A.R.M.A. – Absolute Revenge Musical Assault

Pubblicato il 16/06/2008 da
voto
7.0
  • Band: A.R.M.A.
  • Durata: 00:17:40
  • Disponibile dal: //2008
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Forse tra i lettori e gli ascoltatori più attenti qualcuno si ricorderà dei Void Essence, eccellente combo death metal di Civitavecchia con più di un demo al proprio attivo. Ebbene, chiusa quell’interessante esperienza, i quattro membri superstiti danno vita agli A.R.M.A. e, senza perdere troppo tempo, danno alle stampe questo “Absolute Revenge Musical Assault”. I nostri partono dal punto in cui si erano fermati con il precedente progetto, ovvero da un death metal brutale e tecnico, ma in questo primo demo della nuova era implementano un’interessante componente tecno thrash che rende i nuovi brani decisamente accattivanti. Trattandosi di un lavoro autoprodotto i suoni non sempre sono pulitissimi e quindi a volte alcuni passaggi particolarmente tecnici si perdono un po’ in sottofondo, ma comunque quello che esce dalle casse è sufficiente a farci ben sperare per il futuro. Il death degli A.R.M.A. sa colpire sia quando i tempi sono sostenuti, sia nei frequenti rallentamenti. L’iniziale “Virulent Demagogues” è un assalto frontale dove si mettono subito in evidenza le qualità dei singoli strumentisti, soprattutto Alessandro Bezzi che macina riff su riff e Dario Moretti, autore di alcuni cambi di tempo pregevoli. La successiva “Fallout” rallenta il ritmo e stende l’ascoltatore grazie a chitarre grasse, tempi marziali ed il growling sempre convincente di Enrico Bezzi. Anche in questo caso la tecnica viene elargita a piene mani, nonostante la song non ne richiederebbe grosso sfoggio. “P2 Or P38” è veloce, ficcante e piuttosto lineare, ma viene rovinata da degli inserti di voce pulita oggettivamente evitabili all’altezza del chorus, mentre la conclusiva “Dead Chamber” è la traccia più compiuta del lotto. Infatti i numerosi cambi di tempo, le ritmiche complesse e certe dissonanze chitarristiche la avvicinano ad una ipotetica versione death dei Meshuggah. In conclusione sentiamo di consigliare gli A.R.M.A. a tutti gli amanti del death tecnico e complesso: i romani devono ancora crescere e non sono ancora all’altezza di act ben più affermati, ma la strada è quella giusta e perlomeno un contratto discografico serio se lo meriterebbero. Ultimissima nota di merito: i testi non sono banali e trattano di tematiche sociali, prova ne sia la dedica che il quartetto fa ai sette operai morti nel rogo della Thyssen-Krupp di Torino lo scorso dicembre. Bravi.

TRACKLIST

  1. Virulent Demagogues
  2. Fallout
  3. P2 Or P38
  4. ... dead In A Dead Chamber..
  5. Dead Chamber
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