6.0
- Band: AAVV
- Durata: 00:47:37
- Disponibile dal: //2008
L’unione fa la forza! E’ quello che devono aver pensato le ultime quattro metal band rimaste attive nel Lido di Venezia (citazione testuale della bio) nel mettere insieme questo split. Sacrificator, Dateless, Exilium e Housemaster spesso e volentieri condividono, oltre agli intenti musicali, anche i membri presenti nelle varie line up, risultando una sorta di grande famiglia del metal. Delle quattro band citate conoscevamo solo gli Housemaster e i Dateless, mentre per gli altri due gruppi questo lavoro rappresenta l’esordio assoluto. Il minimo comune denominatore dello split è il thrash metal, declinato secondo le diverse sensibilità dei vari ensemble: ad esempio i Sacrificator, ai quali tocca aprire il lavoro con le loro tre tracce, sono di gran lunga i più grezzi del lotto e, se musicalmente convincono grazie ad un Bay Area thrash incompromissorio, steccano clamorosamente a livello vocale, dove Nicola risulta ancora troppo acerbo per lasciare il segno. A seguire troviamo i Dateless, attivi sul territorio da diversi anni e sicuramente più preparati di chi li ha preceduti. Le chitarre taglienti e che non lesinano assoli sono senza dubbio il punto di forza di una band che pesca a piene mani dal thrash d’oltreoceano, tranne che per una voce che pare uscire dai primi lavori della scena teutonica. I nostri sono forse i più controllati del lotto ed il loro songwriting, sebbene non faccia gridare al miracolo, è comunque quello più curato e all’interno dei loro brani vi sono anche dei cambi di tempo di discreta fattura. Gli Exilium spostano leggermente il baricentro sul thrash death di fine anni ottanta, anche se il death metal è presente più a livello superficiale che altro, il che equivale a dire voce in semi-growling e qualche sparuto lavoro chitarristico. Gli Housemaster chiudono in bellezza con il loro thrash violento e con delle influenze variegate che vanno dai classici del genere fino ai Judas Priest di “Painkiller”, citati in più di un’occasione. I ragazzi si dimostrano senza dubbio i migliori del quartetto, anche perché non hanno paura di variare le strutture dei brani, passando dalla velocità tipica del genere fino a dei mid tempo ben eseguiti e cantati. In definitiva, se dovessimo dare dei giudizi singoli, promuoveremmo solo gli Housemaster e in parte i Dateless, mentre gli Exilium andrebbero risentiti. Ai Sacrificator invece servirà ancora del tempo prima di poter seriamente dire la propria.
