6.5
- Band: 3 INCHES OF BLOOD
- Durata: 00:51:00
- Disponibile dal: 31/08/2009
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: EMI
Spotify:
Apple Music:
“Siamo fan del vero metal e abbiamo fatto un disco metal senza compromessi”. Questo ha dichiarato il chitarrista Shane Clark circa il nuovo album dei 3 Inches Of Blood. Come dargli torto? “Here Waits Thy Doom”, il primo lavoro della band ad uscire per Century Media Records, è ancorpiù legato al metal classico e intransigente che i lavori precedenti. Alla seconda voce infatti non troviamo più Jamie Hooper con il suo cantato estremo e anche a livello di songwriting si nota un’ancor maggiore predominanza di una vena classic. L’iniziale “Battles And Brotherhood” è l’esempio lampante di quanto detto, un brano speed metal guidato dallo screaiming alla Udo Dirkschneider/Halford di Painkiller del cantante Cam Pipes. Solo nell’ultimo minuto il pezzo vira sul thrash per un finale all’insegna dell’headbanging più forsennato. Le successive “Rock In Hell” e “Silent Killer” con i loro chorus immediati e il loro guitar work abbastanza melodico, sono pezzi che arrivano diretti dalla NWOBHM dei primi anni ottanta, solo con un po’ di velocità in più. Anche i suoni sembrano rifarsi proprio a quel periodo, in realtà togliendo però parte dell’impatto che il sound della band aveva nei due primi album. La batteria in particolare sembra soffrire di un suono poco potente, sebbene la prova al drumkit del nuovo entrato Ash Pearson sia di tutto rispetto. Proseguendo nell’ascolto notiamo il diverso taglio su coordinate hard quasi settantiane (con tanto di hammond) di “Preacher’s Daughter”, i riff thrash e tempi più sostenuti di “Call Of The Hammer” mentre “All Of Them Witches” è un up tempo che suona decisamente maideniano come ritmiche e trame chitarristiche. I brani sono mediamente discreti ma quello che alla lunga può penalizzare il disco è una certa monotonia del cantato di Cam Pipes che rende un po’ simili tra di loro i brani. Meno esplosivo dei due precedenti e sicuramente meno adatto al mercato discografico, “Here Waits Thy Doom” è ad ogni modo un ascolto consigliato a chi ha sempre nel cuore il metal classico incontaminato degli anni ottanta.
