8.0
- Band: A.F.I.
- Durata: 00:46:04
- Disponibile dal: 18/05/1999
- Etichetta:
- Nitro Records
Cigno nero o mosca bianca? Qualunque sia il vostro animale preferito, è indubbio che gli A.F.I. (acronimo di A Fire Inside) abbiano rappresentato un’anomalia nella scena punk rock californiana di fine anni ’90, e la mutazione genetica del DNA ha avuto inizio proprio con “Black Sails In The Sunset”. Tenuti a battesimo da Dexter Holland degli Offspring, che nel 1995 li mette sotto contratto per la sua Nitro Records, nei primi tre album i quattro si fanno notare per un hardcore punk decisamente incendiario in sede live, ma non propriamente originale dal punto di vista stilistico. Le cose iniziano però a cambiare nel 1998, quando l’uscita del chitarrista Mark Stopholese spalanca le porte all’amico di vecchia data Jade Puget, che già aveva contribuito in alcune parti al precedente “Shut Your Mouth and Open Your Eyes”. Che qualcosa stia cambiando lo si capisce fin dall’artwork e dal titolo, e così dopo l’intro messianica di “Strength Through Wounding” (al grido di “Through our bleeding we are one”) il passaggio ufficiale all’horror punk viene battezzato da “Porphyria” e “Exsanguination”, micidiale doppietta che riprende la furia ritmica degli esordi avvolgendola però in una veste dark ed affiancando alle urla hardcore una serie di cori e controcori più melodici. La cesura si fa più netta con il punk rock ancora più dilatato di “Malleus Malleficarum”, non a caso primo pezzo portato in dote dal nuovo chitarrista, e “Narrative Of Soul Against Soul”, con un ritornello melodico destinato a fare scuola nel futuro prossimo, anche se il punto più alto di rottura è la semi-ballad “Clove Smoke Catharsis”, per certi versi ancora acerba ma foriera delle atmosfere gotiche che saranno sempre più centrali nel sound della band. Forte di una tavolozza mai così varia, il lato B si diverte a mescolare gli elementi dando vita a pezzi altrettanto validi come “The Prayer Position”, “The Last Kiss” o “At A Glance”, prima che la più tetra “God Called Sick Today” faccia calare il sipario, aprendo al contempo le quinte per i successivi “The Art Of Drowning” e “Sing The Sorrow”.
