AARA – Eiger

Pubblicato il 04/12/2024 da
voto
7.5
  • Band: AARA
  • Durata: 00:55:23
  • Disponibile dal: 06/12/2024
  • Etichetta:
  • Debemur Morti

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Con “Eiger”, gli Aara confermano la loro assodata capacità di combinare la loro vena atmospheric black metal con un’attenzione narrativa sempre piuttosto raffinata. Questo nuovo album, che segna un distacco dai temi letterari della fortunata trilogia di Triade per concentrarsi su eventi reali, si immerge nella tragica vicenda di quattro ragazzi che nel 1936 persero la vita tentando di scalare la temibile parete nord della montagna svizzera Eiger, la “Mordwand”. La montagna stessa ha una storia che affonda le radici in tragedie vissute da generazioni di arrampicatori: alta 3.967 metri, l’Eiger è infatti famosa per avere preso la vita di oltre sessanta alpinisti dal 1935 a oggi.
Musicalmente, la band elvetica prova qui a ricercare un diverso equilibrio tra euforia e malinconia: le ormai tipiche melodie elegiache del chitarrista Berg rimangono il fulcro dell’album, ma in questa circostanza le strutture delle composizioni vengono spesso arricchite da tonalità e parentesi più cupe e pensose, probabilmente per rispecchiare la drammaticità del concept, e da un uso accorto di sample che evocano la montagna e la tragedia. Il trio tenta quindi di allestire un suono più denso, leggermente meno improntato su certe ariose cavalcate che hanno contraddistinto i momenti salienti di tutte le opere precedenti, ma senza ovviamente voltare completamente pagina. In effetti, in alcuni passaggi la musica degli Aara continua a essere forse un po’ troppo euforica per un tema così tragico e drammatico, ma del resto era impensabile che il gruppo si snaturasse del tutto per affrontare un concept diverso, diventando una sorta di nuovo Paysage d’Hiver.
L’identità sonora degli Aara rimane dunque tutto sommato ancorata alle loro radici, con vari temi luminosi riscontrabili in quasi ogni episodio, assieme appunto a delle inedite sezioni più torbide e riflessive, chiamate a creare un dinamismo emotivo maggiormente pronunciato, ben sottolineato da una produzione più robusta e organica, firmata da Markus Stock (Empyrium, Alcest). In questo senso, pezzi decisamente ispirati come “Felsensang”, “Grausig ist der Blick” o “Alptraum” si fanno segnalare per un’energia quasi epica, con linee di chitarra intrecciate che esplorano territori più introspettivi, tra cambi di registro e atmosfere che suggeriscono la lotta e la resa finale dei protagonisti della vicenda. La voce di Fluss, come sempre molto stridula, qui potrebbe fare di più, a livello di variazioni, per trasmettere il senso di isolamento, paura e fragilità che accompagna ogni passo sulla cosiddetta “parete assassina”, ma il timbro della cantante è ormai noto, e anche in questo contesto era difficile aspettarsi grandi stravolgimenti.
In ogni caso, considerando il ritmo serrato con cui la band pubblica materiale – un album all’anno dal 2019 – è impressionante constatare come gli Aara riescano puntualmente a mantenere una qualità media assai alta. L’ispessimento del sound, sia a livello compositivo che di produzione, rappresenta poi un’evoluzione intrigante per il gruppo, il quale si dimostra comunque un minimo interessato a evolversi e ad adattare il proprio suono alle esigenze del concept affrontato.
Al di là di qualche limite intrinseco, “Eiger” si rivela dunque un album ben composto e scorrevole: un’opera che invita a immergersi, non solo nella musica, ma anche nella storia che racconta, per un tributo potente a coloro che hanno osato sfidare la montagna. Per gli Aara, si tratta di un altro passo significativo in una discografia già parecchio consistente.

 

TRACKLIST

  1. Die das wilde Wetter fängt
  2. Senkrechte Welten
  3. Felsensang
  4. Todesbiwak
  5. Der Wahnsinn dort im Abgrund
  6. Zurück zur roten Fluh
  7. Grausig ist der Blick
  8. Alptraum
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