7.0
- Band: A PALE DECEMBER
- Durata: 00:47:58
- Disponibile dal: 11/02/2022
- Etichetta:
- Avantgarde Music
Con questo secondo album, i milanesi A Pale December si consolidano come un’ottima realtà nell’ambito del black metal italiano contemporaneo. “Death Panacea” è un lavoro ben fatto su molti aspetti – dall’esecuzione alla produzione, passando per il concept musicale che sottende ogni brano: la realizzazione di un post-black melodico, dalle tinte depressive e con alcuni affondi nel blackgaze.
Il duo composto da Riccardo (voci e chitarre) ed Ernesto (basso e sezione ritmica) compone un percorso musicale intenso e interessante, che sembra partire con movenze un po’ derivative (con l’accoppiata di apertura “Simulacrum” e “Iconoclasm”, forse troppo vicine a maestri come gli Agalloch), ma che poi riesce a toccare picchi davvero suggestivi (e almeno parzialmente originali) in almeno un paio di brani: “Atoning Monuments”, con il suo crescendo glaciale, acido e allo stesso tempo avvolgente (figlio diretto di certi ultimi Emperor); la conclusiva “Nethermost”, dove vengono convogliate un po’ tutte le armi tecniche e compositive del progetto, in un pezzo che può essere apprezzato sia dai fan del ‘nuovo’ black metal atmosferico che dagli ascoltatori di certo doom moderno.
“Death Panacea” è un lavoro senza veri sussulti, ma che si ascolta con convinta soddisfazione, e che risente soltanto di certe derivazioni un po’ troppo nette. Per nominarne alcune: il ‘retrogusto’ dei già citati Agalloch, ma anche certe idee chitarristiche prese a piene mani dai Novembre, o la costruzione degli arrangiamenti (sempre variegati, sia chiaro, mai noiosi) che risente molto del magistero quantomeno dei primi Alcest. Questo non è necessariamente un male, dato il bel risultato finale. Ma ora è lecito aspettarsi, dopo un lavoro di siffatta qualità, un terzo episodio che ci mostri gli A Pale December più personali e maggiormente consapevoli delle loro capacità creative – che ci sono, in abbondanza.
