A2ATHOT – Gestalt

Pubblicato il 07/04/2015 da
voto
6.5
  • Band: A2ATHOT
  • Durata: 00:53:28
  • Disponibile dal: 02/03/2015
  • Etichetta: Buil2kill Records
  • Distributore: Audioglobe

A2aThoT è un progetto musicale strano e atipico, poco ma sicuro. Almeno per i canoni standard del metallaro standard. Certo, nel 2015, quando più o meno tutto lo scibile musicale estremo è stato esplorato in gran parte, è pressoché impossibile stupirsi durante l’ascolto di ‘qualcosa’, soprattutto se non si è invaghiti della limitata pratica della fruizione mono-genere. Insomma, la one-man-band nostrana si può definire assolutamente originale se messa a paragone con le uscite medie d’oggigiorno in ambito metal e affini, ma anche poco originale quando accostata ai grandi nomi che la ispirano, partendo dalla psichedelia Pinkfloydiana, passando da tutta la corrente industrial-doom-drone-alternative che va da Nine Inch Nails a Neurosis, da Marilyn Manson a Godflesh e Sunn O))), fino ad arrivare a sonorità più mainstream quali quelle di certi Radiohead e dei Depeche Mode. “Gestalt”, in partenza completamente autoprodotto ma successivamente edito dalla Buil2kill Records, arriva dopo il debutto omonimo e l’EP “Trust Your Ear”, nei quali il musicista italiano era ancora ancorato ad un drone-doom più canonico (sempre che tale aggettivo possa essere utilizzato per descrivere il sotto-genere); mentre ora, in questa seconda opera sulla lunga distanza, le derive psichedeliche e ipnotiche paiono essere diventate l’impalcatura principale della costruzione A2aThoT, che si dimena come incatenata al fondo di un pozzo buio e salmastro, cercando di risalire strisciando sulle pareti languidamente, aggrappandosi con decisa delicatezza e movenze aggraziate alle pietre sporgenti della cloaca. L’impressione che, infatti, abbiamo delle sonorità A2aThoTiane è questa: un suono alieno e industriale, sofferto e gelido, ma che, al di sotto della scorza asettica e informe, presenta una variegata vitalità ed un cuore pulsante e vibrante. La tracklist è valida e presenta brani cangianti e subito riconoscibili, sebbene non tutti di ottima fattura, così come ci pare che l’uso della voce di A2aThoT non sempre sia adatta al tipo di sound e mood che presenta il pezzo interessato. E non è un caso che le nostre tracce preferite siano le più lunghe: troviamo infatti che la band abbia bisogno di più minutaggio per esprimersi al meglio, lasciando che le ondate d’ipnosi e straniamento strumentale avvolgano più a fondo il fruitore. Sono dei piccoli capolavori, in merito, “(M)”, “Cutting Knives” e “Hiding In A Glass House”, convincenti episodi che sfociano pian piano in atmosfere drogate ma raffinate ed eleganti. Un po’ meno profondo, al contrario, è l’appeal delle restanti tracce, spesso dotate di buoni groove e trovate elettroniche geniali, ma anche un paio di gradini sotto rispetto alle soddisfacenti canzoni di cui sopra. Un disco con alti e bassi, dunque, molto coraggioso e comunque da premiare, che apre nuove possibilità espressive ad un musicista che conferma la sua buona verve compositiva ed il suo talento visionario. C’è solo da limare qualche asperità vocale e puntare a occhi chiusi sul pezzo dalla lunga durata. Occorrono più esperienza e più percezione, secondo noi: in pratica, più “Gestalt”.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Wrong Way
  3. Hic Et Nunc
  4. Is This Brutal?
  5. Cutting Knives
  6. Hiding In A Glass House
  7. Maybe It's Not Up To Us
  8. (M)
  9. Blanket
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