A COLD DEAD BODY – Harvest Years

Pubblicato il 08/02/2011 da
voto
7.5
  • Band: A COLD DEAD BODY
  • Durata: 00:40:00
  • Disponibile dal: 16/12/2010
  • Etichetta:
  • Slow Burn

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Un’altra realtà nostrana davvero molto valida in ambito “post” sono questi A Cold Dead Body, realtà neonata proveniente dal Friuli, che ha dato alle stampe un interessantissimo debutto nel 2010, che non può passare inosservato dato il valore del materiale.  Stiamo parlando sostanzialmente di un disco che definiremmo progressive/post metal, dove si sentono echi di band quali Neurosis e Isis a farla da padrone, a tratti si respirano anche atmosfere eteree e gothic che ci portano alla mente certi episodi dei Novembre. In tutto il disco poi aleggia una bellissima atmosfera progressive rock, dove per certi aspetti si percepisce l’influenza di un background musicale fatto di grandi gruppi come i Pink Floyd. Come avrete intuito “Harvest Years” è un disco ambizioso, complesso e pieno di sfaccettature, dove per lo più abbiamo una paranoia profondissima che domina il tutto, senza tralasciare una massiccia dose di melodia, inserita sempre con cura e gusto. Si parlava di un disco ambizioso in termini musicali, ma questo è un album ambizioso anche dal punto di vista dei contenuti. Sì, perché mai come in questo caso l’importanza dei brani è legata alle tematiche, parlando di un concept album, dove ci si trova ad affrontare un percorso che va dal seme (“Semen”, traccia d’apertura del disco) alla divinità (“Divinity”, traccia conclusiva), passando per i conflitti che l’uomo deve affrontare sul senso della vita e le sue ambizioni come essere umano. Lo scorrere dei brani, e quindi delle tematiche, è assolutamente concatenato in maniera impeccabile, con suite strumentali (“Madre Pt. 1” e “Madre Pt. 2”) che arricchiscono oltremodo la fluidità dello scorrere dei vari capitoli dell’opera. Davvero bellissimi i muri di suono che immergono l’ascoltatore, addolciti da fiati e synth mai fuori luogo o sopra le righe. Notevole anche la capacità del vocalist di passare da urla rabbiose a momenti di quiete con un timbro caldo, controllato e personale. Insomma, davvero pochi i difetti di questa band che ha iniziato davvero al meglio la sua carriera e che ci auguriamo possa continuare su questa strada. Non lasciateveli sfuggire andando alla ricerca dell’ultima uscita nel nuovo anno, alle volte voltarsi a setacciare l’underground produce ottimi frutti, come nel caso degli A Cold Dead Body.

 

TRACKLIST

  1. Semen
  2. The womb
  3. Madre (pt.1)
  4. Our best years
  5. The chosen ones
  6. Madre (pt.2)
  7. Collapse
  8. Zero
  9. Divinity
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