A.M.S.G. – Anti-Cosmic Tyranny

Pubblicato il 12/09/2013 da
voto
6.5
  • Band: A.M.S.G.
  • Durata: 00:47:40
  • Disponibile dal: 20/08/2013
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore:

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Prima Gevurah e ora A.M.S.G.. La Profound Lore Records continua imperterrita a rovistare con insistenza sorprendente nella tundra musicale canadese alla ricerca di antichi e misteriosi rimasugli o cimeli locali di un’epoca ormai perduta, ovvero del black metal scandinavo tradizionale degli inizi degli anni Novanta che in qualche modo si sia appunto materializzato in altri luoghi facendo metastasi altrove. Anche gli A.M.S.G. come i Gevurah giungono grazie alla portentosa etichetta di Chris Bruni al traguardo del primo full-length sulla lunga distanza, e come i loro stretti parenti anche loro sono autori di un black metal lurido e regresso che riprende per filo e per segno il discorso dei Darkthrone, degli Emperor, dei Mayhem, dei Gorgoroth e della prima linea gloriosa del black metal norvegese senza andare oltre il 1996. La band in realtà è una one man-band concepita da un certo Angelfukk Witchhammer, personaggio oscuro ma di culto nel sottosuolo extreme metal canadese che, udite udite, a quanto pare ha scritto il presente lavoro da dietro le sbarre. Non siamo a conoscenza dei motivi della detenzione di Angelfukk Witchhammer, ma una cosa è certa: l’origine particolari e “criminale” del lavoro trapela e come dalla musica e non fa che amplificare il fascino di stampo “norvegese” del lavoro. Impossibile infatti non pensare ai vari Burzum e agli altri strafamosi fatti di cronaca della scena black scandinava nel prendere sotto analisi il presente lavoro. Volutamente regresso, intenzionalmente atrofizzato e coscientemente primitivo, il black metal della band è dominato da una scarnezza e glacialità quasi esagerata. Nessuna cura alla forma è stata contemplata in questa musica, poiché è solo la veicolazione di un odio ed di una repulsione strisciante il fulcro centrale della concettualità musicale degli A.M.S.G., e come noto nessuna sostanzialità stilistica è necessaria a un tale scopo. Witchhammer è però tutt’altro che intenzionato a svendersi facilmente nel citazionismo più becero. Tutt’altro. E’ invece palesemente intenzionato ad inorridire e creare confusione e scompiglio nella mente di chi ascolta ben più del previsto. E siccome la sua proposta è predisposta alla prevedibilità egli non si è lasciato fregare dal proprio tradizionalismo e ha inserito nel proprio impianto stilistico vari elementi disturbatori atti a creare un morboso e grottesco effetto sorpresa. Parliamo dei vari innesti di fiati, synth e parti corali e noise che squarciano a cadenze regolari il normale fluire delle canzoni rimandando abilmente a momenti ben più ambigui e sfuggenti della storia del black metal. Parliamo di Beherit, Arcturus e Ulver in primis, tutte band che anche nei loro momenti più concisi hanno sempre vissuto di ambiguità, come di realtà ancora più esotiche quali Mortuary Drape, e un certo black ellenico, Rotting Christ, Necormantia, e Varathron in pole position. Insomma nella musica degli A.M.S.G., la sperimentazione sembra avvenire pur sempre tramite l’imitazione di formule già conosciute che potevano destare sorpresa un tempo ma che oggi, proprio perché familiari, non solleticano la curiosità più di tanto.

TRACKLIST

  1. Black Rites of Black Shadows
  2. Reincarnation of the Sun
  3. Sacrificial Chants of Cosmic Separation
  4. Gnosis Granted from the Bloodline of Fir
  5. Heretics and Ashes
  6. Bone, Blood and Blackthorn
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