31/08/2013 - Vista Chino + Rhyme @ Rockplanet Club - Cervia fraz. Pinarella (RA)

Report e foto a cura di Davide Romagnoli

Certo, non ci sono Cadillac e paesaggi desertici di fianco, cactus e pejote, ma l’atmosfera che si respira in Riviera nei pressi di Pinarella di Cervia è quella tipica dello stoner rock di cui è intrisa tutta l’umidità presente in zona. Altrettanto certo è che il nome nuovo forse non sarà noto a tutti, ma la formazione dei Kyuss Lives è ormai diventata Vista Chino. L’attesa impaziente per il nuovo materiale in uscita a settembre può trovare sazietà in questa succulenta data estiva dove, oltre a questi nuovi brani, sono ovviamente presenti i grandi pezzi dei tre dischi chiave della formazione californiana dei Kyuss, da “Blues For The Red Sun” a “Welcome To The Sky Valley” fino a “..And The Circus Leaves Town”. L’odore di stoner è nell’aria e si miscela perfettamente con quello di rucola e squacquarone, trovando posto nella sempre ottima location del Rock Planet e della calda accoglienza dei presenti verso Mr. Garcia e soci.

 

VISTA CHINO - Rock Planet- 31-7-13

 

RHYME
Compito non semplice aprire lo show ad una tanto attesa esibizione. Compito ancora più arduo se non si è del tutto affini con le progressioni psichedeliche tanto care ai fan dei Kyuss. Compito, però, pienamente assolto dai Rhyme. La formazione di Milano, che avevamo già avuto modo di apprezzare nelle recenti esibizioni live ma anche grazie ai due ottimi lavori in studio, colpisce per carisma e per credibilità. La scaletta ripropone molti dei brani dal nuovo “The Seed And The Sewage”, uscito per Bakerteam, e un paio di brani del primo “Fi(r)st”, come il singolone finale “Step Aside”, sempre di notevole presa. Associati molto spesso a realtà statunitensi, i lombardi ripropongono l’efficacia tipica del detective nato dal pugno di J. Deaver, Lincoln Rhyme, strutturandola in un hard rock potente, di stampo sicuramente anni Novanta, con venature nu metal.  Ricordando un po’ i Godsmack o i Sevendust, o al limite gli Stone Sour, i nostrani riescono a strappare più di un applauso di consenso al pubblico, facendo un’ottima impressione e lasciando a tutti un pensierino sull’andarseli a rivedere presto.

VISTA CHINO
Buttati via da tempo air monitor e metronomi, ecco salire sul palco i Vista Chino, nuovo nome per la formazione dei Kyuss Lives, a sua volta riferiti alla mitica band Kyuss, paladina indiscussa dello stoner rock californiano anni Novanta. Anche non volendo, imprescindibile risulta il confronto che si deve fare tra Vista Chino e Kyuss, o Kyuss Lives. Una volta che una band dal vivo fa del repertorio di pietre miliari di un genere intero il suo punto forte, peraltro non presentando la scaletta come diversificata in più parti, allora non si può che applicare il giudizio-bilancia anche sui nuovi brani che intervallano nella setlist i capolavori del passato. Il disco uscirà fra poco più di un mese e avremo modo di parlarne approfonditamente, ma quello che si è potuto sentire dai cinque brani di stasera, essendo talmente ravvicinato all’altro materiale, non può prescindere dal paragone. Ed è un paragone pesantissimo, perché vi è un abisso intero, una fossa delle Marianne, una Death Valley tra i brani nuovi e i vecchi. Nessuna progressione psichedelica, nessun cambio di tempo, nessun wah wah rumoroso che fa fischiare le casse Orange, nessun basso ipergonfio che ti fa vibrare anche le vertebre più nascoste dello scheletro. Non si sta parlando di progetti come Hermano, Slo-Burn, Unida, etc. Si sta parlando di un progetto che dal vivo propone i pezzi dei Kyuss. Non possiamo esimerci da questo nel valutare, come anticipazione, questo nuovo materiale. Eppure c’è un uomo di nome John Garcia che può rendere godibile ogni pezzo a cui la sua voce si appoggia. E’ lui il vero uomo della serata, quello che dà qualcosa in più a dei brani che non brillano particolarmente a livello compositivo. Pur dicendo ben poco, questi cinque pezzi sono suonati da una formazione ottima che presenta l’ormai fisso Bruno Fevery alle chitarre, che ripropone fedelmente e con personalità le partiture di un genio del calibro di Josh Homme,  il bassista dei Corrosion Of Conformity Mike Dean, che ha preso il posto di Nick Olivieri nel tour, e mr. Brant Bjork, uno dei batteristi che ancora oggi, quarantenne, spacca le pelli come se fosse un diciottenne. Una caratura, un gusto e un tocco incredibili lo contraddistinguono ad ogni esibizione. Come il giudizio imprescindibile di prima sul valore compositivo dei brani targati Vista Chino, anche questo sulla formazione è un punto di cui tenere conto. Musicisti di un certo calibro professionale non si trovano su ogni palco… fatto è che, quando partono canzoni come “Gardenia”, “Supa Scoopa & The Mighty Scoop” e “Green Machine”  ci viene voglia di bloccare il tempo e rimanere per sempre in quei dieci minuti di musica, cancellare dalla setlist qualunque altro brano che non provenga dagli anni Novanta e riascoltarlo per sempre. Chicche incredibili anche le riproposizioni di “Whitewater” e “Odyssey” da “Welcome To The Sky Valley”, pezzi sicuramente minori della produzione Kyuss ma che fanno impallidire per quanto sono eseguite alla perfezione, in particolare dall’immenso Garcia, che gode di uno stato di forma, vocale e fisico, incredibile. Poco eloquente come al solito, camicia e mocassino, sembra perfino più belloccio del passato, ricordando molto il Tony Stark di Iron Man. Se fosse volato via in armatura come il supereroe nessuno si sarebbe stupito, più di quanto lo si potrebbe essere nel sentirlo ancora poggiare le mani su un microfono, con la sua consueta posa plastica.

 

VISTA CHINO - Rock Planet - 2013

 

Setlist:

Adara
One Inch Man
Gardenia
Dargona Dragona
Sweet Remain
Asteroid
Supa Scoopa and Mighty Scoop
Hurricane
Thumb
Green Machine
Freedom Run
As you wish
Whitewater + Odyssey
Planets 1 & 2

 

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  • Tarma

    Concerto spettacolare…punto!