7.0
- Band: 36 CRAZYFISTS
- Durata: 00:47:30
- Disponibile dal: 29/09/2017
- Etichetta:
- Spinefarm
- Distributore: Universal
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Quindici anni e sei album dopo “Bitterness The Star” – debutto su major coetaneo, giova ricordarlo, di un certo “Alive Or Just Breathing” – poco o nulla è cambiato in casa 36 Crazyfists. Sopravvissuto indenne al passaggio di tre correnti (nu-metal, metalcore ed emo) ed altrettante etichette (Roadrunner, Ferret, Spinefarm), il quartetto originario dell’Alaska ha sempre tirato dritto per la propria strada, restando in quella linea di galleggiamento tra successo mainstream e pubblico di affezionati, sufficiente comunque a garantire un’intensa attività live e discografica, interrotta solo tra il 2010 e il 2015. A due anni di distanza da “Time And Trauma”, questo nuovo “Lanterns” conferma il ritrovato stato di forma dei 36 Pugni Pazzi, trainati come sempre dall’ugola pattoniana di Brock Lindow e dal riffing deftoniano di Steve Holt, compagni di ventura dal lontano 1994. Ferma restando l’assenza di novità, segnaliamo tra gli episodi migliori “Better And Burn”, “Sea And Smoke” e “Old Gold”, ennesimi esempi di quel perfetto equilibrio tra ritmiche metalcore e melodie ficcanti pur senza mai scadere nel cliche; un equilibrio mantenuto col bilancino lungo tutta la tracklist, e variato solo in occasione dell’opener “Death Eater” (fin troppo tirata per i loro standard, e per questo tra le meno convincenti del lotto) e delle immancabili tracce acustiche (“Where Revenge Ends”, “Dark Corners”), ideali cartoline della solitudine marinara. Tra le poche formiche in una scena piena di cicale, grazie anche alla lontananza stilistica e geografica dalla colonia del Massachusetts, i 36 Crazyfists dimostrano di avere ancora qualcosa da dire, compensando la mancanza d’inventiva con la coerenza e la qualità del songrwiting: per chi ha imparato ad apprezzarli con i primi quattro lavori, un disco da mettere in wishlist a scatola chiusa.
