AAVV – Atlantida vol. 22

Pubblicato il 01/02/2004 da
voto
6.0
  • Band: AAVV
  • Durata: 01:17:58
  • Disponibile dal: 02/02/2004
  • Etichetta: Atlantida
  • Distributore: Atlantida

Si potrebbe anche non mettere alcun voto ad una compilation. Bisognerebbe stabilire a chi si riferisce questo voto, e non sarebbe nemmeno giusto fare una media su un cd che contenga una ventina di band. La compilation underground ha il solo scopo di mettere in luce alcune realtà sconosciute, è insomma una buona vetrina, ma chi pensa ad allestirla non vuole proporre tutti gruppi interessanti, la partecipazione è free, è per tutti, basta pagare lo spazio. Ed ecco che così la qualità inevitabilmente va a farsi benedire, perché in ogni compilation del genere ci sono due gruppi molto validi e che son degni d’attenzione, mentre poi c’è la miriade di gruppi che non andranno mai da nessuna parte non essendo né carne né pesce, e poi ci sono quelli di cui si può fare a meno. Il ventiduesimo capitolo della compilation lituana Atlantida contiene tutto questo puzzle multiforme di gruppi, e sarebbe sorprendente il contrario. Su ventun gruppi solo quattro emergono per qualità. Fa piacere vedere i toscani Dysthymia, capaci di un death/thrash molto tecnico, ma sopratutto dinamico ed aggressivo. Non solo il brano in questione è piacevole, ma pure il demo della band merita un ascolto. I tedeschi Thorshammer hanno già un certo nome e non si tratta di un caso: “Brich” è un pezzo violento e dalle tinte epiche solo accennate, che riesce a catturare l’attenzione. Tra i pochi gruppi veramente validi, almeno a sentire la canzone presentata su questa compilation, ci sono anche i Profane Existence, autori di un black sinfonico abbastanza sognante che può ricordare i primi Covenant. I Mortyfear, con “Rotten Corpse”, intessono un death melodico che segue inevitabilmente le tracce dei vecchi In Flames, ma il riffing di chitarra resta di buon livello. Forse i migliori sono gli Anhkrehg con il loro death/black grezzo ma devastante. Non ci sono solo gruppi estremi, stavolta (cosa insolita per le compilation dell’Atlantida) c’è un discreto numero di band power e classic heavy, anche se nessuna impressiona per bravura e men che mai per originalità. Non ci sono gruppi tanto pessimi, ma quasi tutti si attestano su una mediocrità poco interessante. La solita compilation insomma, appetibile per i soliti pionieri e talent scout. Voto ‘politico’.

TRACKLIST

  1. profane existence - eternal dominion
  2. bestial devastation - vomit on a**ah
  3. conquest of steel - conquest of steel
  4. bloodfeast - jason
  5. mortyfear - rotten corpse
  6. endless pain - flesh fair
  7. toxic virgin - sailor
  8. enthropia - blood and darkness
  9. maple cross - the spirit of northern brotherhood
  10. brudevalsen - the purpose of my failure
  11. anhkrehg - rage of berzerker
  12. dol amroth - eyes that fire and sword have seen
  13. dysthymia - one of melancholy
  14. homicide hagridden - scream
  15. ravenclaw - pergale
  16. lechery - why?
  17. thorshammer - brich
  18. sanity - victims
  19. chapel desecrator - prepare to talk your life
  20. falling elbow - no fur
  21. cipher system - suffer stream
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