HEXORCIST – Evil Reaping Death

Pubblicato il 18/07/2021 da
voto
7.5
  • Band: HEXORCIST
  • Durata: 00:35:28
  • Disponibile dal: 26/07/2021
  • Etichetta:
  • Godz ov War
  • Memento Mori
  • Unholy Prophecies

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Un maggiolino giallo tirava dritto lungo una strada di montagna, affiancata da un lago maestosamente mite. La scena, vista dall’alto, ci permetteva di gustarci il vasto panorama: il blu profondo dell’acqua, il bianco delle vette innevate, il verde dei pini a delineare la lunga linea cementata ed un puntino giallo sempre in movimento. Vi era tuttavia qualcosa di disturbante in questo quadro cinematografico, che infastidiva e che, contemporaneamente, trasmetteva angoscia e timore, lanciando cattivi presagi per ciò che sarebbe accaduto di lì a breve. Erano le note del “Dies Irae”, canto gregoriano del XIII secolo, armonizzato successivamente dal compositore francese Hector Berlioz e rivisto, per il lungometraggio in questione, da Wendy Carlos. Così si apriva “Shining”, capolavoro di Stanley Kubrick, così si apre il qui presente “Evil Reaping Death”, debutto ufficiale degli Hexorcist, quartetto americano attivo da un paio d’anni, amanti e fautori di un death metal che affonda le proprie radici nell’old school più remoto, aggrappandosi con forza alle lancinanti invettive sfoderate a suo tempo da band quali Morbid Angel, Death (i primi) e Sarcofago, inasprendo il tutto con un velo di proto-death, utile ad invecchiare ulteriormente il proprio esordio. Potremmo definirlo un lavoro datato, primordiale, uscito da chissà quale scatolone scoppiettante musicassette di fine Anni ’80 e invece, grazie ad una freschezza di fondo, i quattro Hexorcist (rigorosamente senza nome, ma semplicemente presentati come primo, secondo, terzo e quarto) ci restituiscono una cartucciera di dieci pezzi in cui le prime forme di black/thrash e death si riuniscono in un’orda di assoluta malignità, come ben rappresentata dalla rinascimentale copertina, trasudando viltà e blasfemia da ogni singolo brano.
La sensazione di essere catapultato agli albori sulfurei del genere arriva spedita e infuriata con “Exulting The Adversary” (mai nome fu più azzeccato), proseguendo impetuosamente grazie alla ringhiosa requisitoria di “Sentry At The Seven Gates”. E se con “Unblessing The Reverend” disturbiamo l’elementarismo iniziale dei Sodom, è la destabilizzante crudezza di “Denouncing The Immaculate” ad alimentare la fiamma della band floridiana (uno degli episodi migliori dell’intero lotto). Tenace e ipnotico il lavoro di riff sguinzagliato nei minuti che danno vita alla titletrack, mentre è la caotica marcia di “Unrighteous Ceremony” ad accompagnarci nei meandri di “Praising The Most Foul”, esempio brutale di come si possa suonare proto-death nel 2021. Gli Hexorcist fanno male e, seguendo l’intro della conclusiva “Crucifixion” (cover dei Devastator, gruppo in cui hanno militato alcuni membri degli stessi Hexorcist), ci prendono a frustate, lasciando le giuste ferite per ricordarci di annotare il loro monicker e tenerlo ben impresso.

TRACKLIST

  1. Exulting The Adversary
  2. Sentry At The Seven Gates
  3. Unblessing The Reverent
  4. Proverbs Of Pestilence
  5. Denouncing The Immaculate
  6. Evil Reaping Death
  7. Unrighteous Ceremony
  8. Accursed Affirmations
  9. Praising The Most Foul
  10. Crucifixion (Devastator cover)
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