le influenze swedish-death iniziali, a favore di un sound più corposo e carico di influenze rock moderne. La performance è difatti ottima, raccoglie molta gente sotto al palco , gente che si vede scaricare addosso i brani dell’ultimo lavoro ‘One Bullet Left’. Prestazione sopra le righe, con un ottimo lavoro della chitarra solista, con assoli da capogiro, della ritmica e l’accostamento di growl e voce pulita. Una delle esibizioni migliori finora.

KENOS
Personalmente, il sottoscritto aveva grandi aspettative per la performance dei Kenos, band conosciuta anni fa tramite gli ultimi due album e l’ottimo mini “Nightmare To Samara”. E difatti i lombardi hanno letteralmente assalito il pubblico del TMF col proprio thrash-death violentissimo e moderno, dotato di un pesantissimo groove, di riff melodici affatto banali e passaggi techno-death da capogiro. Ovviamente il pubblico risponde, poga e la sensazione che serpeggia è che la qualità vada piano piano in crescendo.

SUBLIMINAL CRUSHER
Non hanno bisogno di presentazioni le bestie umbre Subliminal Crusher, che sfoderano subito un assalto thrash-death che spinge al pogo buona parte dei presenti, che alla fine faranno pure un wall of death. Il loro sound risente molto della scuola europea (The Haunted, Hatesphere, Darkane), ma l’attitudine è tipicamente americana, coi break e la violenza assurda. Sempre meglio.

METHEDRAS
Ancora meno presentazioni per i Methedras, realtà oramai consolidata nell’underground italiano. Autori pure loro di un thrash-death moderno e tostissimo, sul palco hanno dimostrato la meritata fama di macchina da guerra che si sono fatti nel corso della loro carriera. A metà strada tra death moderno e thrash classico, i lombardi hanno letteralmente attaccato il pubblico con la loro sana dose di violenza strabordante, chiudendo con l’immancabile “Free To Hate”. Clamorosi.

SCREAM BABY SCREAM
Make-up e sangue finto per i milanesi Scream Baby Scream, band schock-rock fautrice di un sound che chiama in causa Marilyn Manson, Misfits, Wednesday 13, Alien Sex Fiend. I ragazzi si presentano ‘bene’: il tastierista con una mini-tastierina inzaccherata di sangue e un microfono-flebo e il cantante che si muove con una grande teatralità. In tutta onestà, il sound non è originalissimo ma quantomeno è compatto e senza sbavature, senza contare che sul palco la band ci sa fare. Simpatica la chiusura affidata a una personale re-interpretazione di “Bad Romance” di Lady Gaga.

SADIST
Arriva il momento dei big, e chi meglio di Trevor dei Sadist può rendere l’idea? La band sfodera subito le sue armi migliori con brani presi dall’ultimo album e da “Tribe”, dimostrando che, nonostante gli anni, lo smalto fatica a venir via. Impressionante a dir poco la performance di Tommy Talamanca nel doppio ruolo di chitarrista e tastierista, spesso costretto a far entrambe le cose contemporaneamente. La band va dritta come un treno fino alle mitiche “Tearing Away” e “Sometimes They Come Back”, eseguite alla perfezione con tanto di ovazioni ed esplosione di entusiasmo. Perfetti, non c’è altro da dire.

DARK FUNERAL
Durante il cambio di palco tra Sadist e Dark Funeral accade l’imprevisto. Saltano tutte le luci di stand, mixer e palco, e cala una silenziosa oscurità sul villaggio, in cui regna lo sbigottimento generale. Lo staff si affanna per riparare il guasto, mentre l’organizzatore cerca di tranquilizzare il pubblico dal palco. Passa più di un’ora, i mormorii cominciano a diventare fischi e urla e la tensione è sempre più palpabile, fino a che il palco e gli stand si accendono all’unisono, come un albero di Natale, tra il sollievo generale. Dopo un veloce soundcheck, con scaletta leggermente ridotta per forza di cose, i Dark Funeral sono sul palco. Cominciamo dal nuovo vocalist Nachtagam: non possiede neanche lontanamente la teatralità di Emperor Magus Caligula, ma la voce e l’attitudine ci sono tutte. La band suona potente e decisa, non sbaglia un colpo, esegue le immancabili “The Arrival Of Satan’s Empire”, “Vobiscum Satanas” e la devastante “My Funeral”, brano che ha chiuso la performance infuocata degli svedesi. Devastanti e impressionanti nonostante la scaletta rimaneggiata e un’evidente stanchezza mascherata con grande professionalità.

TESTAMENT
Fervono i preparativi per i Testament, quando il sottoscritto assiste a una delle scene più belle di tanti anni di concerti: la band scherza nel backstage insieme a due bambine piccolissime che ‘nuotano’ in una T-shirt sbiadita autografata da tutti i componenti. Dopo questo simpatico siparietto, i californiani salgono sul palco e attaccano con “Rise Up”, direttamente dal nuovo album “Dark Roots Of Earth”. Si procede con “The New Order” e il classico devastante “Into The Pit”. La band è in forma smagliante, Chuck Billy saltella sul palco con una mini-asta luminosa con cui fa air-guitar, facendo il verso a un Alex Skolnick sopra le righe. Chiedete di Gene Hoglan? Volete sapere come se la cava lì dietro alle pelli? No, dico, scherziamo? Che domande sono? Intanto si procede con classiconi come “The Preacher”, “Practice What You Preach” e brani più recenti come “More Than Meets The Eye”, il nuovo singolo “Native Blood” e la title track del nuovo album, molto cadenzata e dal gusto Metallica-Black Album, suonata per la prima volta dal vivo. Arriva l’ora della devastazione con “Over The Wall”, che come potete immaginare ha scatenato un pogo infernale. Si chiude presto una performance devastante da parte di una band super-professionale, che ha molto ancora da dire e che continua ad emozionare metallari di ogni parte del mondo.

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  • Misko

    Un paio di righe in più, almeno per i gruppi principali, non sarebbero state male! Comunque interessante…

  • Neige93

    Comunque non è una critica al recensore, è una critica al festival. Mi dispiace molto, davvero, sentir parlare di questo scempio in toni positivi. Mi disgusta, mi disgusta, mi disgusta tutto quello che gira attorno a questo festival, tutto il discorso accertato del Pay2Play che fa schifo e pietà al cazzo. E fuori c’era Gerardo Cafaro che testa bassa distribuiva volantini per l’ Agglutination. Non è per voi, è il per il festival, dovrebbe non esistere. Che schifo.

  • auichae

    è vero, fa schifo, ma la colpa è anche dei gruppi che si prestano a queste cose!

  • simothrasher

    Siamo tutti d’accordo sul fatto che il pay to play è uno schifo ma dobbiamo farcene una ragione ed addattarci perche oramai se vuoi fare successo devi cominciare in questo modo pagando x suonare ai festival e farti conoscere so benissimo che così si distrugge la musica però e anche inutile continuare a rimarcarlo è cosi purtroppo

  • theripper74

    a parte il pay to play che ritengo squallido ma purtroppo necessario è stata tutta l organizzazione a non piacere.c’è molto da crescera ma questi ragazzi vanno comunque ringraziati per aver portato il metal da noi una volta tanto.Gerardo Cafaro merita un discorso a parte….bisogna incitare e supportare chi si fa in 4 per noi metallari.le critiche siano solo costruttive,perchè poi ai festival del nord italia non si sta un gran che meglio…..

  • Andy,71

    Cazzo ma ditemi anche un solo gruppo italiano che dopo aver pagato per suonare abbia fatto successo?Non esiste,e basta con stà merda col cazzo bisogna pagare ,”Dobbiamo adattarci?”ma col cazzo ripeto,festival patetico,tutti a chieder soldi per dare cachet mostruosi ai cazzo di testament,che io adoro,ma a queste condizioni facevano meglio a starsene in america….e quì?un sacco di band a spendere una manata di soldi per un cazzo,svegliatevi!quei 2000 euro spesi inutilmente avreste potuto usarli per la band,invece di una patetica comparsata!Così la musica muore!Andy,71!

  • doniek

    pienamente d’accordo con andy 71! ragazzi svegliatevi e non pagate mai per una cosa del genere…con 2000 euro oggi ci registrate un disco! e soprattutto i curriculum nella musica non servono a niente…aver suonato di spalla ai testament alle 2 di pomeriggio vi farà fighi solo con i vostri amici. piuttosto, veramente, affittate uno studio e registrate la vostra musica…

  • Killinginthenameof

    Vorrei spezzare una lancia in favore dei gruppi che hanno partecipato al TMF. I discorsi che voi fate per il paytoplay sono giustissimi. Però dovete considerare due cose importantissime. Prima cosa, non sò quanti di voi sanno effettivamente quanto hanno pagato questi gruppi per suonare. Non credo che tutti abbiano sborsato 2000 euro per suonare alle 15. Non sapete se avevano sponsor, se le varie etichette hanno investito una percentuale ecc.ecc. questo non lo saprete mai. Ma in ogni caso, il sudore con cui hanno risparmiato stì soldini, le ore perse in sala prove per prepararsi al meglio per l’evento e tanto altro, solo questo dovrebbe far riflettere tutti voi, e non sparare merda a prescindere. Oggi il metal in Italia, và così, i gruppi hanno una responsabilità relativa. Non si può dire solo che schifo, altrimenti in Italia col cazzo che i vari gruppi possono avere quel minimo di consenso. Inoltre, seconda cosa, la colpa di tutti questo è da ricercare proprio in voi/noi. Semplicemente perchè le cose, rispetto a tanti anni fà sono diverse. Io sono un collezionista di cd, ne ho circa 3000 ed oggi ancora compro cd originali. Prima ci basavamo solo ed esclusivamente su recensioni su giornali, e su 5 uscite, almeno 3 erano da comprare. Oggi, di uscite ne abbiamo 100 e solo 1 gruppo è buono. Il mercato discografico stà morendo e questi gruppi non hanno possibilità di emergere, in questo marasma di inutili uscite discografiche. Lo possono fare solo in questa maniera, altrimenti saranno sconosciuti ai più. La colpa è nostra/vostra, perchè non si comprano più Cd, ma si scaricano. Personalemte al TMF ho trovato ottimi 2 gruppi e subito mi sono procurato i loro cd. Ora aspetto un loro nuovo album, ma come stiamo messi e grazie a chi critica solamente ed è restio a comprare cd originali, questi gruppi, anche se ottimi, anche se originali, moriranno, perchè non ci sarà mercato. E se pagano per suonare è perchè sono costretti, perchè solo in questa maniera possono essere notati.
    Spero che il concetto è chiaro e spero di essermi espresso bene, anche se andavo di fretta.
    Scusate delle molte parole e spero che in Italia il metal possa vivere sempre grazie a noi che compriamo cd originali, altrimenti saremo costritti ogni giorno a criticare il caro paytoplay.

  • Andy,71

    Guarda Killinginthemaneoff,io ti parlo anche da musicista,ho 41 e sono appassionato della NOSTRA musica da più di 25 anni,e ti dirò,suonando da 20 di cose ne sò abbastanza,io per il momentol’unico disco che ho fatto me lo son fatto con la band per cazzi nostri,in 20 anni me ne han chiesti di soldi,ma ho risposto fanculo!i soldi che si fnno nei live,veramente una miseria servono per fare i dischi e per la srtumentazione,ti ripeto non esiste una sola band nella storia italiana che abbia svoltato grazie ad aver pagato i live,cazzi non ce n’è quindi un motivo ci sarà,no?Le band non sono costrette un cazzo,è come nella politica se mai ci si ribella,mai cambierà un cazzo,voglio vedere se tutti dicono no grazie…..A me è arrivata via mail un documento per suonare alle 16 al Total 1850 euro…….Ma VAFFANCULO lo ripeto,cazzo basta un pò di dignità,e far si che suonare gran musica rimanga orgogliosamente il nostro cazzo di sogno!meditate…..Andy,71!

  • Killinginthenameof

    Andy, non stò asserendo che le band abbiano fatto bene, anzi. ma dobbiamo anche dire che sono ragazzi senza un minimo di esperienza e se lo fanno mettere in quel posto senza sapere nemmeno quello che stanno facendo. Personalmente ho fatto più live di tutti questi gruppi messi insieme senza sganciare 1 monetina, con 1 solo album all’attivo, fatto negli anni novanta. Ma sò di gruppi che oggi, per fare un tour europeo mollano dalle 200 alle 300 euro a serata, senza guadagnare nulla, anzi rimettendoci anche i soldi di viaggio e spese varie.
    Il consiglio che posso dare, per esperienza personale, è che è meglio conservarsi i soldi per fare un album nuovo, anzichè sperperare money per andarsi a fare serate inutili. Se un secondo o terzo album vale ed è di qualità superiore alla media, queste giovani band vedranno arrivare da loro offerte per suonare. Poi ovviamnete chiunque fà quello che vuole nella vita. se si hanno soldi, bhè che si facciano anche live pagando. Ma se non si hanno, perchè investire sul nulla?
    Un consiglio lo dò anche alle nuove leve del metal. Comprate cd originali e non scaricate. fate vivere il metal. Scaricando fate solo i comodi di mette in rete abusivamente gli album. Non sò in verità come funziona, ma non vorrei che chi ha siti di download si fà ville con piscine, mentre chi suda per fare un cd, magari anche con talento, vede morire la propria proposta. Su questo vorrei fare anche io meditare.

  • 1919 sud

    Con 2 wc e mezzo stand x cibo voto 2
    per la passione ,lavoro ,x metal 10

  • godlessfuture

    non sono d’accordo su una cosa:dici che questi gruppi possono emergere dal marasma solo con il pay to play.scusa,secondo me è una boiata:dando visibilità a cani e porci”basta che paghino” si alimenta il marasma,diventa sempre più difficile trovare gruppi validi,distinguerli da tutto il resto.anche perchè con i passi da gigante che ha fatto la tecnologia anche 4 pirla sono in grado di registrarsi un cd curato e professionale.è sempre di più in mano alle agenzie il discorso live.cazzo,ci sono cover band che non muovono un muscolo senza un’agenzia dietro al culo.il problema è la mentalità della gente,andare a vedere quattro scemi che stanno ancora a far cover e sbattersene di gruppi underground che fanno musica propria nel locale a 10 km da casa.anche l’uso che facciamo di internet,scarichiamo a destra e a manca quando potremmo conoscere tanti gruppi validi anche delle nostre parti e andarli a vedere nel suddetto locale,magari comprandoci 5 € di demo.la scena va avanti se chi merita riesce ad emergere.se buttiamo tutto nel calderone,tra 5 anni nemmeno ci ricorderemo di chi ha suonato oggi.tra 20 anni staremo ancora a far cover dei metallica.la mentalità della gente deve cambiare,riempiendo un locale quando ci sono ragazzi che propongono le proprie idee e stando a casa quando fanno le solite cover.

  • Hari Seldon

    …e poi ci sono piccoli festival che non fanno pagare i gruppi ma pagano le bands per suonare…dovrebbe essere ovvio ma penso che sia quasi un eresia…

  • http://www.facebook.com/people/Vittorio-Brun/580562242 Vittorio Brun

    lacuna coil?

  • Andy,71

    Vittorio brun,io conosco i ragazzi(Lacuna Coil)da circa 20 anni ancora da quando si chiamavano Sleep of Right,a me non risulta che abbiano mai pagato un live,ma anche se fosse,una band,dico una sola band in più di 30 anni di metal italiano,non ti pare pochino?cazzi non ce ne sono,non solo pagare,ripeto fà schifo,ma in più non ritorna assolutamente nulla!Ma io dico,suonare per passione e amore della musica?andare in giro e diffondere la prorpia musica per passione pura,no?ma cazzo tutti che vogliono fare le rock star,tutti che parlano di businness…..Prima passione e amore per la nostra grande musica,questo dovrebbe bastare!Andy 71

  • http://www.facebook.com/people/Vittorio-Brun/580562242 Vittorio Brun

    io ho sentito da gruppi che li conoscono bene (non mi pare giusto fare nomi) che hanno pagato, specie in usa, per partecipare ad alcuni tour…cosa che onestamente mi ha intristito parecchio, perché se pagano loro…