7.0
- Band: 3RD WAR COLLAPSE
- Durata: 00:30:32
- Disponibile dal: 24/08/2023
- Etichetta:
- Lethal Scissor Records
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Aspettando il nuovo Dying Fetus, la cui uscita è in realtà imminente, la Lethal Scissor fa cosa buona e giusta ad immettere sul mercato il secondo full-length dei 3rd War Collapse, progetto internazionale che, grazie a questo pugno di brani, ribadisce tutta la sua capacità di omaggiare un certo tipo di death metal senza perdere in partenza il confronto con i maestri. Pur essendo dislocato tra Brasile e Finlandia, il terzetto dà qui prova di grande coesione interna, come se i brani, nel loro sprigionarsi vorace e poderoso dagli strumenti, fossero stati effettivamente composti insieme in sala prove, per trenta minuti di musica sicuramente impersonali ma – in maniera altrettanto decisa – efficaci, fluidi e rifiniti.
Una tracklist archiviabile in una nicchia sonora ben definita, la cui oscillazione continua fra groove e tecnica non porta fortunatamente ad eccessi nell’uno o nell’altro senso; “Catastrophic Epicenter”, infatti, non si fa né portavoce di quello slam becero e privo di vitalità di tante formazioni ‘brutal’, né di stucchevoli tendenze onanistiche che ne annacquerebbero il risultato finale, raggiungendo un equilibrio espressivo figlio di una scrittura che sa esattamente come bilanciare i propri ingredienti principali. Come detto poc’anzi, siamo dalle parti della band di John Gallagher e di realtà affini come Vomit the Soul, Skinless e Misery Index, per un flusso in cui elementi death, grind e hardcore si mischiano trovando continuamente il riff o il breakdown più adatti a demolire la cervicale dell’ascoltatore, mentre un growl gorgogliante ma spontaneo viene chiamato a fare da collante.
Musica che, va da sé, antepone l’impatto e la ferocia a qualsiasi altra possibile sensazione, baciata da una resa sonora azzeccatissima e da una vena catchy non sempre rintracciabile in opere come “Wrong One to Fuck With” e “Reign Supreme” (diamo a Cesare quel che è di Cesare), i cui unici limiti risiedono in una personalità giocoforza poco sviluppata e in una costruzione tanto solida quanto omogenea, priva di veri highlight. Nulla di fuori posto, insomma, ma neanche di così fragoroso e coinvolgente da farci gridare al miracolo.
Ciononostante, complici la cura per i dettagli e il tiro non certo irrisorio di episodi come l’opener/titletrack, “Legion of the Infested”, “Coffin Shortage” o della conclusiva “The Last Ecatomb”, non possiamo fare a meno di consigliare il ritorno dei 3rd War Collapse a tutti coloro che, a mezz’ora di blast-beat ininterrotti, preferiscono uno stile death metal più grasso e dinamico. Quel che si dice un buon disco di genere, che sottolinea nuovamente il fiuto della label nostrana dopo il recente esordio dei Mutual Hostility.
