5.5
- Band: AARON'S AGONY
- Durata: 00:41:12
- Disponibile dal: /04/2011
- Etichetta:
- Antstreet Records
- Distributore: Alkemist Fanatix
A Day To Remember, Atreyu, Blink 182, Enter Shikari, Rufio, Story Of The Year, Vanilla Sky…basterebbe leggere la lista di band citate nei ringraziamenti del booklet di "Lost Inside Myself" per far premere il pulsante ‘Back’ del browser alla maggior parte del popolo metalitalico. Per loro fortuna, e grazie alle oculate scelte redazionali, chi scrive apprezza tutti o quasi i gruppi di cui sopra, quindi ci siamo avvicinati all’opera prima degli Aaron’s Agony con le migliori intenzioni. E, almeno dal punto di vista strumentale, i nostri si dimostrano all’altezza delle aspettative: volendo chiudere un orecchio sui noiosissimi breakdown, presenti in maniera massiccia fin da "Is It The Real Beginnin", per il resto le due asce e la sezione ritmica svolgono bene il proprio lavoro, ponendosi a metà tra gli Atreyu ("Acta Est Fabula") e gli Story Of The Year ("We Are Back"). Quello che invece non funziona a dovere è il comparto vocale, nonostante la varietà di stili utilizzata: lo screaming, penalizzato anche da una produzione non sempre all’altezza, perde nettamente il confronto rispetto ai gruppi più blasonati del genere, così come le parti melodiche risultano poco incisive; meglio soprassedere poi sul grottesco growl, più adatto alla pubblicità dell’Idraulico Gel che ad un disco metal, mentre più efficaci risultano le gang vocals, saggiamente utilizzate in maniera massicia sullo stile degli Enter Shikari. Il rischio però, come capitato agli Escape The Fate degli esordi, è quello di disperdere quanto di buono fatto cercando di unire la base emo a sonorità più prettamente metalliche. Considerati i trascorsi dei nostri come band punk-rock, il consiglio è quello di abbandonare le velleità metalcore/death metal per concentrarsi sul modern rock, genere verso il quale appaiono decisamente più portati. Non sappiamo cosa abbia fatto il povero Aaron, ma la sua agonia è durata abbastanza…
