7.0
- Band: A PALE DECEMBER
- Durata: 00:53:08
- Disponibile dal: 07/11/2017
- Etichetta:
- Avantgarde Music
- Distributore: Audioglobe
Esordio sulla lunga distanza per questa promettente band milanese, attiva da qualche anno e meritatamente ‘scoperta’ dalla concittadina Avantgarde. La loro proposta musicale mischia in maniera efficace influenze anche lontane tra di loro; nella cartella stampa la band cita Katatonia e Agalloch, ma non ci si ferma pedissequamente a queste due band, fortunatamente. L’album si apre con “The Path Of Stars” e un arpeggio dal gusto quasi folk, perfetta introduzione per un riff molto aperto che sicuramente guarda con ammirazione al black metal americano più recente e ricercato, anche nei passaggi di batteria e nell’approccio vocale violento e insieme suggestivo; quest’ultimo diventa quasi un’invocazione nella seconda parte del brano, ove la band ritorna su sonorità più delicate e acustiche, proprio come in apertura della successiva “Arboreal Sanctuary”. La parte iniziale di questa traccia mostra debiti saldati con personalità anche verso il death-doom inglese, prima di ritornare all’aura post-black dominante, e analoga forma assume la successiva “Midwinter Ritual”, tra intro oppressiva, una struttura portante più elettrica e un finale cupamente progressivo; termine che in forma amplissima ben si attaglia anche a “Skygazer”, brano centrale dell’album e perfetta summa delle influenze e sonorità della band. Colpisce molto, da parte degli A Pale December, l’assoluta dimestichezza strumentale, che alla fine di ogni brano lascia la chiara sensazione di aver ascoltato trame cangianti e costruite con capacità, per fortuna senza mai toccare livelli eccessivi; anche se forse in “Cimmerian Veil”, tra i tempi dispari e l’assolo finale, possiamo pensare che venialmente qualche strizzatina d’occhio compiaciuta tra i membri della band ci sia stata. Nella doppietta finale “Call Of The Ancients” e “A Lost Lineage” trionfano sonorità più struggenti, in particolare nel primo dei due brani, uno strumentale quasi completamente acustico che riporta alle atmosfere poste in apertura del disco; pare insomma che anche tra le trafficate strade di Milano sia possibile astrarsi e descrivere in musica cosa significhi aggirarsi nei boschi, perdersi e ritrovarsi al punto di partenza a rimirare il fuoco primitivo.
