6.5
- Band: A LIFE ONCE LOST
- Durata: 00.45.25
- Disponibile dal: 16/11/2012
- Etichetta:
- Season Of Mist
- Distributore: Audioglobe
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Dopo una lunga pausa discografica, gli A Life Once Lost riemergono dalle nubi di Philadelphia. Il gruppo sarà conosciuto a chi ha seguito le sonorità ‘meno in vista’ del metalcore (Throwdown, Zao, Himsa), con cui gli ALOL hanno condiviso il palco e, senza dubbio, è stato nella lista delle band consigliabili ai seguaci di Meshuggah e di primi Lamb Of God. Appare chiaro che le influenze southern dell’ultimo “Iron Gag” siano state abbandonate: la trance estatica del titolo viene indotta attraverso strutture molto ripetitive e progressive, che nelle poliritmie e nell’uso delle chitarre possono ricordare i Gojira. La nuova sezione ritmica introduce le prime novità: Mike Sabolick al basso e Jordan Crouse alla batteria danno un apporto più sintetico e basilare, spoglio. I pezzi vertono su un mantra acustico spesso dissonante, la voce di Robert Meadows – tra scream e growl – urla la sua espressività all’estremo, le lead guitars di Douglas Sabolick infine definiscono la traccia per intero. Con tutta probabilità le influenze (dichiarate) di King Crimson, Kraftwerk e Killing Joke deluderanno gran parte dei vecchi estimatori del gruppo, però con “Estatic Trance” gli ALOL dimostrano di saper guardare avanti, come fecero in passato, quando il djent non era una moda. Un altro disco imprevedibile si aggiunge alla loro discografia, anche se lo status del gruppo sembra essere di nuovo, indistintamente, ‘derivativo ma interessante’ o ‘interessante ma derivativo’.
