1349 – Beyond The Apocalypse

Pubblicato il 08/06/2004 da
voto
6.0
  • Band: 1349
  • Durata: 00:47:36
  • Disponibile dal: 19/04/2004
  • Etichetta: Candlelight
  • Distributore: Audioglobe

Dopo il brutto, bruttissimo “Liberation” ritorna la band norvegese dei 1349. Attirata l’attenzione dei media solo ed esclusivamente per il fatto di aver tra le proprie file Frost, batterista dei Satyricon, i 1349 cercano di dimostrare a tutti di avere qualcosa di personale da dire. Sono passati ben tre anni da “Liberation” (anche se era stato pubblicato dalla Candlelight soltanto un anno fa) e un minimo di maturazione si vede in seno al quintetto nordico. Per fortuna la produzione non è più penosa come nella passata release, stavolta si tratta di una registrazione glaciale seppur scarna, ma adatta quanto basta a dare una buona prestanza a “Beyond The Apocalypse”. I cambiamenti, in meglio, sono subito intuibili dall’opener: il songwriting è sempre spezzettato seppur sparatissimo, ma le canzoni sembrano scorrere via abbastanza brutali e dirette. Dato che il (presunto) successo di questa band deriva tutto da Frost allora è bene dire anche qualcosa riguardo allo storico batterista della scena black norvegese: per un drummer dotato e voglioso di far marciare il proprio strumento a mille all’ora deve essere piuttosto riduttiva la presenza su un cd come quel “Volcano” dei Satyricon, l’antitesi dell’esplosività per uno strumento come la batteria. La voglia di scatenarsi deve essere piuttosto alta in Frost, che lo dimostra abbondantemente dando una dimostrazione di tecnica e velocità davvero invidiabile. A differenza di “Liberation”, su cui non aveva suonato magnificamente intestardendosi su tempi e passaggi non esaltanti e a volte controproducenti per i gli stessi brani dei 1349, stavolta la batteria è la parte forte del cd, capace da sola di alzare il tasso tecnico dell’intera release. Per quanto riguarda il resto della band bisogna dire che qualche miglioramento c’è, anche se bisognerà aspettare ancora parecchio prima di parlare del suddetto gruppo con toni entusiastici. Si parte bene con “Chasing Dragons”, molto veloce e per certi versi in stile Gorgoroth, ma anche con quel riffing spezzettato e non sempre trascinante tipico delle vecchie release della band. Con la titletrack si ritorna, ahinoi, ai livelli deprecabili di “Liberation”, con una canzone che trasmette veramente poco e si perde in un songwriting di seconda mano molto ingarbugliato e scialbo. I dubbi continuano nella seguente “Aiwass Aeon”, brano thrash estremizzato (grazie alle velocità supersoniche raggiunte da Frost), ma povero e mal tradotto in un capitolo black metal. Dal brano seguente in poi i 1349 si risollevano parzialmente, sfoggiando dei brani per lo meno sufficienti tra i quali però va segnalato “Singer Of Strange Songs”, decisamente il top compositivo raggiunto nella carriera dalla band. Black metal vomitato a tutta velocità con un mood violentissimo e un’atmosfera (questa volta sì) gelida, ma scarno nelle idee e nel risultato finale. Un cd che raggiunge la sufficienza e che dona un minimo di dignità ad una band sorretta dalla presenza di Frost. Ma ci vorrà ancora chissà quanto tempo prima che i 1349 vengano ricordati come una band black metal e non come un gruppo che fa da contorno alla presenza (a doppio taglio) di Frost.

TRACKLIST

  1. Chasing Dragons
  2. Beyond The Apocalypse
  3. Aiwass Aeon
  4. Necronatalenheten
  5. Perished In Pain
  6. Singer Of Strange Songs
  7. Blood Is The Mortal
  8. Internal Winter
  9. The Blade
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