8.0
- Band: A-Z
- Durata: 00:57:10
- Disponibile dal: 12/08/2022
- Etichetta:
- Metal Blade Records
Tra le release che hanno visto la luce negli ultimi tempi, uno degli highlight più brillanti – in particolare per gli amanti della musica ricercata e di classe – è certamente il debutto del nuovo super gruppo americano A-Z. “A” che sta per il talento vocale ed espressivo di Ray Alder (Fates Warning) e “Z” per l’estro tecnico e creativo del batterista Mark Zonder (ex Fates Warning e Warlord). I due si sono riuniti – avendo entrambi condiviso molti anni con la storica formazione Fates Warning, appunto – e insieme hanno lavorato per ottenere un disco raffinato, dove il progressive più classico e di scuola statunitense viene miscelato sapientemente, con arrangiamenti curati e melodie vocali intense ed ultramelodiche. La formazione, completata dal bassista Philip Bynoe, il chitarrista Joop Wolters ed il tastierista Vivien Lalu, ricorda fin dai primi passaggi la ‘band madre’ nei momenti più eleganti – quelli di “Parallels” e “ Pleasant Shade Of Grey” per intenderci – con composizioni sì articolate, ma che riescono a mantenersi dentro binari solidi senza mai perdersi in inutili ed eccessivi tecnicismi, e capaci di risplendere grazie ad una produzione limpida e pulita, svolta in vari studi fino al lavoro finale di mixaggio e masterizzazione ad opera di Simone Mularoni ai Domination Studio.
Le chitarre che aprono la via a “Trial By Fire” sono rotonde, possenti e mostrano subito la dinamicità alle sei corde di Joop Wolters, che si muove con sapienza accompagnando il classico cantato di Ray fino ad un refrain abile nel farsi canticchiare molto presto. Ritmi più sincopati dettano la via a “The Far Side Of The Horizon”, brano che si addentra con più coraggio all’interno di sonorità tipicamente progressive, esaltandosi nella fase centrale grazie al breve assolo di tastiera firmato Vivien Lalu, il quale lascia presto spazio alle note decise del basso di un virtuoso come Philip Bynoe (già con Steve Vai). Più sostenuti i ritmi di “The Machine Gunner”, brano diretto e dalle influenze maggiormente hard rock, che si incolla in testa grazie ad un ritornello indovinato. Il piano accompagna le linee vocali dolci e profonde cantate da Ray Alder in “Rise Again”, confezionando così ad arte una raffinata ballata, mentre corre rapida come il titolo che porta “Run Away”, risplendendo grazie a melodie ben amalgamate con un riff deciso che conduce la via fino alla fase centrale, dove gli assoli di chitarra e tastiera trovano un’intesa perfetta. L’elegante “Stranded” è una raggiante composizione che si muove attraverso melodie vocali catchy, di scuola AOR, acquisendo più vigore e avvicinandosi al finale con un crescendo sempre più pomposo. Ci si approssima al finale con le chitarre corpose ed i ritmi più sostenuti di “Borrowed Time”, pezzo da novanta che unisce arrangiamenti più moderni ad atmosfere oscure, esplodendo poi su un refrain accattivante e sigillando così un lavoro che appassiona lungo tutto il percorso, senza alcuna caduta di tono.
Un prog metal raffinato che ha tutto il potenziale per girare a lungo nei nostri stereo: è un esordio di gran classe quello firmato dagli A-Z!
