7.5
- Band: A CANOROUS QUINTET
- Durata: 01:31:26
- Disponibile dal: 24/05/2013
- Etichetta:
- Cyclone Empire
Spotify:
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Tempo di ristampe anche per i A Canorous Quintet, formazione svedese nata negli anni dell’esplosione del melodic death anche se arrivata all’esordio discografico con qualche anno di ritardo rispetto agli act più rinomati. I Nostri fanno senza alcun dubbio parte di quella schiera di formazioni che, vuoi per sfortuna, vuoi per i ritardi accumulati, non sono riuscite ad emergere e che immeritatamente non sono mai balzate alle orecchie di tanti appassionati del genere. Velocità, melodie accessibili ed un buon growl ad opera di Mårten Hansen sono tre tra i migliori ingredienti del debut “Silence of the World Beyond” ed il successivo “The Only Pure Hate”, album più che discreti e che ad anni di distanza dalla loro pubblicazione riescono a risultare ancora freschi e godibili. Contrariamente agli act più famosi partoriti dalla scena – Dark Tranquillity ed In Flames in primis – gli A Canorous Quintet hanno sempre avuto un approccio più diretto ed aggressivo incentrato sul riffing tagliente della coppia d’asce Leo Pignon e Linus Nirbrant e dall’atmosfera oscura che permea ogni composizione. Durante l’ascolto degli album racchiusi in questa raccolta l’ascoltatore più attento non mancherà di trovare rimandi a band come Sacramentum, Eucharist o accostare il riffing agli episodi più essenziali di casa At The Gates: solida e senza fronzoli la prestazione dietro le pelli di Fredrik Andersson, noto ai più per il suo presente con i conterranei Amon Amarth e che con i A Canorous Quintet era solito dilettarsi anche con le parti di tastiera. Impossibile rimanere indifferenti a composizioni del calibro di “Spellbound”, “The Black Spiral” e della melodica “In the Twilight of Fear” che non potrà non riportarvi alla memoria l’esordio dei Dark Traquillity “Skydancer”. Nessuno sconto all’interno della tracklist del lavoro, che comprende tutti e tre gli episodi pubblicati ufficialmente della band (compreso l’EP d’esordio “As Tears”) prima che cambiasse – senza alcun valido motivo – il moniker in This Ending: pur senza conferire un suono moderno e “laccato” (fortunatamente, aggiungiamo) alle composizioni, l’opera di rimasterizzazione ha donato nuova linfa a questo lavoro rendendolo senza dubbio più fruibile alle orecchie delle masse. Se ancora tutto ciò non dovesse bastarvi, aggiungete al conto anche una buona dose di tracce dal vivo ed un paio di inediti incisi di recente (c’è già aria di reunion?). Senza dilungarci ulteriormente, non possiamo fare altro che consigliare a tutti gli amanti delle sonorità melodic death l’acquisto di questa interessante riesumazione ad opera della Cyclone Empire, che ha racchiuso in questo doppio CD l’intera discografia partorita dalla band: se amate le sonorità melodeath partorite dalla Svezia negli anni Novanta, non fatevi sfuggire questa ghiotta raccolta che sopperisce alla difficile reperibilità – oltre al costo spropositato – delle stampe originali.
P.S. Come sempre il voto riportato qui sotto si riferisce alla compilation qui recensita. Il voto dei singoli album inclusi è il seguente:
“As Tears” EP: 7
“Silence of the World Beyond”: 7.5
“The Only Pure Hate”: 7
