A FOREST OF STARS – A Shadowplay For Yesterdays

Pubblicato il 03/08/2012 da
voto
6.5
  • Band: A FOREST OF STARS
  • Durata: 01:08:32
  • Disponibile dal: 20/07/2012
  • Etichetta: Prophecy Productions
  • Distributore: Audioglobe

Capita che, a volte, ci si imbatte in formazioni che di seguire mode o revival di ogni genere non ne vogliono proprio sentir parlare, preferendo portare avanti discorsi personali tramite uno stile musicale veramente di nicchia. Gli inglesi A Forest Of Stars fanno parte proprio di questa categoria, con il loro mai decollato avantgarde black metal che li accompagna fin dall’album di debutto, “The Corpse Of Rebirth”. Questi musicisti, come spesso accade per le band facenti parte di tale sottogenere, si presentano con un animo teatrale ed eccentrico che evidenziano nelle proprie composizioni dalla prima all’ultima nota, ad iniziare dalla voce – poco aggressiva e spesso recitata, a volte alternata con cantati femminili – fino alle svariate sperimentazioni che accompagnano l’ascolto sin dal primo minuto, limitando le parti più aggressive a poche manciate di spezzoni. In verità, in “A Shadowplay For Yesterdays” di black metal e di “aggressivo” c’è veramente poco o nulla, favorendo così un mood al limite del progressive e un’atmosfera retrò particolarmente riuscita, evidenziata dalla produzione (volutamente?) scarsina e dai volumi minimi di chitarre e batteria, quasi da contorno all’interno dell’opera. Da parte nostra, è comunque il caso di sottolineare quanto il castello di carta eretto da questi inglesi si regga in piedi con qualche scricchiolio alle fondamenta, visto che l’ascolto del disco non riserva certo numerosi momenti eccelsi e, soprattutto, non è neanche lontanamente comparabile alle storiche prove di formazioni simili come Arcturus e Solefald – oppure, senza andare troppo lontani, a quelle dei più recenti norvegesi Vulture Industries. Le idee ci sono e la voglia di infondere personalità pure, tuttavia, gli A Forest Of Stars faticano a sviluppare nel migliore dei modi le proprie trame, sulla lunga monotone e abbastanza ripetitive, svantaggiate dalla quasi totale assenza di vere e proprie aperture “metal” e discontinue quando si tratta di dare un certo livello di qualità ai propri standard. Di buono c’è che il minutaggio elevato del passato è stato scartato in favore di un numero maggiore di brani dalla durata più contenuta: un elemento, questo, che riesce a rendere molto meno pesante i sessantotto minuti di durata del platter, pur sempre tirato per le lunghe dalle numerose divagazioni atmosferiche. Le controindicazioni del suonare un genere come questo sono che, o sei dentro, o sei fuori: dal nostro punto di vita, per ora, la band fatica ancora ad entrare nella cerchia di “quelli degni di approfondimento”. Indubbio che si tratti di un lavoro apprezzabile dagli estimatori, ma non sarà certo questo album a fare la fortuna del gruppo.

TRACKLIST

  1. Directionless Resurrectionist
  2. Prey Tell of the Church Fate
  3. A Prophet for a Pound of Fles
  4. The Blight of God's Acre
  5. Man's Laughter
  6. The Underside of Eden
  7. Gatherer of the Pure
  8. Left Behind as Static
  9. Corvus Corona (Part 1)
  10. Corvus Corona (Part 2)
  11. Dead Love
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