7.0
- Band: AAVV
- Durata: 00:56:38
- Disponibile dal: 14/07/2008
- Etichetta:
- Relapse Records
- Distributore: Masterpiece
Spotify:
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Ci voleva proprio! Una sana sferzata di grind è una cura perfetta contro l’apatia estiva da caldo. La Relapse, o meglio Scott Hull, ha editato questa “This Comp Kills Fascists Volume I” in maniera egregia, inserendo solo brani inediti di band più o meno note. Il titolo, chiaramente ispirato alla chitarra “ammazzafasci” di Woody Guthrie, fa già capire che ci troviamo dinnanzi ad un grind core spesso politicizzato, anche se non in tutti i casi il tema portante è l’ingiustizia sociale. La compilazione contiente ben cinquantuno inediti suonati da quattordici band. I nomi più noti sono senza dubbio gli Insect Warfare, i Total Fucking Destruction, i Kill The Client e soprattutto i riformati Agents Of Satan e i leggendari Brutal Truth, presenti con quattro nuove composizioni. Notevoli gli Agents Of Satan, che ritornano in gran forma con la loro miscela particolare di grind sludge con chitarre ultra sature in grande evidenza. A seguire troviamo il crust dei Weekend Nachos, abbastanza convincente ma fin troppo ripetitivo. I Kill The Client devastano le orecchie dell’ascoltatore con un grind core tout court con dei testi di denuncia piuttosto espliciti. Gli Spoonful Of Vicodin, presenti con cinque tracce, la più lunga delle quali dura trentacinque secondi, annoiano con il loro extreme hardcore cantato in maniera sguaiata e punkeggiante. Interessanti i Maruta, appartenenti alla scena del grind evoluto, fatto di chitarre schizzate e dissonanti, di cambi di tempo ben congegnati e di incursioni in ambito death. Come sempre devastanti gli Insect Warfare, autori di brani tirati allo spasimo e cantati in perenne growling. Gli Shitstorm, per quanto canonici, non si fanno disdegnare in virtù di una violenza primigenia emanata dalle loro composizioni, spesso vicine al death floridiano. Con i Man Will Destroy Himself si entra in territorio punk, con brani senza infamia e senza lode. Ottimi i Total Fucking Destruction, che tentano di seguire nuove vie, soprattutto a livello ritmico e chitarristico: soprattutto la sei corde spesso svolge un lavoro tipicamente rock and roll. Con i Chainsaw To The Face si arriva in territori tipicamente death (pur sempre venato di grind), dove i rallentamenti e le accelerazioni repentine la fanno da padroni. I Magrudergrind ci offrono del grind crust marcissimo ed ottimamente eseguito. Arriviamo quindi ai Brutal Truth che, neanche a dirlo, offrono la migliore prestazione del lotto, grazie a quattro brani prettamente grind che non sfigurerebbero nei loro classici del passato. La chiusura spetta agli A.S.R.A. e agli Wasteoid: i primi autori di un death grind abbastanza anonimo, i secondi di un grind assolutamente impresentabile, almeno a livello vocale. In conclusione la compilation è di un livello piuttosto alto, con dei picchi di assoluta eccellenza all’altezza di Total Fucking Destruction e Brutal Truth, dei quali ovviamente attendiamo le prove sulla lunga distanza. Ancora una volta bisogna fare i complimenti a Scott Hull e alla Relapse che, quando si tratta di grind non è seconda a nessuno.
