1476 – Our Season Draws Near

Pubblicato il 14/04/2017 da
voto
7.5
  • Band: 1476
  • Durata: 00:57:07
  • Disponibile dal: 31/03/2017
  • Etichetta:
  • Prophecy Productions
  • Distributore: Audioglobe

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Non è mai facile scrivere una recensione per una band come i 1476: ci si trova a fissare il proverbiale foglio bianco, cercando un punto di riferimento, qualcosa che possa aiutare chi scrive a dare una forma agli innumerevoli spunti che questa formazione americana offre all’ascoltatore. Provenienti dal New England, uno dei luoghi più oscuri ed esoterici del Nuovo Mondo, i 1476 costruiscono un album che rende omaggio alla loro terra, con i suoi paesaggi spogli, le sue scogliere e il mare gelido d’inverno. Non scelgono una strada facile, ma al contrario giocano la carta dei contrasti, degli accostamenti arditi, come il bagaglio culturale da cui provengono, che comprende folk, punk, metal, new wave, ambient e tanto altro. Basterebbe ascoltare i primi tre pezzi di “Our Season Draws Near” per capire di cosa parliamo: “Our Silver Age” inizia in maniera minimale e sussurrata, con la chitarra acustica e la voce del cantante a dipingere con malinconica leggiadria un quadro spoglio dalle tinte neo-folk, per poi esplodere con una chitarra lancinante che scava nell’anima; poi è la volta di “Ettins” e l’atmosfera diventa completamente diversa, ruvida, ancora spoglia, sì, ma grezza e distruttiva, con un approccio e uno stile post-punk e la voce che da soave si trasforma in uno screaming asciutto; infine “Winter Of Winds” che riunisce questi due estremi in una sintesi gelida ed atmosferica. “Our Season Draws Near” è un album da scoprire, non semplice e non ci stupiremmo se alcuni ascoltatori si ritrovassero ad apprezzare una parte della loro proposta, non comprendendo invece altre sfaccettature del loro sound. Anche chi vi scrive, ad esempio, si trova molto più vicino alle atmosfere più rarefatte e malinconiche espresse dal duo statunitense, trovando l’apice dell’album in una composizione come “Solitude (Exterior)”, avvolgente e capace di elevare l’ascoltatore in un crescendo che parte in acustico per poi evolversi con le chitarre elettriche senza risultare mai sdolcinata. Al contrario, quando la band lascia emergere la sua anima post-punk, ci sembra che il risultato sia inferiore, seppure dignitosissimo. Si tratta di inclinazioni personali, che possono e devono variare da persona a persona, perché l’arte non parla la stessa lingua per tutte le persone. Quello che possiamo dire con certezza, comunque, è che abbiamo a che fare con un lavoro maturo, elegante e personale, che merita un ascolto approfondito dagli amanti delle sonorità più riflessive e struggenti.

TRACKLIST

  1. Our Silver Age
  2. Ettins
  3. Winter Of Winds
  4. Solitude (Exterior)
  5. Odessa
  6. Sogern (Sunwheels)
  7. Solitude (Interior)
  8. By Torchlight
  9. Winter Of Wolves
  10. Our Ice Age
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